Umarell 2.0: a Villasanta i pensionati vigilano sui cantieri
di Marco BracconiSe chiedete a ChatGPT di associare la parola pensionato al distico lavori pubblici il verdetto sarà privo di esitazioni: «Si ottiene un vocabolo divenuto icona della cultura urbana, l’umarell». Una risposta facile facile, se è vero che il sostantivo usato dai bolognesi per indicare gli anziani che osservano le attività nei cantieri è finito nel 2021 dentro lo Zingarelli e poi anche nella Treccani, caricandosi lungo il cammino di una certa aura metaforica. Ha scritto Stefano Bartezzaghi su Repubblica: «L’umarell ha lo sguardo, umile ma tenace, della tradizione spaesata su ciò che in un mondo di continui cambiamenti non va, o magari va altrimenti». Una figurella tenera e a suo modo tragica, sempre a metà strada tra protesta e rassegnazione, con sulle spalle – perché l’umarell è sempre di spalle – un passato che fa la guardia al futuro ma in contumacia, autorizzato a osservare ma non più a fare, costretto a incrociare le mani dietro la schiena. Mica detto, però. C’è un posto in Italia do…
Se chiedete a ChatGPT di associare la parola pensionato al distico lavori pubblici il verdetto sarà privo di esitazioni: «Si ottiene un vocabolo divenuto icona della cultura urbana, l’umarell». Una risposta facile facile, se è vero che il sostantivo usato dai bolognesi per indicare gli anziani che osservano le attività nei cantieri è finito nel 2021 dentro lo Zingarelli e poi anche nella Treccani, caricandosi lungo il cammino di una certa aura metaforica. Ha scritto Stefano Bartezzaghi su Repubblica: «L’umarell ha lo sguardo, umile ma tenace, della tradizione spaesata su ciò che in un mondo di continui cambiamenti non va, o magari va altrimenti». Una figurella tenera e a suo modo tragica, sempre a metà strada tra protesta e rassegnazione, con sulle spalle – perché l’umarell è sempre di spalle – un passato che fa la guardia al futuro ma in contumacia, autorizzato a osservare ma non più a fare, costretto a incrociare le mani dietro la schiena. Mica detto, però. C’è un posto in Italia dove la premiata coppia pensionato-lavori pubblici produce un umarell di seconda generazione, più pragmatico e sociale del suo antenato votato a un’incerta contemplazione.
I magnifici otto
«Non si azzardi a farci mettere in posa davanti a una rete con le braccia dietro la schiena», intima con cadenza brianzola Mario Sanvito davanti al municipio di Villasanta, comune da 14 mila abitanti a un metro da Monza e dal suo immenso parco, quello della Villa Reale. Con i suoi baffoni candidi, in tasca la tessera dell’Anpi e un’antica laurea in Architettura, Mario è uno dei magnifici otto protagonisti di un progetto di cui si sono occupati gli inviati del Guardian e della tv brasiliana e che prevede l’affidamento ad alcuni pensionati del ruolo di “sentinelle” dei lavori pubblici, trasformando l’idea di umarell alla novecentesca in strumento attivo di cittadinanza.
L’avventura intrapresa dal Comune è appena cominciata ma gli otto hanno già un incarico “speciale”, in deroga all’ordinaria amministrazione dei controlli per cantieri stradali, sfalci nei giardini, riempimento dei cestini, condizioni dei tombini: «Stiamo tracciando l’afflusso nei parcheggi, servirà al nuovo piano per il traffico», racconta l’architetto mostrando una mappa piena di numeri, ottima dimostrazione di efficenza brianzola ma anche colpo mortale alla romantica idea dell’umarell versione 1.0. «E infatti quella parola piace solo a voi giornalisti, noi siamo volontari civici in un piccolo centro che ha una tradizione partecipativa forte e radicata». Punto. Incasso il colpo, ma in ogni caso lo avverto che nel titolo di questo articolo, va da sé, la parolina ex bolognese ci finirà lo stesso. Per fortuna Mario ci ride sopra e lo stesso fa Roberto Cremona, ex agente di commercio 69enne, che subito conferma quanto a Villasanta si partecipi, eccome: «I partiti ci sono ma tengono un basso profilo, a contare sono le liste civiche come quella di centrosinistra che governa adesso, al terzo mandato». Roberto è stato due volte consigliere comunale e ora ha deciso di partecipare in quest’altro modo, girando in bicicletta e relazionando sullo stato dell’arte, un modo di riciclarsi che rimanda a un’idea della politica un filino meno tossica di quella che quando finisci ti aiuta a infilarti in un consiglio di amministrazione.
