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Il Memorial Maradona di Buenos Aires: qui Diego Armando non riposa in pace

Lo stato attuale dell’M10 Memorial, la tomba mausoleo dedicata a Diego Armando Maradona, non distante dalla Casa Rosada e da Plaza de Mayo. 

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Doveva essere inaugurato a marzo. Ora i responsabili assicurano: «Lo sarà entro l’anno». Al momento, però, l’M10 Memorial, futura macchina macina soldi, è ancora un cantiere abbandonato nel cuore della capitale argentina. Reportage
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C’è un vastissimo spazio dietro la Casa Rosada, storica dimora del Presidente della Repubblica argentina, non distante dalla Cattedrale di Plaza de Mayo, dove il potere temporale e il potere spirituale incrociano le loro strade. Il Presidente, il Cardinale (qui visse e guidò il suo gregge Jorge Mario Bergoglio, prima di diventare Francesco) e Diego: perché proprio sull’Esplanade del Bajo, dove per attraversare il corso a piedi bisogna attendere che trascorrano almeno tre semafori verdi, sta nascendo “M10 Memorial”, ovvero la tomba e il memoriale di Maradona. Ci siamo stati per il Venerdì.

La parte esterna della costruzione sembra quasi pronta, anche se il cantiere è fermo da settimane ed è circondato da transenne e pannelli gialli. Non si può acce…

C’è un vastissimo spazio dietro la Casa Rosada, storica dimora del Presidente della Repubblica argentina, non distante dalla Cattedrale di Plaza de Mayo, dove il potere temporale e il potere spirituale incrociano le loro strade. Il Presidente, il Cardinale (qui visse e guidò il suo gregge Jorge Mario Bergoglio, prima di diventare Francesco) e Diego: perché proprio sull’Esplanade del Bajo, dove per attraversare il corso a piedi bisogna attendere che trascorrano almeno tre semafori verdi, sta nascendo “M10 Memorial”, ovvero la tomba e il memoriale di Maradona. Ci siamo stati per il Venerdì.

La parte esterna della costruzione sembra quasi pronta, anche se il cantiere è fermo da settimane ed è circondato da transenne e pannelli gialli. Non si può accedere alla zona inferiore, ovvero il cuore del progetto: gli scalini, per quanto è possibile notare dall’alto, finiscono nel buio di una specie di cantina. Il ruggito del traffico non riesce a cancellare la suggestione del luogo. Sullo sfondo, i grattacieli e l’acqua di platino di Puerto Madero, i ristoranti e la Nave Scuola “Morena” attraccata nel porticciolo.

C’è chi passeggia nel primo sole del mattino, in questo dolce autunno sudamericano ancora tiepido, chi va più di fretta verso la rotonda che, salendo, conduce nel centro nevralgico e simbolico della grande capitale. Non si può dire che la Fundación Maradona abbia scelto male lo scenario, né che il futuro pellegrinaggio di tifosi, appassionati di calcio e turisti non si svolgerà in uno degli angoli più belli di Buenos Aires. Ma quando?

Memorial Maradona: nei tempi previsti

Oltre le cancellate gialle non si vede anima viva. I passanti non si curano del rettangolo di cristallo, quasi un periscopio dell’enorme sottomarino piazzato nel sottosuolo su mille metri quadrati di spazio, dove un percorso a serpentina condurrà alla nuova tomba del Diez, le cui spoglie ancora riposano – non proprio tranquillamente, vista la ferocia del processo sulla morte del campione iniziato da qualche settimana – nel cimitero privato Bella Vista, a San Miguel, a quasi un’ora d’auto da Baires.

A novembre, il Tribunale penale numero 3 di San Isidro ha autorizzato la traslazione della salma su richiesta delle figlie di Maradona, presentata il 15 agosto 2024. Proprio Dalma, primogenita di Diego, nata nel 1987, è la presidentessa della Fundación Maradona, della quale fanno parte anche i suoi fratelli e sorelle: Gianinna, Diego junior, Diego Fernando e Jana, nati da diverse relazioni del fuoriclasse nella sua tumultuosa esistenza (e un altro paio di aspiranti figli hanno tentato il riconoscimento legale, per ora invano).

