Giannini: avanti popolo (e la politica seguirà)
di Massimo GianniniCaro Giannini, domani ci sarà la manifestazione per l’Europa Unita lanciata proprio dal nostro Michele Serra: molti la dicono inerte, altri moribonda e quelli che non l’hanno mai voluta dicono che è già morta. Ma con questi ultimi sta schierato il tanghero neoeletto che invece dice che è nata per fregarlo, quindi è viva perché i morti non fregano. L’incrocio tra queste diverse visioni dell’Europa diventa spettacolare di fronte all’esultanza dei partiti per l’idea della manifestazione; Allelujah! (tre volte): qualcuno ci ha pensato! Qualcuno ha fatto ciò che da tempo avremmo dovuto fare noi! Evviva (è viva)… Sì, è ancora viva; quasi morti sono i partiti… Ora colgono l’occasione, smettono di litigare, e tutti insieme appassionatamente. Si può fare ancora. Si fa così: il primo cui viene un’idea propone a tutti di sostenerla in nome dell’Europa, la nostra Patria. La prossima la dico qui: ancora una piazza per invitare ad unirsi di nuovo a noi l’Inghilterra, l’unica ad aver mantenuto l’imp…
Caro Giannini, domani ci sarà la manifestazione per l’Europa Unita lanciata proprio dal nostro Michele Serra: molti la dicono inerte, altri moribonda e quelli che non l’hanno mai voluta dicono che è già morta. Ma con questi ultimi sta schierato il tanghero neoeletto che invece dice che è nata per fregarlo, quindi è viva perché i morti non fregano. L’incrocio tra queste diverse visioni dell’Europa diventa spettacolare di fronte all’esultanza dei partiti per l’idea della manifestazione; Allelujah! (tre volte): qualcuno ci ha pensato! Qualcuno ha fatto ciò che da tempo avremmo dovuto fare noi! Evviva (è viva)… Sì, è ancora viva; quasi morti sono i partiti… Ora colgono l’occasione, smettono di litigare, e tutti insieme appassionatamente. Si può fare ancora. Si fa così: il primo cui viene un’idea propone a tutti di sostenerla in nome dell’Europa, la nostra Patria. La prossima la dico qui: ancora una piazza per invitare ad unirsi di nuovo a noi l’Inghilterra, l’unica ad aver mantenuto l’impegno assunto nel 1994 insieme alla Russia di Eltsin e agli Usa di Clinton di difendere l’Ucraina (hai capito, Giuseppi? Ti ricordi, vi ricordate tutti voi?).
Cirano Testai (San Giuliano Terme)
Caro Cirano, la sua è una delle tantissime lettere arrivate sulla grande manifestazione lanciata da Michele Serra, battezzata con un bell’hashtag che dovremo far durare anche dopo l’evento di domani a Roma e in altre città: #LEuropasiamonoi. Rispondo a lei, perché coglie un punto delicato: il ruolo della politica, in un tornante della Storia mai tanto angoscioso dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Certo, colpisce che l’idea di scendere in piazza per gridare al mondo che l’Europa non è morta, ma anzi “vive e lotta insieme a noi” (come si diceva una volta, in altri contesti), sia venuta a un intellettuale, mentre i partiti dormivano il sono degli ingiusti (o degli ignavi, veda lei). Qui c’è un’evidente “supplenza”. E non è la prima volta che l’attendismo della politica viene scavalcato dall’attivismo della società civile (pensiamo ai Girotondi, nel ventennio berlusconiano). Questo è sicuramente un problema: la politica non dovrebbe inseguire ma anticipare le istanze dell’opinione pubblica. Ma è anche un’opportunità: l’entusiasmo con il quale tanta gente “normale” ha raccolto la proposta di Serra rivela un grande deposito di democrazia da cui attingere. È soprattutto di questo, oggi, che c’è bisogno in un Occidente smarrito: la mobilitazione popolare, quella che abbiamo visto in Germania o persino in Serbia. Una potente spinta “dal basso”, sui principi e sui valori di questa parte di mondo. Le élite seguiranno. O almeno, questa è la speranza con la quale andiamo in piazza domani. Giuseppi non ci sarà? Quando avrà deciso cos’è davvero la Cosa Pentastellata che guida, ci farà un fischio.
