Una baracca di lamiere in uno dei quartieri più poveri di Buenos Aires, Villa Fiorito, paraticamente un'immensa favela a 23 chilometri dal centro della capitale argentina. È qui che, il 30 ottobre 1960, nacque Diego Armando Maradona ed è qui che abitò da bambino, assieme al padre, Don Diego, alla madre, Doña Tota, a due fratelli e cinque sorelle: dormivano in otto nella stessa stanza, ammassati tra due letti e un divano letto. Il fotoreporter Valerio Bispuri l'ha visitata e non è stata un'impresa facile: per entrare non basta pagare l'attuale proprietario, un omone di nome Javier, bisogna anche essere accompagnati da qualcuno che lo conosca bene e stargli simpatico. Il racconto di Bispuri è sul Venerdì in edicola oggi, 7 marzo (a proposito, è tutto nuovo) e anche online.
Naturalmente le tracce di Diego sono sparse in tutta la capitale argentina: in pieno centro, a pochi metri dalla Casa Rosada, la residenza del presidente, gli stanno costruendo un grande mausoleo. E un altra "casa de D10s", dove Maradona visse a partire dai 14 anni, quando era già un Pibe de oro, è nel quartiere della Paternal. Questa è più facilmente accessibile: sulla porta c'è una foto con la scritta "Aquí vivió feliz" e Google Maps la classifica come "museo". E mostra link sponsorizzati per giri turistici sui luoghi maradoniani, con tanto di pranzo a base di asado, la classica grigliata di carne argentina.
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