Il Venerdì

Lo Sputnik cinese piomba sull'IA americana

Lo Sputnik cinese piomba sull'IA americana
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Mai logo fu più appropriato: una balena blu gongolante che sembra essersi appena pappata un mare di plancton. DeepSeek, la versione cinese dell'intelligenza artificiale generativa, si è tuffata nell'oceano digitale provocando uno tsunami finanziario. Wall Street ha perso in un giorno oltre un trilione di dollari. Solo Nvidia, che fa i migliori chip per l'IA, ha avuto una "correzione" – eufemismo per "crollo" – da 600 miliardi. Perché? Perché il modello linguistico cinese è stato addestrato con molti meno chip e anche più vecchiotti e i risultati sembrano comparabili con le più sofisticate versioni di ChatGpt o di Claude, l'IA di Anthropic. Detto più brutalmente: mettere in piedi DeepSeek è costato solo 5,6 milioni di dollari contro i 50 milioni del modello di Meta, che non è neanche il più caro. Dunque, se invece spendere tanti soldi sull'hardware si può arrivare agli stessi risultati lavorando sul software, le aspettative di crescita di Nvidia potrebbero essere eccessive e potremmo trovarci in una bolla.

Nel panico c'è anche una dimensione psicologica. Come nel 1957 il sorpasso russo nella messa in orbita dello Sputnik regalò una stagione di incubi al Pentagono, oggi lo strappo di Pechino dimostrerebbe che il fortino americano dell'IA non è più inattaccabile. Per quel che vale, l'ho provata e quanto ad allucinazioni va ancora forte. Ma su altri benchmark più sofisticati sembra molto competitiva. Il capo di OpenAI Sam Altman ovviamente non l'ha presa bene e ha parlato di "furto di proprietà intellettuale". Dal momento che la sua azienda è stata denunciata per aver pescato a strascico da tutti i testi del mondo il doppio standard fa sorridere. Ricordo solo, per un po' di contesto storico, che il rapporto 1 a 10 nei costi richiama quello dei salari degli operai cinesi quando cominciammo a delocalizzare lì. Prima le nostre aziende hanno risparmiato, poi hanno sofferto la concorrenza. È la globalizzazione, bellezza!

(31 gennaio 2025)

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