Come ogni anno a Bologna arriva “Il Cinema Ritrovato”. Inizia domani e prosegue fino al 29 giugno. Mi tuffo nel programma (festival.ilcinemaritrovato.it) soffrendo per quello che non riuscirò a vedere, ma consolandomi per quello che potrò scoprire. Dal tuffo nei restauri emergo con una meraviglia di cui non abbiamo spesso occasione di gioire. Parlo del cinema di Mikio Naruse, che “Il Cinema Ritrovato” ha deciso di festeggiare con il ciclo “Dolore e passione: il cinema di Naruse prima della guerra”. Con Ozu, Mizoguchi e Kurosawa, Naruse è uno dei quattro maestri del cinema giapponese. Ma lo conosciamo meno, tranne per i pochi film che hanno raggiunto l’occidente, per esempio Lo straniero dentro una donna del 1966. La rassegna bolognese, a cura di Alexander Jacoby e Johan Nordström, si concentra su cinque anni cruciali della carriera di Naruse, dal 1935 al 1939. Dieci titoli in gran parte dedicati all’esplorazione della condizione femminile nella società nipponica. Perché Naruse è un gr…
Come ogni anno a Bologna arriva “Il Cinema Ritrovato”. Inizia domani e prosegue fino al 29 giugno. Mi tuffo nel programma (festival.ilcinemaritrovato.it) soffrendo per quello che non riuscirò a vedere, ma consolandomi per quello che potrò scoprire. Dal tuffo nei restauri emergo con una meraviglia di cui non abbiamo spesso occasione di gioire. Parlo del cinema di Mikio Naruse, che “Il Cinema Ritrovato” ha deciso di festeggiare con il ciclo “Dolore e passione: il cinema di Naruse prima della guerra”. Con Ozu, Mizoguchi e Kurosawa, Naruse è uno dei quattro maestri del cinema giapponese. Ma lo conosciamo meno, tranne per i pochi film che hanno raggiunto l’occidente, per esempio Lo straniero dentro una donna del 1966. La rassegna bolognese, a cura di Alexander Jacoby e Johan Nordström, si concentra su cinque anni cruciali della carriera di Naruse, dal 1935 al 1939. Dieci titoli in gran parte dedicati all’esplorazione della condizione femminile nella società nipponica. Perché Naruse è un grande regista delle donne. La sezione “Ritrovati e restaurati” propone invece un suo film post-bellico, uno dei più noti e celebrati: Nubi fluttuanti (Ukigumo, 1955). Ozu lo definì un capolavoro. Un melodramma che parlando d’amore, un amore non corrisposto, parla di guerra, una guerra perduta. La protagonista è Yukiko, a cui la grandissima attrice Hideko Takamine (diretta da Naruse in ben diciassette film) presta le espressioni di un volto indimenticabile: lo smarrimento, i lampi di speranza, la delusione, la determinazione. Il cinema di Naruse è stato definito “del camminare”. Anche qui gli amanti camminano e camminano: viaggi del quotidiano, tempo misurato dai passi, deambulazioni ellittiche nella memoria. È il perpetuo girovagare di due nuvole umane, fantasmi tra le rovine della guerra, del dolore, della malattia. In una grazia sospesa e infinita.
Sul Venerdì del 20 giugno 2025