✕

Annalisa Cuzzocrea: fate entrare i bambini al ristorante

Niente bambini in questo ristorante inglese. Ma anche in Italia ci sono locali e alberghi che scoraggiano i clienti con al seguito i figli piccoli. Alamy Stock Photo 

Ascolta l'audio

A CASA TUTTI BENE Corrono, gattonano, cercano attenzioni: è la cosa più normale del mondo. Non è giusto escluderli dallo spazio pubblico
2 minuti di lettura

Quando mio figlio aveva un anno siamo andati in Cornovaglia in un bellissimo bed and breakfast, una vecchia e nobile casa trasformata dalla proprietaria in albergo accogliente. Gli ospiti mangiavano insieme in sala da pranzo per poter conversare e fare amicizia. Carlo gattonava, era un po’ impegnativo, ma non ha fatto danni né tirato fuori particolari capricci. Nonostante questo, dopo un paio di giorni ci è stato «concesso» di mangiare in una saletta separata. La padrona di casa si è scusata, ma alcuni ospiti non gradivano i bambini piccoli a tavola. Avevamo fatto amicizia: tra le altre cose mi spiegò che quando i suoi figli erano piccoli, lei e il marito prendevano sempre un periodo per viaggiare soli. Una sorta di segreto della felicità coniugale. Nonostante questo, hanno divorziato. Una delle ospiti una sera mi avvicinò chiedendomi quanti anni avesse Carlo, con gelida cortesia britannica. Risposi: «Uno». E lei: «So full of life». Così pieno di vita.

Io e mio marito ripetiamo «so fu…

Quando mio figlio aveva un anno siamo andati in Cornovaglia in un bellissimo bed and breakfast, una vecchia e nobile casa trasformata dalla proprietaria in albergo accogliente. Gli ospiti mangiavano insieme in sala da pranzo per poter conversare e fare amicizia. Carlo gattonava, era un po’ impegnativo, ma non ha fatto danni né tirato fuori particolari capricci. Nonostante questo, dopo un paio di giorni ci è stato «concesso» di mangiare in una saletta separata. La padrona di casa si è scusata, ma alcuni ospiti non gradivano i bambini piccoli a tavola. Avevamo fatto amicizia: tra le altre cose mi spiegò che quando i suoi figli erano piccoli, lei e il marito prendevano sempre un periodo per viaggiare soli. Una sorta di segreto della felicità coniugale. Nonostante questo, hanno divorziato. Una delle ospiti una sera mi avvicinò chiedendomi quanti anni avesse Carlo, con gelida cortesia britannica. Risposi: «Uno». E lei: «So full of life». Così pieno di vita.

Io e mio marito ripetiamo «so full of life», ridendo, ogni volta che vediamo un genitore alle prese col figlio: che sia in aereo, in treno, in un ristorante. E non ci sogneremmo mai di esprimere fastidio davanti alla cosa più normale di questo mondo: i bambini sono pieni di vita. Corrono, gattonano, cercano attenzioni, e non perché siano stati educati male o per tutte le stupidaggini che dicono gli albergatori o i ristoratori che decidono di escluderli. Ma solo perché sono bambini, e avrebbero diritto ad accedere allo spazio pubblico esattamente come gli adulti. Inventarsi regole per tenerli fuori dovrebbe essere, per quanto mi riguarda, incostituzionale. A dispetto della gentile Mrs. Rose, io e la mia famiglia abbiamo sempre viaggiato insieme. A un giovane collega che mi chiedeva: «Ma poi se lo ricorderanno?», risposi di essere certa che ai bambini restino impressi – dell’infanzia – i momenti felici. Adesso che è padre anche lui, mi ha detto: «Avevi ragione. La cosa che nessuno ti svela mai, dell’essere genitore, è quanto sia divertente». Ho viaggiato di recente su un treno letteralmente preso d’assalto da una squadra di calcio di quindicenni. È stato un incubo, per le urla, le parolacce, le bestemmie. i rumori, la totale assenza di qualsivoglia rispetto per le persone intorno. Qualcuno si sognerebbe di vietare un ristorante a un quindicenne? Non credo. Ma non è loro la colpa. La responsabilità è di chi crede di poterli accompagnare su un mezzo pubblico senza pretendere che si comportino in modo civile. Invece di prendercela con i bimbi piccoli, per le cui coliche o le cui paure in viaggio o al ristorante si può far poco, facciamo uno sforzo in più con gli adolescenti. In gruppo sono difficili da gestire, lo capisco. Ma resto convinta che sia sufficiente un adulto che insegni, invece di andarsene da solo al ristorante.

Sul Venerdì del 30 maggio 2025

Leggi i commenti