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Massimo Giannini: La strage degli innocenti

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I bambini di Gaza continuano a morire. Noi che restiamo in silenzio consideriamoci i mandanti morali
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Caro Giannini, in questi giorni gli organi di informazione sono concentrati sulle megalomanie di Trump, sulla soluzione Ucraina, sull’Europa e sul riarmo. È passata in secondo ordine la questione palestinese, gli accordi disattesi da Israele per il cessate il fuoco, il massacro dei civili a Gaza e l’aumento delle colonie israeliane in Cisgiordania, che rappresentano un quadro drammatico per la sopravvivenza del popolo palestinese. Forse l’obiettivo, non dichiarato, è di sbarazzarsi con ogni mezzo, ovvero violenza, fame e bombardamenti indiscriminati, di tutti i palestinesi, per edificare il grande Stato di Israele. La politica, l’informazione e i singoli cittadini, penso debbano opporsi con forza a questa deriva umanitaria.

Adriano Cassanelli (Valchiavenna)

Caro Adriano, lei tocca il nervo più scoperto della cattiva coscienza occidentale. È tutto vero: siamo presi dalle follie imperiali dello Sceriffo di Washington e dalle ubbie criminali dell’Uomo del Cremlino, e abbiamo perso di vis…

Caro Giannini, in questi giorni gli organi di informazione sono concentrati sulle megalomanie di Trump, sulla soluzione Ucraina, sull’Europa e sul riarmo. È passata in secondo ordine la questione palestinese, gli accordi disattesi da Israele per il cessate il fuoco, il massacro dei civili a Gaza e l’aumento delle colonie israeliane in Cisgiordania, che rappresentano un quadro drammatico per la sopravvivenza del popolo palestinese. Forse l’obiettivo, non dichiarato, è di sbarazzarsi con ogni mezzo, ovvero violenza, fame e bombardamenti indiscriminati, di tutti i palestinesi, per edificare il grande Stato di Israele. La politica, l’informazione e i singoli cittadini, penso debbano opporsi con forza a questa deriva umanitaria.

Adriano Cassanelli (Valchiavenna)

Caro Adriano, lei tocca il nervo più scoperto della cattiva coscienza occidentale. È tutto vero: siamo presi dalle follie imperiali dello Sceriffo di Washington e dalle ubbie criminali dell’Uomo del Cremlino, e abbiamo perso di vista la tragedia mediorientale. Sono tra quelli che non dimenticano il pogrom contro gli ebrei compiuto il 7 ottobre dai terroristi di Hamas. Ma sono anche tra quelli che si chiedono da mesi – come ha fatto Roger Cohen, politologo del New York Times – quanti bambini palestinesi devono ancora morire perché Israele consideri vendicato quell’orrore. La verità è un’altra. Netanyahu ha rotto la tregua e ripreso i bombardamenti su Gaza perché ha bisogno della guerra, senza la quale il suo potere collassa. E la comunità internazionale lascia fare, convinta che in quell’area un po’ di pulizia, magari estesa anche a Hezbollah in Libano e agli Ayatollah in Iran, faccia comodo a tutti. A partire da Trump, che vuole fare della Striscia la Miami del Medioriente, fino ad arrivare alla Mezzaluna araba di matrice sunnita, che con l’Occidente vuole fare solo affari. I palestinesi non sono mai stati così soli al mondo. Dalla ripresa degli attacchi dell’Idf sono già morti altri 400 bambini, che si sommano ai 30 mila già uccisi prima del cessate il fuoco. Di questa terribile strage degli innocenti noi tutti, che assistiamo in silenzio, siamo i mandanti morali.

Da Silvio a Marine
grandeur francese, little Italy

Caro Giannini, come spiegare la grandeur francese e la nostra pochezza? Semplice. La Francia ha inventato la libertà, la modernità e la legalità espressione di égalité (uguaglianza). Se Marine Le Pen froda l’Ue viene condannata a 4 anni di carcere, 5 di ineleggibilità e 100 mila euro di multa. In Italia se frodi lo Stato la destra ti ritiene un dritto, un eroe, un ideale candidato deputato, senatore, ministro. Se vieni condannato, corrompi, frequenti escort e mafiosi ti proclamano pure padre della patria. La loro, naturalmente.

