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Natalia Aspesi: quasi quasi sono anch’io orgogliosa di Napoli

(Disegno di Mojmir Jezek) 

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QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE Ogni settimana le risposte alle lettere dei lettori
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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.

Sono felicissimo per l’ambìto quarto scudetto conquistato dal Napoli ma sono ancora di più entusiasta e orgoglioso per la meravigliosa notizia che nel 2027 approderà a Napoli il celebre trofeo dell’America’s Cup. È una preziosa occasione che onora l’Italia e premia la città riconoscendole un ruolo di primaria importanza a livello mondiale. Oggi, con gli occhi rivolti al bello, chiedo un miracolo al nostro vento affinché, ricco degli inebrianti profumi di allora, oltre a dare energia alle vele della America’s Cup, possa spazzare via quanto di negativo purtroppo ancora alligna nell’animo di chi non sa apprezzare i meravigliosi tesori che abbiamo e la fortuna piovuta dal cielo di vivere in una terra a cui manca veramente poco per tornare ad essere la “Campania Felix” di una volta. Impegniamoci tutti in un perfetto lavoro di squadra e restituiamo l’antico splendore alle tante divine be…

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.

Sono felicissimo per l’ambìto quarto scudetto conquistato dal Napoli ma sono ancora di più entusiasta e orgoglioso per la meravigliosa notizia che nel 2027 approderà a Napoli il celebre trofeo dell’America’s Cup. È una preziosa occasione che onora l’Italia e premia la città riconoscendole un ruolo di primaria importanza a livello mondiale. Oggi, con gli occhi rivolti al bello, chiedo un miracolo al nostro vento affinché, ricco degli inebrianti profumi di allora, oltre a dare energia alle vele della America’s Cup, possa spazzare via quanto di negativo purtroppo ancora alligna nell’animo di chi non sa apprezzare i meravigliosi tesori che abbiamo e la fortuna piovuta dal cielo di vivere in una terra a cui manca veramente poco per tornare ad essere la “Campania Felix” di una volta. Impegniamoci tutti in un perfetto lavoro di squadra e restituiamo l’antico splendore alle tante divine bellezze della nostra Napoli!
R.P.

Viva Napoli e tutte le sue meraviglie! Io a qualche America’s Cup in passato ci sono stata. Mi ricordo la prima in cui l’Italia andò ed era in America, e imparai a capire che i giornalisti di tutto il mondo arrivati lì si innamoravano (io salva, ero col mio compagno) di qualche altro/altra giornalista. Poi mi ritrovai nel mare spagnolo per un altro anno, infine finii in Nuova Zelanda, che poteva essere un bellissimo posto tipo campagna inglese. Che abbiano scelto Napoli, in Italia, per l’America’s Cup, quasi quasi rende orgogliosa anche me.

Volersi bene è anche condividere il lettone

Cara signora Aspesi, per la prima volta non sono d’accordo su un suo commento. Da 57 anni condivido il letto con mia moglie. Anch’io, per il mio lavoro, spesso mi alzavo presto al mattino: un bacio di buongiorno, il tempo per un caffè caldo nel caldo del letto e lei riprendeva a dormire mentre io affrontavo la mia giornata. Mia moglie non mi ha mai fatto pesare che la svegliassi, e io questo l’ho sempre interpretato come una piccola, quotidiana, testimonianza di amore. Oggi che mia moglie è persa nella sua malattia di Alzheimer, sono contento di poter restituire le attenzioni ricevute: quando si corica prima di me, anche se a volte non mi riconosce, mi aspetta per addormentarsi. E se di notte, spesso, si sveglia e mi viene a svegliare per cercare la mia mano, ben volentieri gliela stringo fino a che riprende sonno, e così ascoltare il suo respiro e qualche parola del suo sogno. E se anch’io mi sveglio durante la notte so di poter trovare il conforto della sua mano. E il calore della sua presenza. Il nostro letto matrimoniale è testimone del nostro semplice volerci bene. Grazie per la sua attenzione a questa mia nota. Ma soprattutto grazie per i suoi commenti nella rubrica Questioni (non solo) di Cuore che seguo da anni. Cordiali saluti.
Flavio Viero, Milano

