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Massimo Giannini: “Non facciamoci prendere dallo sconforto”

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PER POSTA. Diamo fiducia a quei 14 milioni di italiani e di italiane che a votare ci sono andati
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Per scrivere a Massimo Giannini: lapostadigiannini@repubblica.it o Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Caro Giannini, dopo il referendum fallito, mi permetta questo sfogo. Italiani, mi avete stancato! Non chiedetemi mai più di manifestare per la vostra sanità pubblica, per i vostri licenziamenti, per i vostri morti sul lavoro, per i tagli al vostro bilancio! Vi fa fatica anche solo andare a votare. Vi fa fatica prendere informazioni. Volete un deus ex machina che scenda dal cielo per risolvere i vostri problemi? Un super eroe che arrivi al volo per togliervi dai guai? Godetevelo! Io ho voglia di dirvi alla maniera del super eroe Donald Trump: fuck you! Una nonna stufa.

Anna Maria Gigliotti

Cara nonna Anna Maria, il suo sconforto è giustificato. E come il suo quello di tanti lettori-elettori che mi hanno scritto, delusi, dopo il risicato 30,6 per cento e il mancato quorum ai referendum dell’8-9 giugno. Corsi e ricorsi storici: giusto il 9 giugno del 1985, a un altro refer…

Per scrivere a Massimo Giannini: lapostadigiannini@repubblica.it o Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Caro Giannini, dopo il referendum fallito, mi permetta questo sfogo. Italiani, mi avete stancato! Non chiedetemi mai più di manifestare per la vostra sanità pubblica, per i vostri licenziamenti, per i vostri morti sul lavoro, per i tagli al vostro bilancio! Vi fa fatica anche solo andare a votare. Vi fa fatica prendere informazioni. Volete un deus ex machina che scenda dal cielo per risolvere i vostri problemi? Un super eroe che arrivi al volo per togliervi dai guai? Godetevelo! Io ho voglia di dirvi alla maniera del super eroe Donald Trump: fuck you! Una nonna stufa.

Anna Maria Gigliotti

Cara nonna Anna Maria, il suo sconforto è giustificato. E come il suo quello di tanti lettori-elettori che mi hanno scritto, delusi, dopo il risicato 30,6 per cento e il mancato quorum ai referendum dell’8-9 giugno. Corsi e ricorsi storici: giusto il 9 giugno del 1985, a un altro referendum, quello contro il blocco della scala mobile deciso dal governo Craxi, l’affluenza alle urne fu del 77,9 per cento. Era un’altra Italia. Ma un crollo di partecipazione di 47 punti in 40 anni è davvero un’enormità. Il futuro è esausto, ma non possiamo rassegnarci: diamo un briciolo di fiducia a quei 14 milioni di italiani che si sono presentati ai seggi: almeno loro, non meritano il suo fuck you!

Decreto sicurezza vale anche per Casa Pound?

Caro Giannini, il decreto sicurezza è diventato legge. La maggior parte degli opinionisti e dei giornalisti di area progressista hanno sempre accuratamente evitato di etichettare questo governo come fascista. Al di là di una camicia nera non indossata, cos’altro devono partorire i governanti di questa nazione per poter dire che la loro genìa è fascista? Aggiungo che il giornalista Cancellato ha posto una domanda a Otto e Mezzo rimasta inopinatamente inevasa: la sede di CasaPound verrà sequestrata in forza del suddetto decreto?

Raffaele Cotugno

Caro Cotugno, si ricorda Giorgio Bracardi di Alto Gradimento? Era il mitico Catenacci, e urlava in continuazione “in galera, in galera!”. Arbore gli chiedeva “ma le prove?”, e lui strillava ancora più forte “chettefrega, chettefrega!”. Ecco, quello del governo Meloni è il “decreto Catenacci”, metà farsa e metà tragedia. Quanto a Casa Pound, occupa abusivamente la sede da 22 anni, ci costa 5 milioni di mancati affitti, ma nessun Fratello d’Italia la caccerà mai, perché “le radici profonde non gelano”. A chi la Casa? A noi!

