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Lettere dal Paese reale

PER POSTA. Pensioni insufficienti per vivere, è ora che la politica (di destra e di sinistra) se ne occupi. E due parole vanno dette anche alle banche
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Caro Giannini, sono una signora di 78 anni e seguo sempre i dibattiti politici x tenermi sempre informata sui fatti che succedono, spesso e volentieri seguo sia lei che Travaglio, non mi vanno tanto Italo Bocchino e tanto meno Mario Sechi, ma questo non è quello perché le scrivo. Quando mio marito se nè andato percepiva una pensione di invalidità di 380 mila lire che è passata a me. Quando è stato il momento che io dovevo avere la mia pensione di vecchiaia con i contributi versati mi sono sentita dire che sarebbe stata dimezzata perché faceva cumulo con l’altra, così mi hanno dato la metà di cosa mi aspettava: valore 280 mila lire. Ora mi ritrovo con una pensione di 749,00 euro tra tutte e due, pagando spese condominiali, luce, gas, telefono, riscaldamento, lascio giudicare cosa mi rimane x andare a fine mese... Esprimo anche un parere sul Pd, che deve presentare al popolo italiano un suo programma e smetterla di cercare alleanze, quelle verranno al momento opportuno. Mi scuso per gli…

Caro Giannini, sono una signora di 78 anni e seguo sempre i dibattiti politici x tenermi sempre informata sui fatti che succedono, spesso e volentieri seguo sia lei che Travaglio, non mi vanno tanto Italo Bocchino e tanto meno Mario Sechi, ma questo non è quello perché le scrivo. Quando mio marito se nè andato percepiva una pensione di invalidità di 380 mila lire che è passata a me. Quando è stato il momento che io dovevo avere la mia pensione di vecchiaia con i contributi versati mi sono sentita dire che sarebbe stata dimezzata perché faceva cumulo con l’altra, così mi hanno dato la metà di cosa mi aspettava: valore 280 mila lire. Ora mi ritrovo con una pensione di 749,00 euro tra tutte e due, pagando spese condominiali, luce, gas, telefono, riscaldamento, lascio giudicare cosa mi rimane x andare a fine mese... Esprimo anche un parere sul Pd, che deve presentare al popolo italiano un suo programma e smetterla di cercare alleanze, quelle verranno al momento opportuno. Mi scuso per gli errori di ortografia ma io sono nata contadina ed ora che non riesco più a lavorare in campagna come ho sempre fatto nella vita mi faccio l’orto sul balcone, però vorrei tanto avere ancora la forza x andare nelle vigne, soffro anche di fibromialgia che non è manco riconosiuta dalla sanità pubblica.

Borgo Carla

Carissima Carla, grazie di cuore della sua lettera, e non si preoccupi dell’ortografia: qui conta la biografia. La sua, quella di una donna che ha lavorato per una vita e ora fatica ad arrivare a fine mese. E quella della nazione, che galleggia sulla palude della stagnazione economica e della disuguaglianza sociale. Col suo racconto, lei ci spinge a guardare dentro alla palude, a fare un bagno nella realtà, a immergerci con rispetto nelle paure e nelle speranze della gente comune che annaspa per non affondare. È lo spirito col quale eredito questa rubrica dai due maestri che mi hanno preceduto: Eugenio Scalfari, padre fondatore del gruppo Espresso-Repubblica, e Michele Serra, amico e intellettuale come non se ne trovano più in questa sciaguratissima Italia. Una finestra sul “Paese reale”, come si sarebbe detto una volta: questo, dopo tanti anni, rende ancora così preziose queste due pagine. E il “Paese reale” è lei, Carla, e le tantissime persone come lei. Per la previdenza spendiamo il 15 per cento del Pil, più di tutti gli altri Stati, ma le nostre pensioni minime sono tra le più basse d’Europa. Per quest’anno il governo Meloni, bontà sua, ha previsto un aumento di 3,12 euro al mese. Capisco che lei si senta presa in giro. Lo dirò a Sechi e Bocchino, in tv, perché lo ricordino alla loro amata premier. Lo rammenterò anche a Schlein e al Pd, al quale lei dà consigli più saggi di quelli di tanti cacicchi e capibastone. Infine, della sua pensione da 749 euro parlerò ai banchieri come Orcel, che quest’anno prenderà da Unicredit 16 milioni di stipendio, o a manager come Tavares, che se n’è andato da Stellantis con un bottino di 35 milioni. Mentre si godono i loro beni al sole, dedichino almeno un pensiero a lei e al suo orticello sul balcone.