La bandiera della Ue sventoli sui balconi
Gentile Giannini, la manifestazione per l’Europa mi entusiasma, ma c’è chi il sabato lavora, tipo io. Propongo quindi che chi si trova nella stessa situazione partecipi esponendo a finestre o balconi la bandiera europea, come si è fatto a suo tempo con quelle della pace e per l’acqua pubblica.
Paola Zagatti (Bologna)
Paola, bellissima idea: i palazzi delle nostre città impavesati con i vessilli blu dell’Europa. Chi non va in piazza, lo faccia. Un tempo erano fiori, oggi mettiamo bandiere nei loro cannoni.
Il vitello d’oro di Trump e un Mosè che non arriva
Caro Giannini, mi ha molto colpito quell’osceno video su Gaza turistica, in particolare la statua d’oro di Trump. Non trova che ci sia un’analogia con il vitello d’oro di biblica memoria? Come simbolo mi sembra lo stesso, l’adorazione del materialismo più sfrenato. La Bibbia è il fondamento di una cultura che ci accomuna agli ebrei, credo, spero che anche quel popolo rinsavisca e rigetti con orrore quella propaganda. Spero molto nel ritorno di un Mosè che distrugga gli idoli, ma non ne vedo in giro: che dice? Speriamo che arrivi presto per i miei nipoti, non posso aspettare molto, sono vecchissima.
Laura Spadotto (Maniago, Pordenone)
Cara Laura, quel video “Trump-Gaza”, più che colpire, disgusta. Guardando i resort, i casinò, le donne seminude che ballano, Musk che divora gamberoni e Trump che troneggia in statue d’oro, ho pensato alla Sodoma e Gomorra che i nuovi Padroni del Mondo chiamano “pace in Medioriente”. Uno scempio politico e un oltraggio religioso. L’ebraismo, per ora, tace. Mi chiedo solo quando e come si ribellerà l’Islam. Anche per il bene dei suoi nipoti.
Macché Signore degli anelli, leggano Guerra e pace
Caro Giannini, il nostro sarà un silenzio colpevole se non affermeremo che questo Paese è divenuto greve e volgare per totale mancanza di cultura di coloro che ci governano. Lei che ama essere libero, dovrebbe chiedere a codesti figuri di quali libri si siano nutriti. Quali università abbiano frequentato. Non posso accettare che si modifichi la storia, si disprezzi la letteratura. Non posso accettare che si mortifichi tutto ciò che siamo stati. In nome di un nuovo ordine che ha alle spalle il nulla. Se fossimo cinici e rassegnati, potremmo vivere le giornate come a teatro perché tutto ciò cui assistiamo è ridicolo e dozzinale. Ma ogni giorno è un’esibizione di orgogliosa ignoranza e incompetenza oltre che di borsette. Si laureano grazie alle università telematiche ed elevano a summa Il signore degli anelli pensando, forse, che Guerra e pace sia stato scritto da un ucraino contro Putin.
Rosanna Capalbo
Cara Rosanna, capisco il suo sconforto. Siamo cresciuti in un tempo in cui si illudeva che la politica fosse davvero “un’arte”, alla quale si dovessero dedicare “i migliori”, in ogni senso. Persone dotate di una potente leva etico-morale, formate allo studio e selezionate con cura, attraverso la ricerca sul campo. Siamo cresciuti con Brecht che scriveva “procuratevi sapere, voi che avete freddo”. Con Gramsci che diceva “istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza”. Quel tempo è finito, spazzato via dal populismo anti-casta, dall’uno vale uno e dall’ipnocrazia social. Ma attenzione a pensare che le “invasioni barbariche” partano solo da destra: purtroppo, pro quota, ci riguardano tutti.
Sul Venerdì del 14 marzo 2025