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Massimo Giannini: Vuoi lavorare?Funziona così

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Per Posta: Ti assumo con un contratto a termine. Ma hai l’obbligo di restituirmi la quota Tfr. Ovviamente cash
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Scrivete a lapostadigiannini@repubblica.it

Gentile Giannini, Sergio Mattarella nel suo discorso del Primo Maggio ha messo in evidenza una delle questioni più urgenti per il nostro Paese: l’insufficienza dei salari. Un tema che purtroppo continua a preoccupare le famiglie italiane… Gli stipendi sono regrediti, arrivando a essere inferiori a quelli del 2008. Una realtà che si riflette in modo grave sulle fasce di popolazione più vulnerabili, come i migranti… Questa spirale ha conseguenze devastanti, anche per la struttura demografica del Paese. I bassi salari sono infatti una delle cause principali della denatalità: i giovani, sempre più disillusi, si sentono costretti a cercare opportunità all’estero… Se vogliamo davvero garantire un futuro sostenibile per le nuove generazioni, è essenziale intervenire ora, in modo concreto e duraturo.

Francesco Vitale (Catania)

Caro Francesco, sul lavoro è in atto la Grande Rimozione. Il turbo-capitalismo detta legge, la società si rassegna alla nuo…

Scrivete a lapostadigiannini@repubblica.it

Gentile Giannini, Sergio Mattarella nel suo discorso del Primo Maggio ha messo in evidenza una delle questioni più urgenti per il nostro Paese: l’insufficienza dei salari. Un tema che purtroppo continua a preoccupare le famiglie italiane… Gli stipendi sono regrediti, arrivando a essere inferiori a quelli del 2008. Una realtà che si riflette in modo grave sulle fasce di popolazione più vulnerabili, come i migranti… Questa spirale ha conseguenze devastanti, anche per la struttura demografica del Paese. I bassi salari sono infatti una delle cause principali della denatalità: i giovani, sempre più disillusi, si sentono costretti a cercare opportunità all’estero… Se vogliamo davvero garantire un futuro sostenibile per le nuove generazioni, è essenziale intervenire ora, in modo concreto e duraturo.

Francesco Vitale (Catania)

Caro Francesco, sul lavoro è in atto la Grande Rimozione. Il turbo-capitalismo detta legge, la società si rassegna alla nuova regola: “non c’è alternativa”. Al profitto come variabile indipendente. A retribuzioni reali che in Italia dal 2008 sono crollate dell’8,7%. A salari netti che ci vedono al 23esimo posto su 38 Paesi, con 41.438 dollari l’anno contro i 56.000 della Germania o i 48.500 della Francia. Il lavoro è svilito e tradito, da tutti: governi, Parlamenti, imprese e, in passato, anche sindacati. Mi hanno raccontato il caso, temo non isolato, di un giovane che per i mesi estivi è stato assunto con un contratto a termine, ma con l’obbligo di restituire in contanti la quota del Tfr indicata in busta paga: il datore di lavoro è uno stabilimento balneare, uno di quelli che urlano contro le gare. Mi domando: quante aziende impongono queste porcherie ai neo-assunti? Aggiungo l’altra piaga terribile di questi anni: il lavoro che uccide più delle mafie, 55 mila vittime contro 6 mila. Che fare? Servirebbe una grande mobilitazione di massa, ora. Nel frattempo, basta retorica: lava la coscienza, ma non cancella la vergogna.