Buongiorno, vedo che Lei consiglia letti separati, sarà che noi eravamo dei continui fanciulli, ma fino a quando lei, a 66 anni, non si è ammalata di Alzheimer, noi dormivamo nel lettone. Ricordo ancora quando nella stagione fredda mi diceva «senti che piedi freddi ho» e li posizionava non diciamo dove, oppure si rannicchiava stretta stretta a me e russava in modo strano, sembrava una gattina che faceva le fusa, o quando mi svegliavo durante la notte con il braccio destro completamente perso perché ci eravamo addormentati annodati. È morta e dopo 12 anni mi manca ancora la mia BAMBOLA... La perdono per il consiglio che ha dato.
Mauro, Firenze

Rispondo insieme a queste due bellissime lettere che mi ricordano,un po’ vergognandomi, di avere scritto una letterina scema in cui dicevo quanto è bello dormire da soli: e dimenticandomi di dire la mia età, un’età lunghissima che mi consente qualsiasi stranezza, o appunto,il dormire da soli. Le due donne colpite dall’Alzheimer e perdute, hanno ritrovato nel letto così condiviso la dolcezza muta del sonno.«Il nostro letto matrimoniale è testimone del nostro semplice volerci bene» dice Flavio Viero, mentre di una donna che lo ha lasciato solo morendo anni fa, Mauro ricordache «lei mi manca ancora,la mia BAMBOLA»…

Francesco era mediatico, di Leone mi sono innamorato

Forse non si vedeva dai tempi dei papa-re un tale giubilo plebiscitario nei confronti di un nuovo Pontefice. È bastato che Leone XIV (che nome elegante!) indossasse una mozzetta cremisi ed una stola ricamata, che si affacciasse alla straordinaria Loggia commuovendosi come un bambino e augurasse - invocando per tutti e per ciascuno - la pace, per farci capire che avevamo bisogno di riscoprire il significato dei segni. Francesco è stato un uomo buono, troppo spesso “buonista”, ma è stato un papa umorale, autoreferenziale, talvolta, dobbiamo dirlo, narcisista. I suoi segni sono usciti consumati dall’abuso della presunta rivoluzione mai veramente compiuta, anzi avviata. Poi è arrivato il cardinale Prevost ed è cominciato il caravanserraglio delle illazioni: bergogliano, ratzingeriano, wojtyliano, progressista, conservatore. Io mi sono subito innamorato di questo missionario americano col cuore peruviano – pur non sapendo bene chi fosse – perché ho riscoperto la gioia di avere un pastore che indirizza ed accompagna. Questo non piace ai fanatici del papato mediatico. E, infatti, a proposito di una mezza frase sulla famiglia – niente di nuovo e, per giunta, niente di escludente (lo dico da omosessuale) – si è scatenato un putiferio che ha fatto irrigidire quei mass media nei quali Francesco era un fuoriclasse. Leone pensa a quello che dice. Un’ultima considerazione: ha visto che cosa si fa per screditare il papa? Lo si paragona a Benedetto XVI come se quest’ultimo non fosse stato uno dei più grandi teologi dell’Occidente contemporaneo ma un vecchio bavarese intento a scegliere le sue splendide pianete antiche e le croci pettorali da indossare nel giorno di festa. Leone XIV mi sembra mite ma determinato. Che ne pensa? Un abbraccio,
Alessandro Basso

Può darsi che mi sbagli, ma a me sembra che lei, dottor Alessandro Basso, potrebbe essere il nuovo Sindaco di Pordenone, coi voti (molti) di FdI. Lei si dichiara anche omosessuale: so che il sindaco convive con Loris Bazzo, sindaco anche lui di Carlino, nella Bassa del Friuli. Che peccato! Parlo per lei ovviamente: la sua lettera è molto interessante, avrei persino detto che lei poteva essere… più in là del Pd! Invece lei – se è lei! – ha vinto nel 2025, con Fdi. Cosa ne penso io? Che spero di essermi sbagliata, e che lei alla fine sia in realtà un vecchio signore che un tempo era nel Pci.

Sul Venerdì del 6 giugno 2025

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