Il senso di Kate Bush per la neve
di Giuseppe VidettiQuesta è della serie “canzoni invernali”. Avrei voluto scriverne sotto le feste, ma mi era sembrato troppo ovvio e riduttivo per Snowed in at Wheeler Street (Bloccati dalla neve a Wheeler Street), punta di diamante di un album-capolavoro come 50 Words for Snow (50 parole sulla neve), il disco che fece calare, letteralmente, un silenzio di ghiaccio sulla carriera di Kate Bush.
Dieci album in trentatré anni sono pochissimi, ma paradossalmente nel 2011 Kate Bush ne pubblicò due: Director’s Cut e 50 Words for Snow – il decimo ed ultimo, appunto. Sotto una coltre di neve: un bel modo di scomparire, per un’artista che non solo è stata rilevante (non ho lo spazio per elencare quante voci femminili abbiano messo in moto Kate Bush e Joni Mitchell) ma imprescindibile. Snowed in at Wheeler Street, cantata con Elton John, è lontana mille miglia dai canoni del duetto commerciale – qui siamo nei territori di Brian Eno, Laurie Anderson, del tardo Scott Walker e della Joni Mitchell di Don Juan’s Rec…
Questa è della serie “canzoni invernali”. Avrei voluto scriverne sotto le feste, ma mi era sembrato troppo ovvio e riduttivo per Snowed in at Wheeler Street (Bloccati dalla neve a Wheeler Street), punta di diamante di un album-capolavoro come 50 Words for Snow (50 parole sulla neve), il disco che fece calare, letteralmente, un silenzio di ghiaccio sulla carriera di Kate Bush.
Dieci album in trentatré anni sono pochissimi, ma paradossalmente nel 2011 Kate Bush ne pubblicò due: Director’s Cut e 50 Words for Snow – il decimo ed ultimo, appunto. Sotto una coltre di neve: un bel modo di scomparire, per un’artista che non solo è stata rilevante (non ho lo spazio per elencare quante voci femminili abbiano messo in moto Kate Bush e Joni Mitchell) ma imprescindibile. Snowed in at Wheeler Street, cantata con Elton John, è lontana mille miglia dai canoni del duetto commerciale – qui siamo nei territori di Brian Eno, Laurie Anderson, del tardo Scott Walker e della Joni Mitchell di Don Juan’s Reckless Daughter.
È la storia di due amanti che continuano a incontrarsi e incontrarsi e incontrarsi in epoche e modi e luoghi diversi, ma ogni volta, per qualche motivo, vengono di nuovo separati – due anime che si lasciano e si prendono per l’eternità. Otto minuti di grande poesia con un incedere inquietante, altro che canzone di Natale! Otto minuti, dicono i commercianti di musica, sono troppi per una canzone, e nonostante i critici all’epoca si fossero sperticati in lodi, neanche Elton John riuscì a fare il miracolo.
PS: all’inizio dello scorso autunno è uscita una “radio edit” di Snowflake (la canzone che apre 50 Words for Snow) ridotta da dieci a quattro minuti. Il messaggio è: nessuno ha voglia di “perder tempo” ad ascoltare una composizione troppo lunga, anche se bellissima. Beh, ma allora portiamole nei teatri d’opera queste cose qui!
Sul Venerdì del 21 febbraio 2025