Diciamo una cosa di sinistra?
Soldi da chi ha avuto il 110%


Caro Giannini, se siamo d’accordo nel ritenere scandaloso che lo Stato (o meglio, chi paga le tasse, i soliti noti!) abbia finanziato ristrutturazioni sostanziose di appartamenti ville e castelli di chi poteva ampiamente sostenerle in proprio, si chieda almeno un contributo di solidarietà a questi privilegiati (al cubo). Non mancano certo mezzi per identificare, una volta definiti i parametri (spese effettuate, reddito, patrimonio), i soggetti a cui rivolgersi… Vogliamo almeno chiederlo? Diciamo qualcosa di sinistra!
Giovanni Cinelli

Caro Giovanni, il Superbonus 110% è il paradigma dell’ipocrisia italica. L’hanno votato tutti i partiti, è anche servito a sostenere il Pil, durante il Covid. Ma non può reggere un sussidio statale che offre a chiunque più di quello che ha speso (e a prescindere dal suo reddito). Prima o poi quel debito qualcuno lo dovrà restituire. Il “contributo di solidarietà” sarebbe un’ottima idea, ma non si farà: costa voti. Non a caso l’unico governo che l’ha varato è stato quello di Monti. Un tecnico che non aveva il problema di farsi rieleggere (anche se poi fondò un partito, e mal gliene incolse).

Chissà se poi Berlusconi
lo ha letto davvero Machiavelli

Gentile Giannini, ricordo quando chiedevano a Berlusconi quale libro avesse sul comodino. Il Nostro rispondeva, fra gli altri, Il Principe di Machiavelli, dal quale traeva ispirazione e insegnamento. A me piace pensare che a quel libro gli addetti alle pulizie abbiano dovuto togliere continuamente la polvere dalla copertina.
Teresa Braccio (Napoli)

Cara Teresa, la capisco, ma ogni tanto cedo alla deriva senile del “si stava meglio quando si stava peggio”. Berlusconi è stato il maestro di tutte le destre populiste. Ci ha portato il conflitto di interessi e le leggi ad personam, gli editti bulgari e le olgettine. Eppure… A un certo punto i suoi vice furono Fini e Follini, non Salvini. Il suo sottosegretario fu Letta, non Fazzolari. I Presidenti delle Camere furono Pera e Casini, non La Russa. Ebbe ministri come Urbani e Pisanu, non Lollobrigida e Santanchè. Come diceva Woody Allen: a volte mi vengono pensieri che non condivido.


Impossibile quella procedura
per i pannelli fotovoltaici


Caro Giannini, per cambiare l’Iban a cui accreditare gli emolumenti del mio impianto fotovoltaico esiste una procedura talmente farraginosa che dopo quattro tentativi non sono ancora riuscito a concludere la pratica. Dapprima ho inviato copia dei miei movimenti bancari con una dichiarazione, che scarico da sito Gse, attestante la titolarità del mio conto. Rifiutata. Invio l’ultimo estratto conto, non va bene. Infine invio certificato della banca con mia dichiarazione che certifica il certificato... Ottengo un altro rifiuto perché avrei dovuto compilare una nuova dichiarazione, identica alla prima, ma che va ricompilata a ogni richiesta. Rifaccio la procedura per la quarta volta, stavolta esattamente come preteso dal Gse. La procedura viene ulteriormente rifiutata. Ecco perché nel nostro Paese non si riesce a concludere il Pnrr e molto altro.
Castellano Angelo


Maria Caro Angelo, la sua storia mi ricorda Comma 22, il famoso romanzo di Joseph Heller, che ruotava intorno al noto paradosso dei piloti in tempo di guerra. Il Comma 21 diceva “chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo”, ma il Comma 22 aggiungeva “chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo”. Lei è prigioniero dell’eterno, inesorabile labirinto della burocrazia tricolore. Neanche Elon Musk la può liberare!

Il tango antifascista
del 25 aprile


Caro Giannini, torno sulla “sobrietà” suggerita dal ministro Musumeci per festeggiare il 25 aprile, a causa del lutto per Papa Francesco: mi sono venute in mente tante piazze italiane, piene di tanti italiani antifascisti che ballano un lungo tango pieno di una appassionata e dolcissima malinconia.
Maria Francesca Randazzo


Cara Maria Francesca, ora lo possiamo dire, con gioia: quelle piazze antifasciste ci sono state, si sono riempite, hanno festeggiato e hanno ballato. E quell’invito postumo di Papa Francesco alle giovani coppie, “amatevi come in un tango”, l’ho trovato commovente, come il suo Pontificato.

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