Quidditch: lo sport di Harry Potter si gioca anche tra “babbani”
di Maurizio Zoja“Il nostro sport. Lo sport dei maghi. Come il calcio nel mondo dei babbani: tutti seguono il quidditch. Si gioca in aria, cavalcando manici di scopa, e con quattro palle… difficile spiegare le regole”. Fin dal primo libro della serie, Harry Potter e la pietra filosofale (1997), lo sport praticato dai personaggi nati dalla fantasia della scrittrice inglese J.K. Rowling ha solleticato la curiosità dei lettori. E le memorabili sfide tra le case di Grifondoro e Serpeverde hanno spinto alcuni di loro a organizzare le prime partite con i piedi per terra, e con scope molto ordinarie, fino a quando tali Xander Manshel e Alex Benepe, studenti del Middlebury College, la più antica università del Vermont, tentarono nel 2005 una prima codifica delle regole.
A vent’anni di distanza, il quidditch “babbano” è praticato in tantissimi Paesi, con campionati nazionali, continentali e persino un Mondiale che quest’anno si disputerà a Bruxelles dall’11 al 13 luglio.
Ok, ma in pratica?
Si gioca in sette pe…
“Il nostro sport. Lo sport dei maghi. Come il calcio nel mondo dei babbani: tutti seguono il quidditch. Si gioca in aria, cavalcando manici di scopa, e con quattro palle… difficile spiegare le regole”. Fin dal primo libro della serie, Harry Potter e la pietra filosofale (1997), lo sport praticato dai personaggi nati dalla fantasia della scrittrice inglese J.K. Rowling ha solleticato la curiosità dei lettori. E le memorabili sfide tra le case di Grifondoro e Serpeverde hanno spinto alcuni di loro a organizzare le prime partite con i piedi per terra, e con scope molto ordinarie, fino a quando tali Xander Manshel e Alex Benepe, studenti del Middlebury College, la più antica università del Vermont, tentarono nel 2005 una prima codifica delle regole.
A vent’anni di distanza, il quidditch “babbano” è praticato in tantissimi Paesi, con campionati nazionali, continentali e persino un Mondiale che quest’anno si disputerà a Bruxelles dall’11 al 13 luglio.
Ok, ma in pratica?
Si gioca in sette per squadra, cercando di far entrare la pluffa (una palla da pallavolo leggermente sgonfia) nei tre anelli che fungono da “porte”. Nel frattempo, chiunque venga colpito da un bolide avversario (un pallone da dodgeball, sorta di palla prigioniera che meriterebbe un articolo a parte) è obbligato a scendere dalla scopa, tornare ai propri anelli, rimontare sulla scopa e ricominciare a giocare. E poi c’è il boccino, una pallina da tennis inserita all’interno di un sacchetto di stoffa che viene attaccato tramite velcro al retro dei pantaloncini dello snitch runner, che non appartiene a nessuna delle due squadre. La cattura del boccino da parte di un giocatore assegna trenta punti alla squadra.
Presto però il nome quidditch potrebbe essere sostituito da quadball. Da un lato perché “quidditch” è un termine di proprietà della Warner Bros., con tanto di vendita di scope volanti (gli ambitissimi modelli Nimbus e Firebolt) e videogiochi a tema, dall’altro «per la volontà di smarcarsi un po’ dal mondo di Harry Potter», spiega al Venerdì Virginia Filipello, giocatrice del Bombarda Brixia Quidditch Club e team manager della Nazionale italiana. «Cambiare il nome darebbe maggiore dignità alla disciplina in quanto tale, senza che il nostro venga sempre identificato come “lo sport dei maghetti”».
