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Harry Nilsson pareggia i conti con la tradizione

La copertina dell’album di Harry Nilsson A Little Touch of Schmilsson in the Night (1973) 

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La canzone della settimana è “As time goes by”
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Questo ha precorso una tendenza. Oggi è piuttosto comune che le pop star, a corto di repertorio o di ispirazione, diano una sbirciatina al Great American Songbook, la Bibbia che custodisce gli spartiti degli intoccabili: Cole Porter, Irving Berlin, Rodgers & Hammerstein, Harold Arlen, Hoagy Carmichael, George Gershwin, Jerome Kern… fino a Burt Bacharach.

Alcuni, come Michael Bublé, sull’effetto rétro hanno costruito una carriera, altri, come Mama Cass, Bono, Sting, Amy Winehouse, Lady Gaga, Nick Cave, fino a Raye, l’hanno fatto per hobby, passione, o devozione.

Nessuno di questi è il caso di A Little Touch Of Schmilsson in the Night, che Harry Nilsson (1941-1994) pubblicò nel 1973. Fu un gesto inatteso, in controtendenza, rivoluzionario. Una provocazione che voleva dire: che lo vogliate o no, siamo noi – che voi considerate i drop-out della musica, scappati di casa drogati e ubriaconi – i crooner di oggi, ecco il mio In the Wee Small Hours (il leggendario Lp di Sinatra, 1955…

Questo ha precorso una tendenza. Oggi è piuttosto comune che le pop star, a corto di repertorio o di ispirazione, diano una sbirciatina al Great American Songbook, la Bibbia che custodisce gli spartiti degli intoccabili: Cole Porter, Irving Berlin, Rodgers & Hammerstein, Harold Arlen, Hoagy Carmichael, George Gershwin, Jerome Kern… fino a Burt Bacharach.

Alcuni, come Michael Bublé, sull’effetto rétro hanno costruito una carriera, altri, come Mama Cass, Bono, Sting, Amy Winehouse, Lady Gaga, Nick Cave, fino a Raye, l’hanno fatto per hobby, passione, o devozione.

Nessuno di questi è il caso di A Little Touch Of Schmilsson in the Night, che Harry Nilsson (1941-1994) pubblicò nel 1973. Fu un gesto inatteso, in controtendenza, rivoluzionario. Una provocazione che voleva dire: che lo vogliate o no, siamo noi – che voi considerate i drop-out della musica, scappati di casa drogati e ubriaconi – i crooner di oggi, ecco il mio In the Wee Small Hours (il leggendario Lp di Sinatra, 1955). E, negli anni in cui Frank faticava a rimanere a galla (cantando – malissimo – brani di Joni Mitchell, Stevie Wonder e Kris Kristofferson), Nilsson (che già aveva fatto boom cantando successi come Without You e Everybody’s Talking), incise con l’arrangiatore Gordon Jenkins (storico sodale di Sinatra) un intero album che ruotava intorno alla mitica e intoccabile As Time Goes By (scritta nel 1931 ed esaltata, oltre dieci anni dopo, dalla colonna sonora di Casablanca). Non fu dissacrante – come Sid Vicious che pochi anni dopo avrebbe fatto a brandelli My Way – ma riverente. Nilsson amava quel repertorio; l’apertura è clamorosa: cita As Time Goes By, poi sprofonda trent’anni indietro, dentro Lazy Moon, scritta da J. Rosamond Johnson e Bob Cole e portata al successo nel 1905 da Billy Murray & Haydn Quartet. Si trattò di pareggiare il conto con le radici, senza lucrare sugli interessi.

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