Per scrivere a Massimo Giannini: lapostadigiannini@repubblica.it o Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma
Gentile Giannini, in questi giorni i partiti al governo si sono espressi sui referendum, invitando gli elettori a non partecipare. Non assomiglia a una specie di schedatura? Quelli di sinistra vanno a votare. Andreotti sosteneva che a pensar male si faceva peccato, ma a volte... Condivisibile come ipotesi o fantasiosa? Luigi Musetti
Gentile Musetti, fermo restando che delle destre euro-americane al potere mi fido poco, propenderei più per la seconda. E comunque sento un’urgenza “superiore”, che va oltre i soliti sospetti. Dopodomani si votano i referendum: io sulla scheda scriverò cinque sì, ma a prescindere dal sì o dal no, io dico “andiamo a votare”. Ci sfiora il dubbio andreottiano? Pazienza: noi votiamo, voi schedateci tutti!
Una società che riconosce madri e figli
Gentile Giannini, con le sentenze 68/2025 la Consulta ha giustamente sancito l’illegittimità del divie…
Per scrivere a Massimo Giannini: lapostadigiannini@repubblica.it o Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma
Gentile Giannini, in questi giorni i partiti al governo si sono espressi sui referendum, invitando gli elettori a non partecipare. Non assomiglia a una specie di schedatura? Quelli di sinistra vanno a votare. Andreotti sosteneva che a pensar male si faceva peccato, ma a volte... Condivisibile come ipotesi o fantasiosa? Luigi Musetti
Gentile Musetti, fermo restando che delle destre euro-americane al potere mi fido poco, propenderei più per la seconda. E comunque sento un’urgenza “superiore”, che va oltre i soliti sospetti. Dopodomani si votano i referendum: io sulla scheda scriverò cinque sì, ma a prescindere dal sì o dal no, io dico “andiamo a votare”. Ci sfiora il dubbio andreottiano? Pazienza: noi votiamo, voi schedateci tutti!
Una società che riconosce madri e figli
Gentile Giannini, con le sentenze 68/2025 la Consulta ha giustamente sancito l’illegittimità del divieto per la madre intenzionale di riconoscere il figlio nato da Procreazione assistita all’estero, tutelando il diritto del minore a un’identità giuridica certa e a una doppia responsabilità genitoriale. Un principio fondamentale, che mette al centro il benessere del bambino. Diversamente, con la sentenza 69/2025 ha ritenuto legittimo l’attuale divieto per le donne single di accedere alla Pma in Italia. Tuttavia ha chiarito che nulla vieta al legislatore di ampliarne l’accesso anche alle famiglie monogenitoriali… Una società davvero matura riconosce i legami d’amore e di cura, indipendentemente dalla loro forma, e protegge sempre i più piccoli, senza pregiudizi ideologici. Il diritto deve saper evolvere insieme alla realtà, e non restarne indietro.
Francesco Vitale (Catania)
Gentile Vitale, la sua sintesi è perfetta, e spiega il senso delle decisioni della Corte costituzionale e la sintonia delle medesime con l’evoluzione sociale. Quello che gli “atei devoti” al comando non capiscono, in nome della loro antistorica “teologia della restaurazione”, è che il bene primario fisico e giuridico, che la Consulta tutela sempre, è quello dei figli. Qualunque sia l’unione che li ha generati.
Questo spiega anche la differenza tra le due sentenze. Nella prima parliamo di bambini già nati, e dunque tra i loro diritti non è ammissibile alcuna discriminazione. Nella seconda parliamo di bambini ancora da concepire, quindi tocca al decisore politico restringere o ampliare il diritto alla procreazione assistita. Finora, con una scelta discutibile, ha deciso di restringerlo, vietandolo alle donne single. In futuro, nulla impedisce di ampliarlo. E qui c’è tutta la lungimiranza dei giudici costituzionali, molto più sensibili ai mutamenti sociali rispetto ai politici, attenti solo ai dividendi elettorali.
