Costruirsi un custode interiore
di Vittorio LingiardiUrlano o tacciono,i personaggi di Bird. Si vogliono bene e si trattano male, devono cavarsela da soli ma a volte si aiutano. Soprattutto vedono cose che noi non vediamo, incubi veri e sogni sognati ai confini della realtà: la realtà sociale. È già uscito da un mese, Bird. L’avevo perso, ho ascoltato il consiglio di un lettore e sono andato a vederlo, questo film selvatico di Andrea Arnold, regista poliedrica e geniale, che queste storie le ha vissute nella provincia inglese degli anni Sessanta. Da allora, dice, «sono ossessionata dal perché le persone diventano ciò che sono», e oggi gira un film duro e nervosamente poetico, pieno di uccelli e bambini. Gli uni volano, gli altri sono figli di concepimenti frettolosi e incoscienti di primo, secondo e terzo letto, famiglie estese e traumatiche con genitori senza tetto né legge in un Kent che questa volta non è il celebrato giardino d’Inghilterra, ma la contea della solitudine e del degrado. Bird è il racconto di formazione di una dodicenn…
Urlano o tacciono,i personaggi di Bird. Si vogliono bene e si trattano male, devono cavarsela da soli ma a volte si aiutano. Soprattutto vedono cose che noi non vediamo, incubi veri e sogni sognati ai confini della realtà: la realtà sociale. È già uscito da un mese, Bird. L’avevo perso, ho ascoltato il consiglio di un lettore e sono andato a vederlo, questo film selvatico di Andrea Arnold, regista poliedrica e geniale, che queste storie le ha vissute nella provincia inglese degli anni Sessanta. Da allora, dice, «sono ossessionata dal perché le persone diventano ciò che sono», e oggi gira un film duro e nervosamente poetico, pieno di uccelli e bambini. Gli uni volano, gli altri sono figli di concepimenti frettolosi e incoscienti di primo, secondo e terzo letto, famiglie estese e traumatiche con genitori senza tetto né legge in un Kent che questa volta non è il celebrato giardino d’Inghilterra, ma la contea della solitudine e del degrado. Bird è il racconto di formazione di una dodicenne, Bailey. Suo padre è un puer aeternus col corpo tatuato con motivi d’insetti che spera di tirar su qualche sterlina spacciando il muco allucinogeno di un rospo mentre si prepara, ipomaniacale, al matrimonio con la nuova fiamma. Sua madre è una tossicodipendente depressa, incapace di badare ai figli arrivati per caso e prigioniera di un uomo violento. Poi c’è il fratellastro Hunter, romantico e brado, affiliato a una baby gang che si fa giustizia da sé. Con il suo telefono-mondo Bailey filma ciò che non le torna della realtà per poi trasfigurarlo con l’immaginazione, complice un vagabondo queer alla ricerca dei genitori che da piccolo l’hanno dimenticato. Forse è questa la chiave di Bird, film rapinoso e per forza imperfetto: cercare il genitore che fuori è mancato, cioè fabbricare il proprio custode interiore.
Sul Venerdì del 6 giugno 2025