Elio e gli alieni, il nuovo film Pixar dove lo Spazio è stato creato grazie al microscopio
di Roberto CrociEMERYVILLE (CALIFORNIA). Per secoli l’uomo ha guardato all’universo ponendosi delle domande: in Elio, nuovo film originale Disney/Pixar (in sala dal 18 giugno), diretto da Madeline Sharafian e da Domee Shi (Red) e scritto da Adrian Molina (Coco), l’universo risponde.
Il giovane Elio, ossessionato dagli alieni, all’insaputa della zia Olga, Maggiore nell’Aeronautica militare coinvolta in progetto top secret, viene teletrasportato nel Comuniverso, paradiso interplanetario che ospita forme aliene di vita intelligente provenienti da galassie lontane. Identificato per errore come l’Ambasciatore galattico della Terra, dovrà stringere legami inaspettati, superare crisi di proporzioni galattiche e assicurarsi di non perdere l’opportunità di vivere il suo sogno più grande.
Siamo andati alla Pixar ad Emeryville, California, anche noi in cerca di risposte, interrogando le due registe e la produttrice Mary Alice Drumm.
Com’è nata l’idea della storia?
Drumm: «Adrian (Molina), ci ha presentato …
EMERYVILLE (CALIFORNIA). Per secoli l’uomo ha guardato all’universo ponendosi delle domande: in Elio, nuovo film originale Disney/Pixar (in sala dal 18 giugno), diretto da Madeline Sharafian e da Domee Shi (Red) e scritto da Adrian Molina (Coco), l’universo risponde.
Il giovane Elio, ossessionato dagli alieni, all’insaputa della zia Olga, Maggiore nell’Aeronautica militare coinvolta in progetto top secret, viene teletrasportato nel Comuniverso, paradiso interplanetario che ospita forme aliene di vita intelligente provenienti da galassie lontane. Identificato per errore come l’Ambasciatore galattico della Terra, dovrà stringere legami inaspettati, superare crisi di proporzioni galattiche e assicurarsi di non perdere l’opportunità di vivere il suo sogno più grande.
Siamo andati alla Pixar ad Emeryville, California, anche noi in cerca di risposte, interrogando le due registe e la produttrice Mary Alice Drumm.
Com’è nata l’idea della storia?
Drumm: «Adrian (Molina), ci ha presentato diverse idee, una delle quali era “cosa succederebbe se il ragazzino più strano del mondo venisse rapito nello spazio e scambiato per un leader della Terra?”. È piaciuta e si è messo a scrivere diverse bozze. Come ambientazioni ha scelto le basi militari americane dell’Aviazione: lui è nato in una di quelle. Poi a un certo punto, dopo mesi di lavoro, gli arriva un’offerta top secret, irrinunciabile (sappiamo che era Coco 2, ndr) e quindi ho deciso di affidare il tutto a Maddie e Domee, già vicine al progetto».
Sharafian: «Dopo aver lavorato per anni con Domee, abbiamo scoperto di essere due weird, persone strane, solitarie, accomunate dalla stessa passione per l’animazione e con le stesse esperienze. Come quelle trasportate nel film, tipo quando Elio attraversa per la prima volta il Comuniverso e vede tutti questi alieni di aspetto diverso, che parlano in modo diverso, ma sono accomunati dallo stesso spirito curioso».
Shi: «Da bambina amavo manga e anime. Ogni giorno speravo, sognavo e pregavo di poter essere accettata alla scuola di animazione, di arrivare in un posto come il Comuniverso, dove tutti potessero capire la lingua che parlavo e avere la stessa passione».
Chi è Elio?
Shi: «È un bambino insolito, dotato di immaginazione vividissima e grande voglia di esplorare lo spazio, ossessionato dall’idea di essere rapito dagli alieni. Dopo la morte dei genitori, pur vivendo con la zia Olga, si sente solo, isolato, come se nessuno fosse in grado di capirlo. E non vedendo un futuro sulla Terra, sogna di andare in un altro mondo dove poter essere accettato per quello che è».