Basta criticare la sinistra
Carissimo Giannini, ho superato da un po’ gli 80, ma continuo ad avere interesse per la politica. La seguo da sempre su Repubblica, sul Venerdì e nei talk televisivi. Apprezzo la sua analisi, ma poi, inevitabilmente, lei conclude sempre dicendo “ma con questa sinistra ecc. ecc.”. Le chiedo: ma è proprio necessario? Così è scoraggiante, non ci lamentiamo se la gente non va a votare… Voi dite: la destra è divisa su tutto, ma alla fine si accordano sempre. È vero, ma io aggiungo: ha mai sentito una critica, anche di fronte alle situazioni più vergognose, da parte di un giornalista di destra? Io no, o non la ricordo. Dalla nostra parte, invece, critiche anche un po’ facilone... Basta. Non sono sufficienti Travaglio e Padellaro a farci del male?
Marisa Vergani
Carissima signora Vergani, non sa quanto io apprezzi la sua lettera, e la passione che rivela. Lei ha ragione, ma io vengo da una scuola giornalistica che non ha eguali: quella di Eugenio Scalfari. Da lì ho imparato quanto conti, al di là della censura severa verso le destre reazionarie e conservatrici, la pedagogia politico-culturale verso le sinistre massimaliste e frazioniste. Repubblica ha criticato senza se e senza ma i disastri consociativi dell’era Craxi-Andreotti-Forlani e gli strappi istituzionali degli anni berlusconiani. Ma al tempo stesso non ha mai rinunciato ad esercitare un pungolo costante verso il Pci di Berlinguer e poi il Pds-Ds-Pd degli anni successivi. L’obiettivo non è mai cambiato: arginare le derive illiberali a destra, sollecitare le svolte riformiste a sinistra. Oggi la missione è sempre la stessa. E per esercitarla non possiamo non denunciare gli errori, da qualunque parte arrivino. I giornalisti di destra non lo fanno? Per me è solo un motivo d’orgoglio: al contrario di loro, non sono e non sarò mai un cortigiano.
Quanta disinformazione nei nostri telegiornali
Gentile Giannini, ascolto raramente i telegiornali. A qualsiasi parrocchia appartengano. Li trovo scontati ripetitivi inquadrati all’inverosimile. Sempre nell’eterna attesa che “il nostro corrispondente” sul posto riesca finalmente a chiarire (non dico a spiegare, sarebbe chiedere troppo) che cosa sta accadendo di fatto, per esempio nella Striscia di Gaza. Ma a chi importa? Ciò che conta è che Palazzo Chigi segua “l’evolversi della situazione”. Evolversi? Il verbo rimanda ad un processo di miglioramento, e dove lo vede il nostro valoroso corrispondente, se si limita a comunicare la conta dei morti? Parafrasando Roberto Bolaño, viviamo in “un tempo atroce che dura senza nessuna ragione. Solo per inerzia”. Un tempo scandito da quartieri dove “vanno a passeggio solo i morti”.
Fausto Politino (Conegliano)
Caro Politino, per il lavoro che faccio mi infliggo la pena di guardare i Tg. E sono più sconfortato di lei. Di “parrocchia” ormai ce n’è una sola, di culto meloniano. Tranne qualche lodevole eccezione (Goracci o Maggioni, Ranucci o Damilano) in Rai conduttori inviati e corrispondenti fanno a gara a chi disinforma di più. Sugli eccidi di Gaza siamo alla congiura del silenzio: si dovrebbe rivoltare il mondo,contro la strage quotidiana di civili palestinesi. E invece la politica tace e l’informazione balbetta. Credono di fare un favore a Israele, mentre così ne accelerano solo il suicidio, come ricorda sempre Anna Foa. L’odio antisemita, malapianta letale purtroppo mai appassita, rifiorisce anche per questo.
Sul Venerdì del 6 giugno 2025