Una sola donna
Piccoli miracoli della provincia, come nel caso di Gabriella Garatti, per due stagioni vicesindaco e unica donna – per ora – nel gruppo. «In un piccolo centro è più facile rimettersi in gioco, perché la dimensione civica è meno frammentata», spiega senza sollevare questioni di genere sul rapporto di uno a sette. Anzi rivela: «Abbiamo moltissimo volontariato femminile, ma quello si declina soprattutto verso il settore della cultura». Chissà se tra le pensionate di domani ci saranno più ingegnere che professoresse, hai visto mai. «Qui ci si conosce tutti e la nostra funzione promette di allargarsi» prevedono i non-umarell parlando di un futuro nel quale, inevitabilmente, diventeranno anello di congiunzione tra amministrazione e cittadini: «Sta già succedendo, se uno vede una buca davanti casa, fa prima a dirlo a noi che siamo sempre in giro», raccontano con l’aria di chi descrive un processo fisiologico, di ordine naturale. Gli uffici comunali avranno anche le app digitali al passo coi tempi, ma vuoi mettere affidare il tuo cruccio urbano a un bel filtro in carne e ossa? Ora intendiamoci: Mario, Roberto, Gabriella e tutti gli altri non si ammazzano di lavoro, perché Villasanta è pulita, ordinata, gradevole. Ma la provincia benestante ha una sua personalissima matematica delle proporzioni, una rete slabbrata o un cestino traboccante sono disastri che obbligano a un immediato intervento di pulizia, ripristino o decoro.
Ora per esempio il nemico si chiama fibra ottica, una prima rete è già stata installata e la seconda sta per arrivare, ci sarà da controllare la sistemazione del manto stradale perché le imprese aprono ma a volte richiudono in fretta, come i cattivi chirurghi. Anche per questo, come per tutto il resto, i magnifici otto svolgeranno i compiti gratis, senza orario prestabilito, con il divieto assoluto di interferire direttamente con i lavori che osservano, e a questo punto c’è da chiedersi perché invece dei volontari il Comune non assume un paio di ragazzi, magari dandogli uno stipendio, per fare la stessa cosa. «Il tipo di impegno, libero e limitato, non lo giustificherebbe» dicono i volontari al bar, ma rivolgendo la domanda al sindaco la risposta si fa più articolata. «Siamo a corto di personale, non solo per ragioni economiche», dice Lorenzo Galli. «In passato sono stati fatti anche concorsi per nuove assunzioni ma sono andati deserti. Questo è un territorio ricco, i salari nel pubblico sono bassi e a un geometra o a un ingegnere conviene lavorare nel privato».
Striscia la notizia
Amaro, ma vero. La longa manus del neoliberismo allunga le grinfie anche nella placida provincia orbitante Milano, e se a Monza arriverà la metropolitana finirà che qui le case costeranno come a Sesto San Giovanni. «I prezzi stanno già aumentando» sospira Galli prima di tornare a un esperimento che altri primi cittadini della zona ora vorrebbero imitare: «Quando abbiamo fatto la proposta di volontariato sui lavori pubblici mi attendevo tre o quattro adesioni, ne sono arrivate il doppio e credo ci siano altre persone che ci stanno pensando. È stata una sorpresa, sì. Nemmeno mi aspettavo tutta questa attenzione da parte della stampa, alle prime richieste di intervista mi sono addirittura sottratto, pensi». Poi è arrivata Striscia la notizia a farsi qualche beffa dell’operazione e allora Galli ha deciso di rispondere ai giornalisti, «per spiegare che è una cosa seria». Per ora i magnifici otto non hanno grandi cantieri da controllare, ma serviranno rinforzi se – chissà – saranno chiamati a vigilare sull’area di ex Lombarda Petroli, fabbricone ai bordi di Villasanta che attende di essere rigenerato. «Il bando è sempre aperto», ci dice Galli mentre prepara il discorso che farà il 2 giugno nella piazza pedonale, dopo aver consegnato la Costituzione ai diciottenni. La location dell’evento è a posto, c’è solo un lavoretto stradale alle spalle del Municipio e una volta arrivati lì Mario si arrabbia, non è d’accordo con la tecnica di pavimentazione. Cose che capitano a Villasanta, posto in cui gli umarell non tengono mai le mani dietro la schiena.