Il governo punisce chi occupa e non chi non paga l’affitto

Caro Massimo, ma il governo punisce solo chi occupa abusivamente un appartamento? Caso personale: appartamento affittato, persi 13.000 euro di affitto. Sfratto con Ufficiale giudiziario con extra spese legali. Trovata situazione da incubo!!! E l’ex affittuario perseguito da NESSUNO e libero di colpire ancora! Ma dov’è la giustizia?

Giovanni Ponzi

Caro Giovanni, solidarietà totale. Ma che fare, con l’affittuario che non paga, non se ne va e quando se ne va lascia l’appartamento devastato? Risarcimento danni, multe, adesso anche sanzioni penali: le leggi ci sono. Cosa aggiungere? L’ergastolo? La tortura? Il “Daspo casalingo”? Non insisto, per non dare altre idee strane alle destre al comando. Hai visto mai che Fazzolari o Delmastro mi prendono in parola.

Sono orgogliosamente una radical chic

Gentile Massimo, quanto è ossessionata la destra dai “radical chic”! E ora che è al governo, sono-siamo tutti quelli che non la pensano come loro. Ma poi cosa significa essere “radical chic”? Se significa amare la cultura, voler costantemente informarsi, conoscere, e poi cercare di analizzare i fatti del mondo con sguardo critico e confrontarsi con gli altri con la forza delle idee e non con urla e turpiloquio, ebbene anche io allora sono una “radical chic” e lo sono da oltre 50 anni, da quando in prima liceo il professore di diritto ci aprì la mente con una frase di Bernardo di Chartres: “Noi siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’acume della vista o l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti”… Ecco, forse i tanto odiati “radical chic” sono quei nani che hanno l’intelligenza di approfittare dell’altezza di quei giganti per poter guardare con più consapevolezza le cose che li circondano. Un impegno costante, talvolta faticoso, ma che dà i suoi frutti, mantenendoci cittadini consapevoli. Al contrario questa destra avversa la cultura in ogni sua forma, non ha bisogno di studiare e informarsi, ma al contrario fonda e diffonde il suo potere attraverso l’ignoranza arrogante. Che tristezza!

Donatella Lumini

Gentile Donatella, “radical chic” è un ridicolo stigma ideologico, che l’Underdog della Garbatella e i suoi scherani, ormai élite acquartierata nei Palazzi del potere, usano a sproposito. È esistita una sinistra da “Ville&Casali”, ma ormai da tempo le destre vincono persino a Capalbio. Quanto all’avversione per la cultura e all’apologia dell’ignoranza, il tema è più complesso. Quel che oggi la destra raccoglie l’hanno seminato ieri i mezzadri dell’antipolitica, dell’odio contro la “Casta”, dell’uno vale uno, dell’odiocrazia digitale. Lo scriveva già Isaac Asimov: c’è in giro la falsa convinzione che democrazia significhi che “la mia ignoranza vale quanto la tua competenza”. Nel 2018 uscì un saggio delizioso di Tom Nichols, che si intitolava La conoscenza e i suoi nemici. Da allora il fenomeno è dilagato. Grazie anche al micidiale “effetto Dunning-Kruger” (i due ricercatori della Cornell University che l’hanno inventato): più si è ottusi, più si è convinti di non esserlo.

Trump rilegge la storia a suon di pessime battute

Caro Giannini, commentando il D-Day con il solito gusto per la battuta arguta e raffinata, Trump ha detto a Merz che “quello non fu un giorno piacevole per voi”. Per lui, lo sbarco in Normandia rappresenta semplicemente la vittoria degli Usa sulla Germania. Non gli passa neanche per la testa che quel giorno ha segnato la liberazione del popolo tedesco dal nazismo.

Roberto Rognoni

Caro Rognoni, tutto giusto, ma non possiamo pretendere troppo da un truce tycoon che, come ha certificato il Washington Post, riesce a dire 24 menzogne in un discorso di 5 minuti.

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