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Fragile di Sting: in “Adolescence” è un pugno nello stomaco

La colonna sonora della serie Netflix Adolescence che contiene la canzone Fragile di Sting cantata da Emilia Holliday e dal coro del Minsthorpe Community College 

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La canzone della settimana è “Fragile” di Sting
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Questa arriva come un pugno nello stomaco alla fine del secondo episodio di Adolescence (la miniserie di Netflix – un pugno in pieno viso – di cui si è scritto tanto, anche con qualche ipocrisia e un po’ di morbosità). Un uomo si avvicina con un mazzolino di fiori ai bordi di un parco dove sono radunati dei ragazzi. È, evidentemente, la scena di un crimine. Hanno accoltellato un’adolescente delle superiori, e il figlio tredicenne dell’uomo, già tradotto in carcere, è il maggior indiziato; lui non ci crede ancora, pensa si tratti di un errore, ma la disperazione e l’incredulità disegnate sul suo viso fanno presagire l’inaccettabile.

Nel momento il cui quel padre distrutto si china a deporre i suoi tra gli altri fiori, si ode in lontananza un coro di bambini – presumibilmente dalla vicina scuola – che intona Fragile (la voce solista è quella della giovane attrice che interpreta la vittima).

Questa canzone, pubblicata nella colonna sonora di Adolescence, è da tempo un manifesto – og…

Questa arriva come un pugno nello stomaco alla fine del secondo episodio di Adolescence (la miniserie di Netflix – un pugno in pieno viso – di cui si è scritto tanto, anche con qualche ipocrisia e un po’ di morbosità). Un uomo si avvicina con un mazzolino di fiori ai bordi di un parco dove sono radunati dei ragazzi. È, evidentemente, la scena di un crimine. Hanno accoltellato un’adolescente delle superiori, e il figlio tredicenne dell’uomo, già tradotto in carcere, è il maggior indiziato; lui non ci crede ancora, pensa si tratti di un errore, ma la disperazione e l’incredulità disegnate sul suo viso fanno presagire l’inaccettabile.

Nel momento il cui quel padre distrutto si china a deporre i suoi tra gli altri fiori, si ode in lontananza un coro di bambini – presumibilmente dalla vicina scuola – che intona Fragile (la voce solista è quella della giovane attrice che interpreta la vittima).

Questa canzone, pubblicata nella colonna sonora di Adolescence, è da tempo un manifesto – oggi generazionale, come fosse appena stato scritto. Il classico di Sting (era nell’album ...Nothing Like the Sun, del 1988) è già stato ospite di questa rubrica (il 30 aprile 2021) in una toccante versione live dell’autore insieme a Stevie Wonder (mai incisa, la trovate su YouTube; ne esiste un’altra, bellissima, con Paul Simon).

L’ex Police l’ha sventolata a mezz’asta in molte occasioni, e mai a sproposito: una canzone che parla delle fragilità – degli uomini, del pianeta, persino delle democrazie – non è mai inappropriata, oggi più che negli ultimi anni del secolo scorso, quando la pace sembrava una certezza e la Rete non era ancora un campo minato. Riascoltarla in quel momento della storia, e in questo momento della Storia, ha lo stesso impatto di quando Sting la cantò nel giardino della sua casa, in Toscana, in quel terribile 11 Settembre (e alla commemorazione delle vittime al Madison Square Garden); o alla riapertura del Bataclan dopo il sanguinoso attentato. Non è un requiem, è una devastante presa di coscienza.

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