Sharafian: «È brillante, motivato, ma preferisce usare le sue energie nel tentativo di contattare gli alieni piuttosto che comunicare con le persone intorno a lui. Come quando modifica una radio amatoriale per inviare segnali nello spazio...».
La famiglia di Elio è profondamente legata alla cultura latinoamericana...
Shi: «Molto è dipeso dalla storia personale di Adrian che è messicano-americano. La madre di Elio quindi è messicana, il padre dominicano. Abbiamo fatto in modo che Olga, sua zia, fosse anch’essa dominicana, e che fosse fortemente ispirata a Zoe Saldana, che è la sua voce nella versione originale. Abbiamo cercato di essere più autentici possibile, aggiungendo dettagli qua e là per farlo sembrare più reale. E molti di questi particolari vengono dai membri della troupe, di varie etnie, che hanno aggiunto esperienze personali. Mi piace il modo in cui la realtà arricchisce i personaggi, li rende più reali e più fondati».
La Terra e il Comuniverso: due mondi distinti che richiedono creatività e contrasto in scenografie e personaggi. A cosa vi siete ispirati visivamente?
Sharafian: «Progettare e realizzare i personaggi di Elio è stato per certi versi come lavorare a due film diversi. Un contrasto divertente, due mondi distinti. La Terra basata su un’autentica ricerca militare, dove i set erano ettari di asfalto ed edifici in cemento, mentre il Comuniverso è tutto curve e superfici traslucide, fondato sui dettagli della natura. Ci siamo ispirati alla macro-fotografia e scoperto che basta guardare al microscopio per essere trasportati in un mondo sorprendente».
Shi: «Dai minuscoli funghi ai cristalli e alle microscopiche creature marine. Volevamo davvero creare una visione dello spazio dove nuove forme e colori lavorano all’unisono».
Drumm: «Ci siamo chiesti che sensazioni emana quel pallido punto blu che vediamo dallo spazio. Abbiamo incontrato Jill Tarter, uno dei fondatori del SETI Institute, un’astronoma che ha studiato l’intelligenza extraterrestre. Ci ha insegnato a pensare allo spazio in un modo più ampio che a sua volta ci ha fatto sentire più connessi qui».
Questo è il primo film tratto da un’idea originale dopo Inside Out 2, uno dei film Pixar di maggior successo. Tanta pressione, ansia?
Sharafian: «Inside Out 2 è stato un colpo di fulmine per tutti. Più che ansia e pressione, lo vedo come un’esortazione a far meglio. È entusiasmante che la gente torni al cinema e noi siamo sicuri di aver fatto un film che ci darà soddisfazione, che colpisce il cuore, che regala l’emozione e bellezza che la gente si aspetta dalla qualità dell’animazione che facciamo qui. Nessuno scrive storie originali come Pixar».
È la prima volta di tre donne al comando di una produzione Pixar. Quant’è importante?
Drumm: «È molto importante perché tutti vogliamo vedere più donne nel cinema. Ma alla fine l’importante è avere grandi registi, uomini e/o donne, che si sostengono a vicenda».
Shi: «Esiste una categoria di manga scritti principalmente da donne chiamata Sh?jo manga. Sono cresciuta leggendo Sailor Moon, Inuyasha, Fruit Baskets e mi è piaciuto avere questi modelli che potevo ammirare. È un onore sperare di ispirare la prossima generazione di artiste nello stesso modo».
Avete usato l’Intelligenza artificiale?
Sharafian: «No, questo film è stato realizzato a mano da persone spesso sedute nella stessa stanza».
Shi: «Abbiamo usato la tecnologia della realtà virtuale per comprendere e creare il nuovo universo. È stata molto utile per darci il senso delle misure e per darci più idee su quali lenti usare e su quanto lontano debba viaggiare un personaggio da un punto all’altro dell’Universo».