Tutti sotto il balcone di Leonardo, il Nonno del Napoli
di Dario Del Porto«Nonno Leonardo, dica la verità, lei ama più il Napoli o più sua moglie?». Giuseppina lo guarda, sorride e prima che lui possa rispondere sottolinea: «Ma è una vita che stiamo insieme…». Nel salone di questa bella casa nel centro del Vomero, il quartiere collinare della città, arredi e fotografie richiamano inequivocabilmente la passione che da sempre anima le giornate di Leonardo Polverino, 84 anni a luglio, dipendente in pensione dell’esattoria comunale: il tifo per la squadra del cuore. Ai piedi del balcone, affacciato sulla elegante via Luca Giordano, interamente addobbato con i colori azzurri, a ogni vittoria centinaia di persone si danno appuntamento per cantare e ballare accompagnati dall’altra grande passione di Leonardo: la musica.
La playlist della sua tastiera parte con l’inno di Nino D’Angelo, va avanti con canzoni napoletane, poi i cori dello stadio. Le bandiere sventolano e la festa va avanti. Per tutti, ormai, Polverino è semplicemente “il nonno del Napoli”. Un fenomeno…
«Nonno Leonardo, dica la verità, lei ama più il Napoli o più sua moglie?». Giuseppina lo guarda, sorride e prima che lui possa rispondere sottolinea: «Ma è una vita che stiamo insieme…». Nel salone di questa bella casa nel centro del Vomero, il quartiere collinare della città, arredi e fotografie richiamano inequivocabilmente la passione che da sempre anima le giornate di Leonardo Polverino, 84 anni a luglio, dipendente in pensione dell’esattoria comunale: il tifo per la squadra del cuore. Ai piedi del balcone, affacciato sulla elegante via Luca Giordano, interamente addobbato con i colori azzurri, a ogni vittoria centinaia di persone si danno appuntamento per cantare e ballare accompagnati dall’altra grande passione di Leonardo: la musica.
La playlist della sua tastiera parte con l’inno di Nino D’Angelo, va avanti con canzoni napoletane, poi i cori dello stadio. Le bandiere sventolano e la festa va avanti. Per tutti, ormai, Polverino è semplicemente “il nonno del Napoli”. Un fenomeno iniziato «per amore della squadra e della città», andato avanti con il sostegno di Giuseppina e cresciuto a dismisura grazie all’intuizione di Alessandra Pace, giovane e brillante nipote di Leo, che gli ha aperto le porte dei social. I video sono diventati virali e hanno fatto il giro del mondo. «Mi ha spinto mia nipote e da quel momento non si è capito più nulla», annuisce compiaciuto Polverino, ancora inebriato dal quarto scudetto conquistato all’ultima giornata e con un solo punto di vantaggio sull’Inter.
Se lo stadio di Fuorigrotta è il tempio, largo Maradona ai Quartieri Spagnoli il santuario, Forcella il cuore caldo e il lungomare il teatro della sfilata dei bus dei Campioni, il balcone di nonno Leonardo rappresenta un porto sicuro per tifosi e turisti che vogliono vivere tra la gente la “Azzurro experience”.
Nonno Napoli, perché lo fai?
Venerdì 23 maggio, ultima giornata di campionato, è stato il delirio. «Una cosa esagerata. Sono venuti da tutte le parti», racconta Leonardo, «un padre con il figlio appena rientrato dall’Inghilterra che, quando era piccolo, ai tempi di Maradona, portava in giro sulle spalle proprio qua sotto. Una coppia di fidanzati che non voleva andare a piazza Plebiscito per paura della folla e si è messa qui a festeggiare con la musica. Tantissimi ragazzi, studenti delle scuole del quartiere, turisti che mi hanno chiesto di salire per scattare qualche foto insieme a me. Famiglie con bambini piccoli che ballavano». Tante volte gli hanno chiesto: «Nonno, perché lo fai?». E Polverino risponde sempre allo stesso modo. «Perché mi sembra bello far vivere alla gente emozioni forti». Si commuove quando ripercorre la sua storia di tifoso del Napoli. «Avrò avuto dieci anni, forse meno. Frequentavo la scuola elementare e imparavo i nomi dei giocatori scritti sui quaderni. Erano i tempi delle radiocronache di Nicolò Carosio. I miei primi idoli sono stati il portiere Casari, il “Petisso” Bruno Pesaola, i centravanti Vinicio e Jeppson. E naturalmente Omar Sivori».
Poi, a metà degli anni 80 del secolo scorso, è arrivato il Dios. «Sì, Maradona…». La voce di Leonardo si interrompe. Gli occhi si fanno lucidi. «Cosa vuole, quando parlo di lui non riesco a trattenere le lacrime. È stato il più grande di tutti, senza alcun dubbio. Favoloso nell’estro, funambolico, più forte di Pelé che era solo potenza. Con Diego una città che era stata a lungo bistrattata e umiliata si è finalmente riscattata a livello sportivo».
Nonno Napoli nella gioia e nel dolore
Con Maradona arrivano i primi due scudetti. «Quello del 1987 è stato il più bello, non avevamo mai vissuto un’emozione simile. Il secondo, quello del 1990, è stato un po’ meno coinvolgente». Già allora sul balcone di casa Polverino si festeggiava al ritmo della sua tastiera. Fu così anche nel 1989, quando il Napoli vinse la Coppa Uefa. Leonardo non ha più smesso neanche negli anni bui, quando si celebravano vittorie tutt’altro che esaltanti o promozioni dalle serie inferiori. «Il fallimento è stato un momento triste, per fortuna è arrivato il presidente Aurelio De Laurentiis che ci ha riportato in alto».
Lo scudetto conquistato nel 2023 dai supereroi di Luciano Spalletti «è stato meraviglioso, superiore a qualsiasi aspettativa, 33 anni dopo l’ultimo. Una cavalcata dalla prima all’ultima giornata, 16 punti di vantaggio sulla seconda». E adesso il quarto. «Per me questo è uno scudetto strepitoso, inatteso, arrivato fra mille difficoltà. Merito dell’allenatore Conte e di quel ragazzo scozzese, McTominay, davvero troppo grande. Anche per me è diventato McFratm». Come in uno dei cori più amati dalla tifoseria napoletana, anche “Nonno Leonardo” ha un sogno nel cuore. «Adesso dobbiamo affermarci a livello internazionale e vincere in Europa. Il Napoli deve competere al livello di Psg, Barcellona e Real Madrid. La città, da questo punto di vista, sta compiendo significativi passi in avanti. Il turismo è aumentato, nel 2027 si disputerà da noi la Coppa America di vela, un evento di enorme prestigio. Sono felice di tutto questo».
Nel salone di casa Polverino la playlist manda canzoni napoletane. Al Vomero c’è il sole, Leonardo si affaccia al balcone, saluta con la mano i passanti che gli mostrano fieri il numero 4 con le dita e indica orgoglioso una maglietta azzurra con il nome dell’allenatore Conte. «Appena è arrivato ho pensato che avremmo vinto lo scudetto. Ora che ha accettato di rimanere possiamo vincere ancora». A Polverino scappa un sorriso e forse sta già pensando a come aggiornare la playlist.Rimane però ancora senza risposta la domanda iniziale. «Nonno Leonardo, dica la verità, lei ama più il Napoli o più sua moglie?». Polverino ci pensa su ancora per un attimo, infine risponde: «Con Giuseppina stiamo insieme da una vita. Diciamo che sono amori diversi».