Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Carissima Natalia, la chiamo così, per nome, come fossimo grandi amici, ma ovviamente non ci conosciamo. Il fatto è che ho bisogno di esternare alcuni miei pensieri e mi piace l’idea di farlo con Lei in una lettera che NON è da pubblicare per la lunghezza, a meno che non voglia (per una sola parte). Il fatto è che a me, a volte, sembra di produrre congetture che dovrebbero essere di dominio pubblico ma di cui, viceversa, non ritrovo riscontro nei media. E dico tra me e me: se fossi una persona nota sarebbero finite su giornali e tv varie, purtroppo sono un Signor Nessuno.
Dal 2022, anno dell’invasione russa in Ucraina, ho scritto a giornali vari (senza risposta alcuna) che qualcuno importante avrebbe dovuto fare una semplice domanda a Putin: «Scusi, signor Putin, ma lei avrebbe invaso l’Ucraina se questo paese avesse avuto in dotazione l’arma nucleare?» (che aveva fino al 2 giugno 1…
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Carissima Natalia, la chiamo così, per nome, come fossimo grandi amici, ma ovviamente non ci conosciamo. Il fatto è che ho bisogno di esternare alcuni miei pensieri e mi piace l’idea di farlo con Lei in una lettera che NON è da pubblicare per la lunghezza, a meno che non voglia (per una sola parte). Il fatto è che a me, a volte, sembra di produrre congetture che dovrebbero essere di dominio pubblico ma di cui, viceversa, non ritrovo riscontro nei media. E dico tra me e me: se fossi una persona nota sarebbero finite su giornali e tv varie, purtroppo sono un Signor Nessuno.
Dal 2022, anno dell’invasione russa in Ucraina, ho scritto a giornali vari (senza risposta alcuna) che qualcuno importante avrebbe dovuto fare una semplice domanda a Putin: «Scusi, signor Putin, ma lei avrebbe invaso l’Ucraina se questo paese avesse avuto in dotazione l’arma nucleare?» (che aveva fino al 2 giugno 1996 quando ha abbandonato l’arsenale).Ho ascoltato Gianrico Carofiglio affermare: «Una studiosa svizzera si è occupata di come parla Trump, non come scrive perché dubito l’abbia mai fatto, e ha accertato in base a modelli quantitativi che la sua lingua è quella di un ragazzino di 9-10 anni di alfabetizzazione media negli Stati Uniti, nel senso della struttura delle frasi, nel senso del lessico e nel senso della scarsa padronanza della grammatica... questo paga perché questo tipo di lingua fa presa in una pancia molle di un Paese che non sono le grandi città, non è Chicago, non è New York, non è Los Angeles ma è la provincia profonda, quella con la quale Trump e i suoi amici hanno vinto e che oggi crea le premesse per un pericoloper la democrazia mondiale».
Tutto ciò mi fa pensare che è l’ignoranzala padrona del mondo: l’aveva già capito Totò nel 1954 quando, nel film di Mario Mattoli Miseria e nobiltà, al cafone analfabeta che va da lui per farsi scrivere una lettera dice: «Lei è ignorante?» «Sì». «Bravo, bravo, viva l’ignoranza, tutti così dovrebbero essere, e se ha dei figliuoli non li mandi a scuola,per carità, li faccia sguazzare nell’ignoranza!». Il Principe aveva capito qual è la strada che porta al potere certi personaggi, e non solo in America. A proposito di Giorgia Melonie di ciò che ha detto sul caso Almasri e sui magistrati – «Si candidino, se vogliono fare politica» – è un’affermazione così infantile che se fossi un deputato durante la sua audizione le porterei in regalo un orsacchiotto di peluche. Ma non sono un uomo pubblico. Carissima Natalia, la ringrazio se ha letto per intero questa lettera e le sarei grato se (almeno lei… nell’Universo) mi desse il suo parere. Un caro saluto,
Roberto Cozzolino, Genova
Se lei avesse in testa solo delle scemenze le vedremmo continuamente, di qua e di là, prodotte a migliaia su tutti i telegiornali e tutti i post, e i social, le barzellette e le canzonette e chissà che, con frasi di sfregio o di hater eccetera. Riconosca questo fatto: se lei penetra nel mondo del web, lei scompare, non conta più nulla, qualsiasi cosa pensi non conta più. I suoi pensieri se li tenga per sé e poi non è dato che prima o poi guardando in faccia qualcuno pensi: ecco, questo è diverso, magari con lui posso parlare. Però mi perdoni: anche io non sono convinta che se l’Ucraina avesse avuto la bomba atomica, Putin non avrebbe osato. Putin sta per diventare uno dei grandi capi del mondo, lui, Trump e Musk. E sono così vili da inventarsi una pace escludendo chi ha subito l’invasione. Quanto alla signora Meloni sul caso Almasri e quindi sui magistrati “che vogliono fare politica”, l’affermazione è davvero assurda, per un presidente del Consiglio dei ministri. Siamo davvero all’infantilismo adatto a questo governo sempre più scassato. Ma che piace tanto ai nostri sempliciotti.
