Il 16 maggio abbiamo dedicato la copertina del Venerdì al rischio che l’America di Trump stia scivolando nell’autoritarismo, con molti scrittori che manifestavano le loro preoccupazioni. A vederla con un po' di black humour, resta la speranza che Trump e compagni si sabotino da soli, anche in forme estreme.
Questa schermata di Google Street View mostra un paesaggio che risulterà familiare a chi vive in una grande città: un ponte stradale che sovrasta un parco urbano – sembra quasi di sentire le macchine che sfrecciano al di sopra – una pista da jogging che costeggia un corso d'acqua più o meno paludoso. Siamo al centro di Washington, la capitale degli Stati Uniti; il parco si chiama Dumbarton Oaks Park e il torrente Rock Creek; l'atmosfera suggerisce una piacevole oasi di calma in mezzo al delirio cittadino ma insomma quelle acque un po' salmastre non è che facciano proprio venire voglia di tuffarcisi.
Che è invece quello che ha fatto Robert Fitzgerald Kennedy jr, figlio 72enne del povero Bobby – il fratello del presidente, anche lui assassinato – e oggi politico sui generis, prima sfidante poi alleato e infine ministro di Trump. Il giorno della Festa della Mamma RFK jr se n'è andato a fare una gita nel parco con figli e nipoti, e naturalmente ha postato le foto su X, comprese quelle in cui si immerge completamente nel Rock Creek. Il problema, come hanno fatto subito notare gli utenti social, i giornali americani e anche qualche sito italiano, è che il Rock Creek riceve gli scarichi fognari di un po' tutta la città ed è contaminato da ogni tipo di batteri fecali, compresa la famigerata Escherichia coli: insomma, è una cloaca a cielo aperto, tanto che è vietato non solo farci il bagno, ma anche metterci dentro i piedi, divieto del resto esteso a tutti i corsi d'acqua di Washington. L'altro problema è che RFK jr nell'amministrazione Trump ricopre, di tutti i ruoli, proprio quello di segretario alla Salute, conquistato non certo malgrado ma proprio grazie alle sue posizioni complottiste, antivacciniste, contrarie al monitoraggio delle epidemie. Anche della sua salute personale, il non più giovane Kennedy ha dato ampia prova di curarsi in maniera diciamo sportiva, contraendo malattie tropicali durante viaggi in Africa e Sudamerica, maneggiando carcasse di animali morti e dichiarando con un certo orgoglio che un misterioso verme parassita gli è "entrato nel cervello, ne ha mangiato una parte e poi è morto". La speranza cinica è che, se proprio deve continuare così, il ministro rovini definitivamente la sua salute prima di quella dei suoi concittadini.
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