Kim Philby finiva l’articolo settimanale per l’Observer nel pomeriggio di venerdì, e, dopo averlo trasmesso a Londra, si installava al bar dell’Hotel Saint Georges. Si appollaiava sull’alto sgabello incollato al banco e teneva la testa china sul bicchiere di whisky come un sacerdote sul calice. La sua sagoma piegata sull’altare del Saint Georges era illuminata da due fasci di luce incrociati, uno…