Griffe, tacchi e lusso:preferisco essere onesto

Cara Santanchè, vivi da ricca, vesti bene, hai il tacco 12, il fisico ben (ri)fatto, l’agiatezza che deriva dai 26 mila euro al mese che ti paghiamo noi e dal resto che togli a tutti noi. A noi italiani onesti che al Billionaire non abbiamo mai messo piede e ricchi, di certo, non lo saremo mai ma che, per questo, non ti invidiamo. No, non ti invidiamo perché abbiamo l’onestà e la dignità che non si iscrivono a bilancio in modo fraudolento e non si auto-riciclano con un voto d’aula.

Gianfranco Pignatelli

Caro Gianfranco, la performance della Pitonessa alla Camera è davvero il falò delle vanità, di una casta politica e di una classe sociale. Ma il paradosso è che Santanché ha accusato l’opposizione dicendo “voi mi attaccate perché rappresento tutto ciò che la sinistra odia, cioè la ricchezza”. Ma come? Non erano tutti “radical chic”? La Signora del Billionaire, povera nelle idee ma non nel conto in banca,si metta d’accordo con se stessa e con i suoi Fratelli: i comunisti mangiano ancora i bambini o vanno col Rolex a Capalbio?

La destra non critica Meloni, perché lei critica sempre il Pd?

Caro Giannini, era proprio necessario scrivere un articolo come quello sul Venerdì del 21 febbraio, dal titolo Compagni di chat? Ironia o autolesionismo? Come di solito fa anche nei dibattiti tv solitamente rivolti al Pd con risatina.?Può darsi si possa considerare libertà giornalistica, ma... io non ho mai sentito un libero giornalista alla Mario Sechi riferire critiche (sia pure ironiche) alla sua premier. E so, sì lo so, che lei, Giannini, non ha premier di riferimento; per questo potrebbe essere ironico anche verso altri leader, o no? La mia fede partitica è granitica ma lei, pur bravissimo, comincia a starmi sulle scatole. Guido Massone

Dài, Guido, un po’ di autoironia ogni tanto ci vuole! Ci siamo cresciuti, con la satira di Cuore che non faceva sconti ai nostri eroi progressisti. Perché dovremmo smettere proprio adesso? Si ricorda il Venerabile Jorge, monaco cieco del Nome della rosa? Odia il riso perché è “segno di stoltezza” e soprattutto “fonte di dubbio”. Non dimentichi il finale, di quel capolavoro di Eco: Jorge avvelena i monaci con le pagine della Poetica di Aristotele, e poi distrugge il sapere nel gigantesco rogo della biblioteca dell’abbazia. Sorridere di noi stessi:è la salvezza del genere umano.

Gli Usa sono democraticima l’India lo è ancora di più

Caro Giannini, ancora una volta leggo affermazioni autocompiacenti che descrivono gli Stati Uniti come la più grande democrazia del mondo. Se fossi un indiano dell’India un po’ mi risentirei vista la sproporzione numerica che in quel subcontinente ne fa matematicamente la più grande democrazia del mondo. Credo sia un retaggio post coloniale western-centrico sottovalutare per semplicità certi ribaltamenti di ruoli e posizioni in geopolitica.

Stefano Bernardi

Caro Bernardi, India a parte (una discreta autocrazia, pure quella) lei ha ragione. Infatti, per l’America trumpiana, io parlo ormai di “post democrazia”.

Sul Venerdì del 7 marzo 2025

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