Pasqua in libreria: il boom dell’editoria religiosa
di Zita DazziMagari non vanno a messa, non pregano, non ricordano più nemmeno il Padre Nostro. Però acquistano gli ultimi bestseller su Gesù o sull’Antico Testamento scritti da autori non credenti con un approccio che si potrebbe dire “secolare”. I lettori italiani stanno facendo la felicità degli editori che si occupano di temi religiosi. Il Dio dei nostri padri, Il grande romanzo della Bibbia di Aldo Cazzullo, per Harper Collins, è arrivato a scalare le 320 mila copie solo nelle prime 8 edizioni. È il titolo più venduto del 2024 ed è ancora in classifica nel ’25.
Ma a parte questo caso macroscopico, in generale, oggi, nel pieno dell’era più materialista, funziona come non mai il soggetto religioso. Centinaia di migliaia di copie le vendono anche il Papa, il cardinale Gianfranco Ravasi, lo psicoanalista Massimo Recalcati, il monaco Enzo Bianchi, il teologo Vito Mancuso. O semplici preti, come don Luigi Maria Epicoco che ha fatto il botto con La forza della mitezza sul Vangelo di Matteo (Rizzoli).…
Magari non vanno a messa, non pregano, non ricordano più nemmeno il Padre Nostro. Però acquistano gli ultimi bestseller su Gesù o sull’Antico Testamento scritti da autori non credenti con un approccio che si potrebbe dire “secolare”. I lettori italiani stanno facendo la felicità degli editori che si occupano di temi religiosi. Il Dio dei nostri padri, Il grande romanzo della Bibbia di Aldo Cazzullo, per Harper Collins, è arrivato a scalare le 320 mila copie solo nelle prime 8 edizioni. È il titolo più venduto del 2024 ed è ancora in classifica nel ’25.
Ma a parte questo caso macroscopico, in generale, oggi, nel pieno dell’era più materialista, funziona come non mai il soggetto religioso. Centinaia di migliaia di copie le vendono anche il Papa, il cardinale Gianfranco Ravasi, lo psicoanalista Massimo Recalcati, il monaco Enzo Bianchi, il teologo Vito Mancuso. O semplici preti, come don Luigi Maria Epicoco che ha fatto il botto con La forza della mitezza sul Vangelo di Matteo (Rizzoli). Pubblicando libri sulla fede sfondano anche editori di nicchia, come Sonda, che con Dio, la scienza le prove di Michel-Yves Bolloré e Olivier Bonnassies, ha venduto più di 40 mila copie in Italia, oltre 350 mila tra Francia, Spagna e Italia, altre decine di migliaia in Messico, Portogallo, Romania, Polonia, Russia, Giappone. Un caso editoriale internazionale che parte dalla rilettura del rapporto tra fede e scienza, esplorando le grandi scoperte della fisica del ’900 e dimostrando la plausibile esistenza di un’intelligenza creatrice.
Un pubblico enorme si sazia di tomi alti una spanna che profumano d’incenso. Un’idea su chi siano questi lettori voraci di spiritualità, ce l’ha il re delle classifiche, Aldo Cazzullo: «Il target è molto vario, in maggioranza sono donne, di ogni età. Ma l’attenzione è trasversale, diffusa in tutte le generazioni, infatti, sono tutti long seller». Il conduttore del programma Una giornata particolare su La7 – che presto dedicherà una puntata speciale alla Bibbia partendo dal suo libro – si è basato sul testo dell’Antico Testamento nella versione della Cei e ha chiesto una rilettura al cardinal Ravasi, il più grande biblista vivente. Testo, quindi, a prova di bomba, anche se l’approccio è stato quello di trattare laicamente il testo sacro per le tre grandi religioni, come «un grande contenitore di storie dal fascino millenario», leggende popolate di eroi coraggiosi e di indomite donne, messaggi di resurrezione e di resistenza alle intemperie della vita, una formula vincente per conquistare il grande pubblico. «Alla fine, qualsiasi speranza in una vita dopo la morte, di rivedere i nostri cari, i nostri padri, i nostri nonni, gli animali che abbiamo amato, non può prescindere dalla fede in Dio. E non in un dio generico, ma in un dio misericordioso, che si occupa di noi, che ci ama, che si china sul solco delle nostre povere vite e si prende cura di noi» continua Cazzullo. «La Bibbia ci parla, come ogni grande racconto. De te fabula narratur, la storia parla di te, di noi: siamo stati tutti Caino quando abbiamo odiato qualcuno, siamo stati tutti Abele quando abbiamo subìto un torto, siamo stati tutti Eva, tentati dalla curiosità, e siamo stati tutti Davide quando abbiamo affrontato una sfida impossibile come quella contro un gigante e magari l’abbiamo vinta».