Chi fa finta di niente sulle morti bianche
Il sindaco di Bologna aveva chiesto di esporre la mia opera Le morti bianche ad Artefiera per sensibilizzare i visitatori sul tema delle morti sul lavoro (anche ieri ci sono stati sette morti per infortuni). Ma quando ho visto che era esposta in una posizione defilata, tanto che i visitatori non potevano vederla dato che andavano in direzione opposta (l’ingresso della mostra era 100 metri più avanti), mi sono arrabbiato e ho deciso di ritirarla. Non mi faccio prendere in giro, hanno voluto tenere lontano quest’opera perché disturbante e di forte impatto emotivo. Mi sono fatto fare il permesso di uscita con l’opera, ma non hanno avvisato le Forze dell’ordine che presidiavano l’ingresso: in un minuto sono stato circondato, ho alzato le mani in segno di resa, sorridendo ovviamente; mi hanno chiesto il permesso, ma non sapevo più dove l’avevo messo, poi l’ho trovato. Mentre aspettavo, sempre in compagnia di poliziotti e carabinieri, che verificassero anche la mia identità, ho girato l’opera e quando hanno visto quale era e che l’avevo fatta io si sono avvicinati per farmi i complimenti: tutti si erano commossi e mi sono commosso anch’io per gli apprezzamenti ricevuti. Così mi sono rincuorato: loro sono lavoratori, che spesso cadono in Servizio per tutelarci, anche diversi di loro sono nel triste elenco dei morti sul lavoro. Grazie davvero, sono stati di grande conforto e vorrei tanto che venissero quando il sindaco Lepore mi consegnerà la Turrita. Ho dato un’occhiata alle opere esposte, a parte alcune molto significative, anche, di maestri del passato, c’è da dire che la tematica sociale non è certo nelle corde di queste manifestazioni. Quello che io chiamo “neorealismo sociale” non è certo praticato in questa rassegna, e ce ne sarebbe veramente bisogno. Una vera banalizzazione dell’arte visto che un’opera di Cattelan è stata venduta per 6 milioni di euro e mangiata dal compratore, uno schiaffo al buon senso ai lavoratori e alla povera gente che fa fatica ad arrivare alla fine del mese.
Carlo Soricelli, curatore dell’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro
Caro Soricelli, io ci tengo moltissimo alle sue tragiche lettere, che ci dicono quanti sono i lavoratori che quel giorno si sono sacrificati per noi: sette, otto, dieci, tanti, a migliaia. Sì, a migliaia: e noi che dovremmo almeno sapere il loro nome, da dove vengono, chi hanno lasciato come mogli e figli, facciamo finta di niente. Erano nessuno, restano nessuno, come se non fossero mai esistiti. Chi non è nessuno non ci piace, a noi piace guardare le bellissime ragazze di oggi, tutte uguali e tutte truccate dai soliti makeup artist mentre si riguardano beate dentro lo specchio dello smartphone. A guardarle da fuori, viene la malinconia. Coloro che hanno nascosto le sue opere, che hanno fatto in modo che poca gente le vedesse e magari piangesse l’oscura fine di tutti quei lavoratori forse in nero, scomparsi, almeno un migliaio all’anno, a noi fanno vergogna. Ma adesso che i grandi della Terra salutano fascista, forse ne vedremo molti di più.
Ancora sulla premier "goffa e malvestita”
Mi vuole spiegare perché abbiamo una presidente del Consiglio tutta eccitata e che fa bei sorrisi agli uomini di destra, ed è goffa, malvestita, insomma insopportabile?
Alessandra Cruci
Ricevo troppe lettere che detestano la signora. Allora devo dirle, in sua difesa, che quando i presidenti del Consiglio erano Craxi, Andreotti, D’Alema, e tutti gli altri, nessuno avrebbe criticato il loro aspetto. Ma la Meloni è una donna, la prima donna al governo. E come tale deve continuamente dimostrare di essere meglio.
Sul Venerdì del 28 febbraio 2025