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Guai e successi della famiglia Sarkozy

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RADICI Un padre assente, un nonno amorevole e un figlio che legge tantissimo. Mentre lui, Nicolas, l’ex presidente, è stato condannato
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Il primo presidente francese a essere inquisito è stato Jacques Chirac, nel 2007; ormai privo dell’immunità presidenziale, gli si imputava un abuso di potere (l’assunzione fittizia, quando era sindacodi Parigi, di 21 funzionari del suo partito come dipendenti municipali). Vige in Francia la separazione delle carriere dei giudici; l’azione penale è facoltativa: nell’occasione, la magistratura requirente (detta, dall’Antico regime, Parquet, per il recinto in legno in cui nella sala d’udienza si tenevano i procuratori del re) si pronunciò per il proscioglimento. I giudici (godono dell’inamovibilità e in generale di maggiore indipendenza dal Guardasigilli) eccezionalmente non seguirono le indicazioni del Parquet, e Chirac nel 2011 fu condannato; non fece appello.

«Non intendo accettare l’ingiustizia che mi viene…

Il primo presidente francese a essere inquisito è stato Jacques Chirac, nel 2007; ormai privo dell’immunità presidenziale, gli si imputava un abuso di potere (l’assunzione fittizia, quando era sindacodi Parigi, di 21 funzionari del suo partito come dipendenti municipali). Vige in Francia la separazione delle carriere dei giudici; l’azione penale è facoltativa: nell’occasione, la magistratura requirente (detta, dall’Antico regime, Parquet, per il recinto in legno in cui nella sala d’udienza si tenevano i procuratori del re) si pronunciò per il proscioglimento. I giudici (godono dell’inamovibilità e in generale di maggiore indipendenza dal Guardasigilli) eccezionalmente non seguirono le indicazioni del Parquet, e Chirac nel 2011 fu condannato; non fece appello.

«Non intendo accettare l’ingiustizia che mi viene fatta», protesta invece, per la recente condanna per traffico di influenze, l’ex presidente Nicolas Sarkozy; e questo appartiene al suo carattere. Ragazzo ribelle e attaccabrighe, ha odiato l’infanzia «perché ti dicono sempre quello che devi fare». Come racconta Marina Valensise nella colta e briosa biografia Sarkozy. La lezione francese (Mondadori, 2007) il padre, aristocratico ungherese, era arrivato a Parigi nel ’48 senza un soldo, con la carta nelle scarpe e dormendo sulla griglia del métro per scaldarsi. Per non essere arruolato nell’Armata rossa, aveva simulato l’annegamento nel lago Balaton, e con un documento della Legione Straniera era entrato in Francia. Lì un prozio, la rete della diaspora ungherese e un buon matrimonio lo rendono l’uomo agiato e troppo fascinoso che spingerà la moglie al divorzio. Alla morte di questo padre mondano e assente, Nicolas va a vivere dal nonno materno, medico sefardita di Salonicco, convertito, che lo ricolma di affetto; è parsimonioso, e in casa si mangia pane raffermo – arriva fresco ogni giorno, ma bisogna finire prima quello avanzato; e nel ’68, nel timore delle penurie patite con l’Occupazione nazista, si fa incetta di cibo per un anno. Mentre il fratello maggiore porta scarpe inglesi e l’anello con lo stemma paterno, Nicolas lavora dal fioraio sotto casa e da un gelataio pied noir (colono rientrato dal Marocco); ci fa amicizia, e guarda la tv – utilissime lezioni per il politico a venire. In questi giorni esce il libro – assai erudito - di suo figlio Louis: Napoléon Bonaparte. L’Empire des livres: parla di tutti i libri di Napoleone, lettore vorace. Lui, Louis Sarkozy, si è appassionato alla lettura solo a 19 anni, ha cambiato 13 scuole, ha una rubrica in tv e non pensa, «per ora», di entrare in politica; assicura che avere quel padre è stato «un immenso privilegio».

Sul Venerdì del 6 giugno 2025

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