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All’università di regine e re, c’erano una volta William & Kate

Il principe William (42 anni) e Catherine Middleton (43) nel 2011 durante una visita all’università di St Andrews. Dove entrambi si sono laureati nel 2005. Andrew Milligan - WPA Pool/Getty Images 

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Imprenditori, presidenti ma, soprattutto, aristocratici: St Andrews è l’ateneo dei royals. Qui si sono conosciuti e innamorati anche i principi del Galles. A una sfilata. Simile a quella dove anche noi siamo stati invitati...
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Costellata di ruderi che sembrano posti ad arte dallo scenografo di una tragedia shakespeariana, St Andrews è una cittadina di 14 mila anime sulla costa ventosa del Fife, definita da una spiaggia (quella in cui hanno girato la scena di Momenti di Gloria sulle note di Vangelis) e riassumibile in un crocevia di poche strade cui si arriva dopo miglia e miglia di guida tra pascoli punteggiati di pecore e verdissimi campi da golf. La sua è l’università più antica della Scozia e una delle più remote a livello geografico; due fattori che, combinati, ne hanno fatto the choice for royals secondo il Tatler, la destinazione scelta da reali di tutto il mondo.

Di alumni eccellenti nei suoi 600 anni di storia ne vanta parecchi: il giacobino Jean-Paul Marat, il padre del vaccino contro il vaiolo Edward Jenner, il signor Forbes, cinque Nobel, primi ministri e politici d’ogni schieramento. Ad Honorem si sono laureati, tra tanti, Benjamin Franklin, Bob Dylan, Sean Connery e Hillary Clinton. Eppure, son…

Costellata di ruderi che sembrano posti ad arte dallo scenografo di una tragedia shakespeariana, St Andrews è una cittadina di 14 mila anime sulla costa ventosa del Fife, definita da una spiaggia (quella in cui hanno girato la scena di Momenti di Gloria sulle note di Vangelis) e riassumibile in un crocevia di poche strade cui si arriva dopo miglia e miglia di guida tra pascoli punteggiati di pecore e verdissimi campi da golf. La sua è l’università più antica della Scozia e una delle più remote a livello geografico; due fattori che, combinati, ne hanno fatto the choice for royals secondo il Tatler, la destinazione scelta da reali di tutto il mondo.

Di alumni eccellenti nei suoi 600 anni di storia ne vanta parecchi: il giacobino Jean-Paul Marat, il padre del vaccino contro il vaiolo Edward Jenner, il signor Forbes, cinque Nobel, primi ministri e politici d’ogni schieramento. Ad Honorem si sono laureati, tra tanti, Benjamin Franklin, Bob Dylan, Sean Connery e Hillary Clinton. Eppure, sono i nobili a definirne il profilo: James Ogilvy, figlio della principessa Alexandra del Kent; il primo marchese di Argyll Archibald Campbell; il figlio della principessa Aishah del Brunei; la nipote del re olandese, Luana di Orange-Nassau. Oltre, naturalmente a William e Kate.

I nomi non si fanno

Già perché St Andrews è il luogo in cui “tutto è nato”: quello che nel 2002 vede la matricola William Wales, figlio dell’allora principe Carlo e di lady Diana, innamorarsi della compagna che alla sfilata studentesca sale in passerella con una gonna in maglina trasparente tirata su a mo’ di abito, senza niente sotto salvo l’intimo nero. Al grido di «Wow, Kate is hot!» ha inizio una delle storie d’amore reali più romantiche e noi, 23 anni dopo, abbiamo assistito allo stesso show, Dont Walk, diretto quest’anno da una studentessa italiana.

Cecilia Nuvola Bechini, milanese, 23 anni, è stata selezionata come creative director grazie al suo progetto Daedalus, ambizioso addomesticamento della storia del labirinto a favore di un pubblico a digiuno di mitologia. Dont Walk è uno show di fundraising fatto dagli studenti nato all’indomani dell’attentato alle Torri Gemelle: chiede dalle cento alle duecento sterline per un biglietto e nel tempo ne ha ridistribuite 350 mila in beneficenza. «St Andrews è un luogo stimolante per le giovani menti creative», racconta Bechini quando le chiediamo perché abbia deciso di studiare proprio qui, lei che non ha nemmeno un conte tra i parenti. Si dichiara «innamorata» della biblioteca e racconta che «il mito della coppia reale è ancora vivo» grazie a locali come il Northpoint, con la sua scritta in vetrina “Will e Kate si sono incontrati qui”, e alla serie The Crown, che vi ha girato la sesta stagione.

Quanto al background dei compagni, minimizza: «Uno è figlio di un produttore hollywoodiano, uno di un regista tedesco, un altro del presidente di una nazione...». Nella sua reticenza a far nomi sta il patto implicito alla privacy che cementa le amicizie tra studenti. Tra i suoi amici pare ci sia un principe etiope e un’amica l’ha invitata in America, per Pasqua, per presentarle il suo padrino: si sussurra sia Wes Anderson. Qui l’arrivo di una limousine annuncia genitori in visita e nell’assegnazione degli alloggi a St Salvator’s Hall, lo studentato più prestigioso, i vetri antiproiettile installati nell’ex camera di William è tra le amenities più apprezzate.

Rampolli non bamboccioni

Alla serata Dont Walk alcuni genitori americani, drink in mano, discorrono citando i loro cari amici “Anne” (Wintour) e “Donald” (Trump). Tra gli ospiti anche lady Violet, figlia del duca di Rutland, promessa sposa del 16° conte di Lindsay, cognata del principe Jaime di Borbone delle Due Sicilie e imprenditrice: con la piattaforma HeritageXplore ha aperto le tenute aristocratiche del Regno Unito a partire dal castello di famiglia, Belvoir. Era attesa anche lady Louise Windsor, ma non si è vista: la figlia del principe Edoardo, quarto figlio di Elisabetta II, e della duchessa Sophie di Edimburgo, studia Letteratura inglese e dieci giorni fa si è esibita con la compagnia teatrale studentesca in The Importance of Being Earnest.

Rampolli sì, ma non bamboccioni: i criteri di ammissione qui sono tra i più selettivi del Paese. Poi c’è la retta, esclusiva anch’essa ma, prima della Brexit, non molto lontana da quella di una buona università privata italiana; il suo quadruplicarsi dopo l’uscita del Regno Unito dall’Ue, però, fino a sfiorare i 28 mila dollari, non ha intimorito le famiglie che in St Andrews hanno individuato la scelta giusta. E mentre Dont Walk porta in scena il suo spettacolo, tra effetti scenografici ipnotici, musica potente e modelle che calcano la scena con la determinazione di valchirie, capisci che tra gli studenti si respira un’aria densa di opportunità, la percezione che tutto sia possibile: dall’incontrare un principe che farà di te una regina, come accaduto alla signorina Catherine Middleton, allo stringere amicizie che porteranno lontano.

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