Gianfranco Pignatelli (Napoli)

Caro Gianfranco, purtroppo il Belpaese ha fatto scuola, e la grandeur francese ha fatto fiasco. Mi spiego: dopo la sentenza di condanna, e soprattutto la pena accessoria dell’ineleggibilità, che la potrebbe tagliar fuori dalle presidenziali del 2027 – Marine Le Pen ha vomitato fuoco e fiamme: «sentenza politica». «democrazia ferita», «contro di me il sistema usa l’arma atomica». Non le suonano familiari, queste parole? Il teorema delle “toghe rosse” e della magistratura militante che, in combutta con la sinistra politica, vuole sovvertire la verità elettorale e la volontà popolare, l’ha inventato Silvio Berlusconi. Da allora la dottrina del “golpe giudiziario” è diventata patrimonio comune di tutte le destre del pianeta. Da Trump a Bolsonaro, da Georgescu a Salvini. Mancava solo la Francia, che con i deliri complottardi della leader del Rassemblement Nationale rottama Montesquieu e tre secoli di costituzionalismo repubblicano. In difesa di Le Pen, e all’attacco dei giudici, si è mobilitata tutta l’Internazionale Sovranista, da Musk a Orban, da Abascal a Wilders. Questa è la sorprendente e inquietante novità della fase: il piano di delegittimazione del potere giudiziario è comune a tutte le autocrazie elettive, presenti e future. Con tanti saluti ai principi della democrazia liberale. Possiamo esserne orgogliosi: grazie al Cavaliere di Arcore, e adesso all’Underdog della Garbatella, abbiamo dato la linea a tutti. Sono soddisfazioni.

Il ministro delle Interiora
visto dai miei studenti

Carissimo Massimo, c’è un film del 2006, Idiocracy di Mike Judge, che ho fatto vedere mille volte ai miei alunni perché dava bene l’idea di come si trasformi una società dove vigono l’ignoranza e il potere del più forte. I ragazzi apprezzavano, anche perché, nonostante i pesanti argomenti trattati, era un film che risultava leggero, comico e pieno di parolacce, che in adolescenza non guastano. Una scena che mi è venuta in mente in questi giorni è proprio una seduta del Consiglio dei ministri dove esiste il “ministro delle Interiora” al posto del ministro dell’Interno (nome trasformato non dal dileggio ma dall’ignoranza)… Altra scena quanto mai attuale è la seduta del parlamento dove la violenza verbale la fa da padrona.
Camilla Ramigni (Padova)
Carissima Camilla, ricordo anch’io quel film. Ci metteva di fronte agli esiti di un’incipiente dittatura dell’ignoranza, raccontandoci di una civiltà disastrata nella quale facevano figli solo gli stupidi. In Italia non ebbe gran successo. Forse avevamo capito che “de te fabula narratur”. Di lì a poco iniziò l’ubriacatura anti-casta dei populismi trasversali, dai nani e dalle veline eletti in Parlamento all’uno-vale-uno del capocomico Grillo. Per anni abbiamo considerato un disvalore la conoscenza e la competenza. Oggi ne paghiamo il conto. Non posso dimenticare un altro film delizioso, Smetto quando voglio di Sidney Sibilia, dove un manipolo di ricercatori universitari, disprezzati e disoccupati, è costretto a spacciare droghe intelligenti. A un certo punto uno di loro si arrende al meccanico al quale sta chiedendo un lavoro: «E va bene, lo ammetto, sono laureato, ma è stato un errore di gioventù, del quale sono profondamente consapevole!». A ben vedere, non siamo mai usciti da quel tunnel. Lo fanno solo i cervelli, loro sì che continuano a fuggire.

Sul Venerdì dell’11 aprile 2025

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