Il “principino” Xi Jinping, dalle stalle alle stelle
di Daria GalateriaXi Jinping è stato definito un “principino isolato” – principini sono i figli ,le figlie, i nipoti e i parenti stretti dei dirigenti del Partito comunista cinese; vanno alle stesse scuole e si frequentano tra loro, formando un “gruppo clientelare di sostegno reciproco”. Xi ha frequentato l’esclusiva scuola 1° agosto di Pechino, dove, dalle elementari in poi, i principini studiano in tre campus appena a nord dello Zhongnanhai, la sede, attigua alla Città Proibita, del Partito. La Rivoluzione Culturale interruppe questa formazione privilegiata; lo storico del King’s College di Londra Michael Dillon, nell’informatissima biografia Dobbiamo parlare di Xi (Gianluca Modolo lo ha intervistato qualche settimana fa sul Venerdì) paragona quella scuola di partito a Eton: per la percezione, alimentata negli allievi, di un «diritto innato al comando».
Xi Jinping è stato definito un “principino isolato” – principini sono i figli ,le figlie, i nipoti e i parenti stretti dei dirigenti del Partito comunista cinese; vanno alle stesse scuole e si frequentano tra loro, formando un “gruppo clientelare di sostegno reciproco”. Xi ha frequentato l’esclusiva scuola 1° agosto di Pechino, dove, dalle elementari in poi, i principini studiano in tre campus appena a nord dello Zhongnanhai, la sede, attigua alla Città Proibita, del Partito. La Rivoluzione Culturale interruppe questa formazione privilegiata; lo storico del King’s College di Londra Michael Dillon, nell’informatissima biografia Dobbiamo parlare di Xi (Gianluca Modolo lo ha intervistato qualche settimana fa sul Venerdì) paragona quella scuola di partito a Eton: per la percezione, alimentata negli allievi, di un «diritto innato al comando».
Xi fu all’epoca costretto a denunciare il padre – «esperienza non infrequente»; si considera che la sorella si suicidò per le intimidazioni delle Guardie Rosse. La madre di Xi, Qi Xin, aveva fatto la rivoluzione e studiato nelle scuole gestite dal Pcc; si ritirò in casa e si attribuisce a lei lo stile frugale della famiglia. Il padre, Xi Zhongxun, capo militare nella guerriglia contro gli invasori giapponesi, era alto funzionario del Partito, e di spiriti riformisti; nel 1962 fu dunque epurato: licenziato per aver autorizzato la biografia di un guerrigliero che poteva portar ombra al ruolo militare di Mao; il bando in campagna, a dirigere una fabbrica di trattori, terminò con la riabilitazione nel 1979.
Intanto il giovane Xi era sottoposto alla rieducazione alla vita rurale nelle fattorie povere dello Shaanxi, nel Nord della Cina: «Vivevo in una grotta, tagliavo il fieno e di notte sorvegliavo gli animali. Riuscivo all’epoca a portare 100 chili di grano sulle spalle lungo una strada di montagna senza dover spostare il carico da una spalla all’altra». La grotta è diventata una meta turistica; per quattro anni, Xi impressionò i contadini leggendo e studiando. Sono note autobiografiche pubblicate a Hong Kong nel 2007; nei discorsi pubblici Xi ritrae la sua fermezza per esser stato senza casa, soffrendo fame, prigione e pubbliche umiliazioni. La richiesta di iscrizione al Pcc gli fu rifiutata più volte, e solo al tramonto della Rivoluzione culturale fu ammesso a Ingegneria chimica nell’ateneo di Tsinghua. Quando Xi diventò funzionario, la madre riunì la famiglia, proibendo qualsiasi attività commerciale nelle aree di competenza di Xi (che minacciò peraltro spietate ritorsioni se non le si ubbidiva). Oggi Xi evita di citare “le stelle del firmamento politico”e non frequenta i principini: e, secondo Michael Dillon, questo gli risparmia la perniciosa accusa di nepotismo.
Sul Venerdì del 7 marzo 2025