Ma il più illustre cadavere della storia del calcio non pare, al momento, doversi spostare dalla sua blindatissima residenza. «Tutto si svolgerà nei tempi previsti, e il Memorial Maradona sarà pronto entro la fine dell’anno». Romina Caravello è la direttrice esecutiva di “M10 Maradona” e sta lavorando insieme a Diego Frangi, fotografo e direttore della gestione. Ha un invidiabilissimo curriculum di docente universitaria e manager, e assicura che i ritardi visibili non coprono alcun problema: «Solo qualche inevitabile slittamento, nei cantieri importanti è normale che accada, ma ci siamo quasi. Qui verrà preservata l’eredità anche morale di Diego Maradona, e tutti potranno onorarne il ricordo. Il Memoriale sarà poi l’occasione per promuovere attività culturali e sociali, proprio come lui avrebbe desiderato: i nostri obiettivi sono lo sviluppo umano e l’identità nazionale. Qui, Maradona riposerà accanto all’amore della sua gente».

Sarà vero, ma come dimenticare il modo in cui Diego morì, recluso nella villa/prigione di Tigre, ormai quasi cinque anni fa, in una solitudine e in un’incuria anche sanitaria (proprio per questo motivo si sta svolgendo un processo) che nessuno, figli compresi, sembrò voler evitare? Dodici ore di terribile agonia, sette gli indagati tra medici e paramedici che ora rischiano da 8 a 25 anni di carcere.

Maradona: come metterci la faccia

È forte il sospetto che il Memorial Maradona non sia un’operazione del tutto edificante. Nel suo interno, lungo la serpentina che porterà alla tomba, si sta preparando un enorme mosaico che raffigura il volto del campione, realizzato con le immagini digitali dei visi di centomila fan, paganti (si parte da un minimo di 100 euro a persona): si chiama Muro dell’Eredità (Muro del Legado), e la sottoscrizione è stata lanciata sul sito web della Fondazione, dove chiunque può inviare il denaro e la propria fotografia scannerizzata. Quando il puzzle sarà completo, tutti i presenti saranno, in qualche modo, Maradona. E la Fundación, organizzazione non governativa di diritto privato, diventerà ancora più ricca.

Per visitare la tomba, gli argentini non pagheranno niente, ma tutti gli altri sì: ancora non è stato comunicato il costo del biglietto, è probabile non sarà umanitario, anche se chi paga per far parte del mosaico viene definito, non senza enfasi, “Mecenate dell’Eredità”.

Così vicini così lontani

Raggiungiamo l’Avenida Huergo 10, indirizzo del Memorial Maradona. Qualcosa già si vede, il resto bisogna immaginarlo. È una passeggiata triste. Il perimetro del cantiere è in evidente abbandono tra bottiglie di plastica vuote, rifiuti, spuntoni di ferro e travi. Ci sono un cavalletto di legno senza nulla sopra, e qualche scritta con lo spray. Nessun cartello avverte che questo sarà un luogo centrale del “culto di Diego”: hanno recintato anche le vecchie panche di pietra, ormai circondate da sterpaglie e ruggine. È forse questo il modo in cui si sta onorando Maradona?

La tomba doveva essere inaugurata nello scorso mese di marzo, e la data è scivolata via nel silenzio più totale.“Diego ha accompagnato la tua vita. Accompagnalo per sempre”: è uno degli slogan presenti nel sito di M10 Memorial, dove i rendering del progetto lo fanno sembrare già vivo. Ma la realtà è assai diversa. L’obiettivo è traslare la salma il 30 ottobre prossimo, giorno della nascita di Diego nel 1960, oppure il 25 novembre, anniversario della morte avvenuta nel 2020. Davanti ai nostri occhi brillano il Rio de la Plata e i lampioni dorati, accesi anche in pieno giorno, ma sembrano luci di qualcosa che non esiste.

Eppure Dalma Maradona, che gli argentini hanno visto piangere calde lacrime in televisione per la morte di papa Francesco, è sicura che ogni cosa sarà grande, importante e bellissima: «Vogliamo che tutti possano portare a Diego un mazzo di fiori, e che nostro padre sia per sempre vicino alle persone che lo hanno amato». Peccato che nessuno fosse vicino a lui, mentre moriva.

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