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Vittorio Lingiardi: la parola psichiatra non deve far paura

Marianne Jean-Baptiste interpreta Pansy, la protagonista dell’ultimo film di Mike Leigh, Scomode verità. 
PSYCHO La recensione di “Scomode verità” di Mike Leigh
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Pansy è persecutoria, rabbiosa, fobica. Ostile con tutti. Per la prima ora di Scomode verità, il nuovo film di Mike Leigh, vorresti solo che tacesse, ci concedesse una tregua. È sgradevole, egocentrica e palesemente infelice. Di quell’infelicità che rende infelici gli altri. Anzi, che regna sugli altri. A partire dal figlio Moses, gigante ventiduenne dolcissimo e sovrappeso, e dal marito Curtley, rassegnato punching ball della disperazione familiare. Pansy li ha ridotti entrambi al silenzio. L’unica che non si arrende, l’unica che Pansy riesce ad ascoltare, è la sorella Chantelle, nella cui casa l’atmosfera è allegra, non c’è un marito, le figlie sono belle e ridenti. Ma quali sono le “scomode verità”, le Hard Truths del titolo? Una è sicuramente che Pansy soffre di una depressione clinica, non ha semplicemente un “caratteraccio”. Ma nessuno riesce a dirle che ha bisogno di uno psichiatra. Dunque Scomode verità ci mostra che la parola psichiatra in molte famiglie ancora non si può pro…

Pansy è persecutoria, rabbiosa, fobica. Ostile con tutti. Per la prima ora di Scomode verità, il nuovo film di Mike Leigh, vorresti solo che tacesse, ci concedesse una tregua. È sgradevole, egocentrica e palesemente infelice. Di quell’infelicità che rende infelici gli altri. Anzi, che regna sugli altri. A partire dal figlio Moses, gigante ventiduenne dolcissimo e sovrappeso, e dal marito Curtley, rassegnato punching ball della disperazione familiare. Pansy li ha ridotti entrambi al silenzio. L’unica che non si arrende, l’unica che Pansy riesce ad ascoltare, è la sorella Chantelle, nella cui casa l’atmosfera è allegra, non c’è un marito, le figlie sono belle e ridenti. Ma quali sono le “scomode verità”, le Hard Truths del titolo? Una è sicuramente che Pansy soffre di una depressione clinica, non ha semplicemente un “caratteraccio”. Ma nessuno riesce a dirle che ha bisogno di uno psichiatra. Dunque Scomode verità ci mostra che la parola psichiatra in molte famiglie ancora non si può pronunciare. E che tra depressione, mancanza di speranza e rabbia c’è un corto circuito. Nel vortice dei sintomi, il nucleo psichico del dolore finisce per essere inghiottito, impronunciabile.

Con questo piccolo film intenso e istruttivo, Mike Leigh torna ai suoi temi più cari, quelli dell’indimenticabile Segreti e bugie: sono passati trent’anni e continuo a proiettarlo a lezione. È un’opera fondamentale per capire qualcosa dei sistemi familiari ad alta conflittualità, dunque della fragilità umana e delle dolorose contraddizioni dell’amore. Nei due film l’attrice è la stessa, Marianne Jean-Baptiste: là era Hortense,una figlia, qui è Pansy, una madre. Se abbiamo pazienza, quando la rabbia lascia spazio al dolore, ritroviamo gli stessi occhi e dunque riusciamo a provare, per la terribile Pansy, la stessa tenerezza che avevamo provato per la coraggiosa Hortense.

Sul Venerdì del 30 maggio 2025

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