Che mondo sarebbe senza farfalle?
di Simone PorrovecchioLe farfalle sono tra le creature più affascinanti del regno animale. Con le loro ali dipingono l’aria di colori incantevoli, spargendo bellezza e pollini ad ogni angolo di natura. Dietro questa magia, però, si cela una verità inquietante: le farfalle sono in forte declino ovunque, ma in particolare negli Stati Uniti, dove le popolazioni sono crollate di circa un quinto tra il 2000 e il 2020. È quanto documenta uno studio recente su Science, che si basa su oltre 76 mila rilevazioni effettuate in tutto il territorio americano: perdita di habitat, uso di pesticidi e crisi climatica sono senza dubbio i principali responsabili di una così drastica diminuzione, ma anche l’inquinamento luminoso gioca un ruolo importante in questo fenomeno.
«È difficile separare gli elementi antropici,…
Le farfalle sono tra le creature più affascinanti del regno animale. Con le loro ali dipingono l’aria di colori incantevoli, spargendo bellezza e pollini ad ogni angolo di natura. Dietro questa magia, però, si cela una verità inquietante: le farfalle sono in forte declino ovunque, ma in particolare negli Stati Uniti, dove le popolazioni sono crollate di circa un quinto tra il 2000 e il 2020. È quanto documenta uno studio recente su Science, che si basa su oltre 76 mila rilevazioni effettuate in tutto il territorio americano: perdita di habitat, uso di pesticidi e crisi climatica sono senza dubbio i principali responsabili di una così drastica diminuzione, ma anche l’inquinamento luminoso gioca un ruolo importante in questo fenomeno.
«È difficile separare gli elementi antropici, poiché sono profondamente intrecciati tra loro e variano in base ai contesti locali», dice Eliza Grames, biologa della Binghamton University e coautrice della ricerca. «Per esempio, uno studio dello scorso anno, che esaminava le farfalle nel Midwest, ha dimostrato che gli insetticidi sono i principali responsabili del declino delle specie. L’inquinamento luminoso invece è un fattore scatenante di questa crisi nelle grandi aree metropolitane, colpendo in particolare lucciole e falene». Secondo Grames, il calo del numero di farfalle negli Stati Uniti è sorprendentemente simile al tasso medio stimato di perdita degli insetti, cioè l’1-2 per cento all’anno, riscontrato nei siti monitorati in tutto il mondo. Un andamento che minaccia le fondamenta delle catene alimentari e degli ecosistemi, con implicazioni preoccupanti per la nostra sicurezza alimentare, dato che circa un terzo delle colture dipende da impollinatori come farfalle e api.«La buona notizia è che una gestione adeguata degli habitat funziona. Azioni di conservazione mirate hanno permesso la reintroduzione nelle praterie nordamericane di farfalle rare, come la splendida blu Karner (Plebejus samuelis), la Mitchell’s Satyr (Neonympha mitchelli), la candida Ascia monuste e la Pyrisitia proterpia, di un arancione e giallo accesi. Questi successi sono stati possibili grazie a programmi di rimozione degli arbusti secchi tramite micro incendi controllati, seguiti dalla piantumazione di nuovi arbusti e piante resistenti al calore e ricche di fiori». Per Collin Edwards, del Washington State Department of Fish and Wildlife, coordinatore della ricerca, «le zone più colpite sono quelle del Sudovest, in particolare Arizona, New Mexico, Oklahoma e Texas, dove gli effetti del cambiamento climatico sono particolarmente drammatici».
Ma il calo è stato osservato in tutte le regioni degli Usa, nella maggior parte delle 554 specie esaminate. In particolare, «114 specie hanno già perso più del 50 per cento delle loro popolazioni, mentre sono 22 quelle ridotte di circa il 90».
Studi recenti hanno determinato che cali significativi si sono verificati negli ultimi vent’anni anche in Europa centrale e in Spagna. «In Europa esiste il Butterfly Monitoring Scheme, un piano di monitoraggio attivo ormai da decenni che si basa sull’attività di migliaia di volontari che percorrono tragitti fissi, ogni mese per anni, contando tutte le farfalle che incontrano», spiega Leonardo Dapporto, entomologo dell’università di Firenze. «In Italia il progetto è attivo dal 2019, un tempo ancora troppo breve per ottenere dati certi sul declino delle farfalle». Ma un primo bilancio è possibile. «Negli ultimi cento anni in Italia si è estinta probabilmente una sola specie di farfalle, la bellissima Lycaena helle. Però molte estinzioni locali sono state registrate in diverse aree. Io stesso non ho più ritrovato nelle zone prossime alla mia abitazione nei dintorni di Firenze alcune delle specie che vedevo comunemente una trentina di anni fa. Tra queste vi è la bellissima Nymphalis antiopa, che ormai in Appennino è limitata alle zone montane, dove comunque si sta velocemente rarefacendo». Dapporto fa notare come insetti e piante stabiliscano reti di impollinazione abbastanza resistenti alla scomparsa di una o più specie, poiché è difficile che le piante impollinate da una farfalla non vengano impollinate anche da altri insetti. Ma quando le estinzioni diventano numerose, la rete può collassare, con conseguente impoverimento dell’intero ambiente. «Molta della ricchezza alimentare del nostro Paese è dovuta alla biodiversità del Mediterraneo, che è uno dei 36 hotspot di biodiversità riconosciuti a livello globale».
Il record di Singapore
Anche in Asia la situazione è grave. Uno studio del 2020 ha rilevato che il 46 per cento delle farfalle di Singapore è scomparso negli ultimi 160 anni, per citare solo un esempio significativo. Dall’altra parte del mondo, in Sud America, la situazione non è più rosea. Diverse specie endemiche sono sulla lista rossa delle specie minacciate, tra cui la Papilio harrisianus, la Papilio hahneli e in Brasile è quasi estinta la bellissima Parides ascanius, endemica di sole tre aree dell’Amazzonia nel Brasile centrale: a causa della sua bellezza è nel mirino di collezionisti da decenni.Gli scienziati sottolineano che, oltre alle istituzioni, perfino ognuno di noi, nel proprio piccolo, può fare qualcosa, piantando fiori selvatici e non tagliando il prato, curando il verde con metodi biologici. Così non solo favoriamo gli impollinatori, ma supportiamo anche gli uccelli che si nutrono di insetti, riducendo anche il numero di zanzare. Se si desidera creare uno spazio verde per impollinatori, le opzioni non mancano, sono infatti moltissime le piante che attirano le farfalle. Per esempio la calendula, il garofano dei poeti, i girasoli, la lavanda, la Buddleja davidii, meglio conosciuta come albero delle farfalle, simile ai lillà, il magico fiore di sangue o Asclepias, particolarmente amato dalle farfalle monarca. Come diceva il poeta brasiliano Mário Quintana: «Il segreto non è prendersi cura delle farfalle, ma prendersi cura del giardino, affinché le farfalle vengano da te».
Sul Venerdì del 18 aprile 2025