Più personale l’arrivo alla tematica religiosa per Corrado Augias, ascendenza ebraica, infanzia cristiana, vita adulta sostanzialmente atea. «In età molto matura, mi è venuta la curiosità di conoscere meglio la figura di Gesù. Andai dal professor Mauro Pesce che insegnava a Bologna Storia del cristianesimo. Gli chiesi se ritenesse possibile raccontare la “Storia di Gesù”, non secondo il sacro mito, ma in un’ottica storica. E lui accettò. Il libro pubblicato da Mondadori vendette quasi un milione di copie. Capii che la mia curiosità era condivisa». Augias ha mietuto successi con diversi altri titoli, da Inchiesta su Maria (Rizzoli) fino al Grande romanzo dei Vangeli (Einaudi). «Ho fatto scoperte strabilianti su questa piccola setta che si riconosceva in Gesù ed era emigrata al di là della Palestina, diffondendosi in Grecia, poi a Roma e che da lì lentamente ha conquistato il mondo. Una storia fantastica».
Per Augias mentre le religioni sono in declino in Occidente, è cresciuta la curiosità di saperne di più, purché con uno sguardo laico. «Nonostante l’ora di religione, l’ignoranza dei cattolici sulla loro religione è una cosa spaventosa. Ma interessa anche la vicenda storica. Se si considera Gesù come un uomo, nella Giudea del suo tempo, un ebreo circonciso dalla nascita, che muore con un salmo sulle labbra, ci si trova davanti alla figura eroica di un uomo che per incrementare la spiritualità del suo popolo osa sfidare i due massimi poteri del suo tempo: gli occupanti romani della Palestina e gli alti sacerdoti che sul funzionamento del tempio lucrano».
Scientifica è l’analisi di Roberto Cicala, docente all’Università Cattolica e saggista, in libreria con Meccanismi dell’editoria (il Mulino). «Aveva visto bene Ernest Bloch che in un libro fondamentale, Ateismo nel cristianesimo (Feltrinelli), aveva proposto una tesi radicale: il miglior cristiano è l’ateo, riflettendo sull’importanza della religione che contiene in sé i desideri più profondi degli uomini. È proprio così. Il lettore potenziale a cui mirano gli editori generalisti è chi ama la saggistica di tipo introspettivo o storico, non necessariamente un pubblico devoto. Quest’ultimo è invece il target privilegiato, ma non unico, degli editori prettamente religiosi o cattolici. Le piccole edizioni Shalom, per esempio, sbancano con il classico “messalino”, che offre tutte le letture della Messa di ogni giorno e i relativi commenti, assieme alla figura di un santo, beato, venerabile».
Ma come la prende la Chiesa? «La prima cosa che penso è che autori come Cazzullo, Recalcati e Augias, evidentemente, sono comunicatori migliori di noi preti» risponde don Paolo Alliata, responsabile del Servizio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano, prete youtuber di grande successo e autore di numerosi libri su temi di cultura e fede (l’ultimo è L’amore trova il modo. Scorci di colore sulla vita di Gesù, San Paolo). «Diversi parrocchiani mi hanno chiesto di Cazzullo, qualcuno è rimasto disorientato, ma sono anziani, con una visione tradizionale delle cose. Per me, se vendono centinaia di migliaia di copie, evidentemente una “sete” c’è. E noi uomini di chiesa, che facciamo? Come intercettiamo e interpretiamo questa sete? Mi faccio interrogare dal dato e penso che forse noi abbiamo linguaggi comunicativi lenti, difficili, tecnici. Noi che abbiamo a che fare col racconto del mistero cristiano dobbiamo farci carico di questa esigenza».
Alessandro Zaccuri di libri sul sacro ne ha scritti diversi e, da direttore della comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ragiona anche sul gap formativo: «L’Italia è un Paese meno cattolico di quanto fosse prima, l’infarinatura generale è venuta meno. Chi non sa, va a cercare. E quando un divulgatore eclettico decide di esplorare un terreno, prende per mano i suoi lettori e li guida alla scoperta degli argomenti. Poi, magari, qualche fine biblista storce il naso, ma la chiave del successo è esser capace di proporre la Bibbia come un libro che si legge, un mare di storie, presentandola non come intoccabile ma come una grande biblioteca di racconti».
Sul Venerdì del 18 aprile 2025