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Due vite, un destino

I piccoli Victor Escoudé-Oury e Enzo Bonnet (a destra) in una scena di La storia di Patrice e Michel, film diretto da Olivier Casas. webphoto 
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Non riusciamo a credere che sia vera, La storia di Patrice e Michel, invece lo è. Ed è proprio l’inimmaginabile realmente accaduto ad appassionarci, a tenerci svegli la notte cercando su internet una testimonianza, un’intervista,un vecchio documento che lo confermi e ci dica: sì, è successo. Mille volte più forte dev’essere stata la febbre nel cuore del regista Olivier Casas, quando, in un caffè del 17° arrondissement di Parigi, conosce Michel De Robert ottantenne, il minore dei due fratelli protagonisti del film (che uscirà il 3 marzo). Frères è infatti il titolo originale, Michel e Patrice hanno cinque e sette anni, siamo in Francia nel 1948 e la madre li abbandona in una specie di colonia estiva. Dalla quale scappano, portando con sé la colpa di aver causato una morte di cui non dico. Dove scappano? Nella foresta, e lì crescono da soli, vivendo come animali selvatici per sette anni. Il grande sarà padre e madre del piccolo, siamesi nel grembo della natura, Patrice coraggioso indica…

Non riusciamo a credere che sia vera, La storia di Patrice e Michel, invece lo è. Ed è proprio l’inimmaginabile realmente accaduto ad appassionarci, a tenerci svegli la notte cercando su internet una testimonianza, un’intervista,un vecchio documento che lo confermi e ci dica: sì, è successo. Mille volte più forte dev’essere stata la febbre nel cuore del regista Olivier Casas, quando, in un caffè del 17° arrondissement di Parigi, conosce Michel De Robert ottantenne, il minore dei due fratelli protagonisti del film (che uscirà il 3 marzo). Frères è infatti il titolo originale, Michel e Patrice hanno cinque e sette anni, siamo in Francia nel 1948 e la madre li abbandona in una specie di colonia estiva. Dalla quale scappano, portando con sé la colpa di aver causato una morte di cui non dico. Dove scappano? Nella foresta, e lì crescono da soli, vivendo come animali selvatici per sette anni. Il grande sarà padre e madre del piccolo, siamesi nel grembo della natura, Patrice coraggioso indica la strada, Michel piccolo genio dell’ingegneria costruisce le capanne in cui abitano. La storia di Patrice e Michel è un film sulla fine di un’innocenza forse mai iniziata. Ci sono il trauma dell’abbandono, il mistero della breve scomparsa di Patrice nella foresta, un segreto che durerà tutta la vita. Finché un incontro, inevitabilmente, li estrarrà dal paradiso selvaggio dei dimenticati, da quell’Eden di tenerezza e ferocia che, nel mio immaginario, Patrice e Michel condividono con Lucas e Klaus,i gemelli della Trilogia della città di K. Ma se nell’atroce romanzo di Ágota Kristóf il terzo protagonista è la guerra, qui è la natura. Nel raccontare le vite dei due fratelli (Michel è ancora vivo), il film alterna il tempo dell’infanzia a quello della maturità, la storia tragica e romanzesca di un amore infinito,l’eternità fusionale di due destini incrociati.

Sul Venerdì del 28 febbraio 2025

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