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L’ultimo mistero di Marco Affatigato, ex estremista nero

il relitto del Dc-9 di Ustica. Ansa (ansa)

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E’ stato trovato morto a Nizza. I famigliari non credono al suicidio. E un suo recente post fa aumentare i sospetti
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Cosa è successo in rue de France? A Nizza ci si interroga sulla strana morte di Marco Affatigato, ex estremista di destra, trovato impiccato venerdì 11 aprile nel suo appartamento in Costa Azzurra.

Aveva 68 anni. I famigliari non credono al suicidio e, anche se non ci sono tracce del coinvolgimento di terzi, la procura francese dispone l’autopsia: questa non è una morte da archiviare con leggerezza.

Originario di Lucca, negli anni 70 tra i principali esponenti di Ordine Nuovo, Affatigato ha attraversato decenni di storia nera italiana. Condannato per ricostituzione del partito fascista e favoreggiamento del pluriomicida Mario Tuti, da latitante diventa “l’uomo dei due depistaggi”.

Il giorno successivo alla strage di Ustica (27 giugno 1980), una telefonata anonima segnala la sua presenza sul Dc-9. È il primo tentativo di occultare, con la pista dell’attentato, la battaglia in corso nei nostri cieli. Il suo nome salta fuori anche per la stazione di Bologna (2 agosto 1980): una velina …

Cosa è successo in rue de France? A Nizza ci si interroga sulla strana morte di Marco Affatigato, ex estremista di destra, trovato impiccato venerdì 11 aprile nel suo appartamento in Costa Azzurra.

Aveva 68 anni. I famigliari non credono al suicidio e, anche se non ci sono tracce del coinvolgimento di terzi, la procura francese dispone l’autopsia: questa non è una morte da archiviare con leggerezza.

Originario di Lucca, negli anni 70 tra i principali esponenti di Ordine Nuovo, Affatigato ha attraversato decenni di storia nera italiana. Condannato per ricostituzione del partito fascista e favoreggiamento del pluriomicida Mario Tuti, da latitante diventa “l’uomo dei due depistaggi”.

Il giorno successivo alla strage di Ustica (27 giugno 1980), una telefonata anonima segnala la sua presenza sul Dc-9. È il primo tentativo di occultare, con la pista dell’attentato, la battaglia in corso nei nostri cieli. Il suo nome salta fuori anche per la stazione di Bologna (2 agosto 1980): una velina del Sismi suggerisce che lui sia tra i terroristi. Una menzogna.

Negli anni Novanta è indagato per traffico internazionale di armi ed esplosivi, poi assolto in quanto agente provocatore. Si mette nei guai per reati finanziari: scontati otto anni e otto mesi per bancarotta fraudolenta e appropriazione indebita, si trasferisce in Costa Azzurra. E torna a fare parlare di sé. Una volta perché ammette di avere collaborato con i servizi francesi e con la Cia, un’altra perché un’organizzazione eversiva di destra ? Avanguardia ordinovista, disarticolata nel 2014 – progetta di ucciderlo. Infine, perché lui stesso si sente minacciato.

Il 7 marzo, un mese prima di morire, scrive su Facebook: «Cosa succede quando qualcuno parla? Tre fasi: 1) si tenta di corromperlo [...] 2) Lo si delegittima [...] 3) Lo si elimina socialmente... Ma ancora non basta a piegarlo e allora, magari, insceneranno un suicidio».

La sua avvocata, Sophie Jonquet, spiega al Nice-matin che in quei giorni Affatigato aveva ricevuto un nuovo mandato di arresto: «Vecchie vicende, ma sembra che questa volta l’Italia volesse davvero rimpatriarlo». Era vittima dei suoi fantasmi oppure questo è l’ultimo mistero di un uomo vissuto tra le ombre?

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