Coppa del mondo
In Italia il quidditch è stato portato da Michele Cabassi, fondatore dei Milano Meneghins e traduttore del regolamento nel 2011, dopo la prima, storica partita svoltasi nel nostro Paese, al Festival del Fumetto di Novegro (Milano). Oggi la International Quidditch Association – la Fifa del quidditch, per utilizzare un’analogia calcistica – può contare su decine di associazioni nazionali affiliate e circa 1.500 squadre in tutto il mondo. Miste, in quanto il regolamento prevede che in campo vadano tre giocatori per ogni genere. Organizza ogni due anni una coppa del mondo per nazionali (miglior piazzamento dell’Italia: l’ottavo posto conquistato a Firenze 2018) e la European Quidditch Cup, sorta di Champions League i cui campioni in carica sono i belgi dell’Antwerp QC, che hanno vinto le ultime tre edizioni consecutive.
La massima competizione nel nostro Paese è la Coppa Italia, che nel 2024 è stata vinta dal Bologna Quidditch. Sia le coppe europee sia la Coppa Italia si tengono in un solo weekend perché fare continue trasferte non sarebbe sostenibile per uno sport che non può contare sul professionismo, né in Italia né all’estero.
Questo è l’anno dei Mondiali. Gli Usa sono favoriti assieme alla Gran Bretagna, al Belgio e alla Germania, ma l’Italia ci sarà, guidata dalla ct Irene Tafani, giocatrice dei Siena Ghibellins. La nomina del ct della Nazionale avviene attraverso la valutazione di una rosa di candidature da parte del consiglio direttivo dell’Associazione Italia Quidditch, “organo di governo” di questo sport. Ogni anno i membri dell’associazione possono proporre un team tecnico, candidandosi a prendere l’impegno di allenare la Nazionale.
Scopa o non scopa?
In campo per l’Italia ai Mondiali ci sarà tra gli altri Daniele Belotti, 28 anni, consulente del lavoro e anch’egli giocatore del Bombarda Brixia. Ha iniziato nel 2016, dopo aver praticato diverse altre discipline. «Quelli degli altri sport ci guardano un po’ così», racconta. «Per loro siamo quelli che giocano con la scopa nel sedere. In effetti c’è una corrente che lavora affinché la scopa venga superata: una parte dei giocatori la vede come un impedimento alla diffusione e alla popolarità di questo sport. Banalmente: è scomoda. C’è anche da dire che la scopa aiuta a smorzare il divario tra maschi e femmine: senza, gli uomini correrebbero più velocemente e la disparità sarebbe troppa. Secondo me però, dal punto di vista sportivo, sarebbe molto più avvincente giocare senza».
God Save the Queer
Pare che la scelta di Rowling di inserire uno sport nel primo libro di Harry Potter sia stata frutto di una riflessione. Quali sono gli elementi che tengono insieme una società e ne determinano le caratteristiche? Tra le risposte a questa domanda c’era lo sport, ed ecco allora il quidditch, una disciplina di fantasia. Una decisione in seguito rimpianta, se è vero che, svariati volumi e partite più tardi, la scrittrice avrebbe definito il quidditch «la rovina della mia vita», a causa delle difficoltà nell’inventarsi nuove situazioni di gioco. Un disamore ricambiato da chi a quidditch ci gioca per davvero: «In passato ci sono state una serie di prese di posizione da parte di J.K. Rowling su alcune tematiche riguardanti la transizione di genere», dice Filipello. «Il nostro è uno sport inclusivo e misto, in cui viene data grande rilevanza all’identità di genere. Alcune dichiarazioni della Rowling hanno suscitato un forte sdegno da parte della comunità queer del quidditch».
E se, negli Usa, Trump ha vietato alle atlete trans di partecipare alle competizioni sportive, nel quidditch questo tema non si pone. «Non si indaga sulla sessualità delle persone, ognuno è libero di dichiarare il proprio orientamento. Né ci sono mai state frizioni legate all’identità di genere. Questo rende l’ambiente del quidditch particolarmente sicuro e tutelante per tutte le persone che vogliono giocare».
Sul Venerdì del 30 maggio 2025