Gentile Giannini, sulla situazione terribile di Gaza, se agiti la bandiera palestinese sei un antisemitae strizzi l’occhio ad Hamas;se agiti quella israeliana appoggi Netanyahu e il massacro del popolo di Gaza… Forse potrà anche essere così, per un risicato numero di finti demo-pacifisti o fanatici giustizialisti. Qualche idiota che va a profanare tombe ebraiche o che indirizza insulti a persone come Liliana Segre, c’è sempre…Ma ripetiamolo: siamo contro il governo di Israele, non contro il popolo ebraico! Siamo per il popolo palestinese, non a favore di Hamas!
Ave Coccolo
Gentilissimo Giannini, condivido quanto detto da lei durante il programma del suo omonimo Gramellini: opporsi e condannare Netanyahu come “criminale di guerra” non corrisponde all’essere antisemita… E con tutte le risorse sprecate per guerre passate e purtroppo presenti avremmo potuto costruire un mondo per tutti, invece che per pochi.
Beatrice Borroni
Gentilissime Ave e Beatrice, le vostre lettere lo confermano: al…
Gentile Giannini, sulla situazione terribile di Gaza, se agiti la bandiera palestinese sei un antisemitae strizzi l’occhio ad Hamas;se agiti quella israeliana appoggi Netanyahu e il massacro del popolo di Gaza… Forse potrà anche essere così, per un risicato numero di finti demo-pacifisti o fanatici giustizialisti. Qualche idiota che va a profanare tombe ebraiche o che indirizza insulti a persone come Liliana Segre, c’è sempre…Ma ripetiamolo: siamo contro il governo di Israele, non contro il popolo ebraico! Siamo per il popolo palestinese, non a favore di Hamas!
Ave Coccolo
Gentilissimo Giannini, condivido quanto detto da lei durante il programma del suo omonimo Gramellini: opporsi e condannare Netanyahu come “criminale di guerra” non corrisponde all’essere antisemita… E con tutte le risorse sprecate per guerre passate e purtroppo presenti avremmo potuto costruire un mondo per tutti, invece che per pochi.
Beatrice Borroni
Gentilissime Ave e Beatrice, le vostre lettere lo confermano: al di là dei soliti duecento deficienti - che da destra o da sinistra, sulla rete o sulla piazza, sanno solo odiare nemici – la maggioranza degli italiani sa distinguere tra la condanna del governo Netanyahu e l’antisemitismo, tra la difesa del popolo palestinese e il terrorismo. Certe forzature nascono più dal manicheismo di politici e giornalisti che dagli umori dell’opinione pubblica. Quanto agli armamenti, solo un dato a proposito della guerra di Israele e Usa contro l’Iran. Una super-bomba GBU-57, l’unica che distrugge i siti nucleari iraniani nascosti sotto le montagne, costa 3,5 milioni di dollari, e l’America ne ha 2 mila. Un super-bombardiere Grumman B-2 Spirit, l’unico aereo che può trasportare quel tipo di ordigno, costa 2,1 miliardi di dollari, e l’America ne ha 21. Il costo totale, solo per questo sistema d’arma, fa 49,1 miliardi di dollari: più della metà di quanto spendiamo per l’istruzione (79 miliardi), quasi un terzo di quanto spendiamo per la sanità (130 miliardi). Ogni commento è superfluo.
E se la smettessimo
di usare i contanti?
Gentile Massimo, si parla nei talk show di evasione fiscale, ma nessuno che abbia il coraggio di prendere il toro per le corna! L’85 per cento delle entrate dell’erario lo versano i lavoratori dipendenti e pensionati… Mi chiedo come mai non si voglia estirpare il male provvedendo a far circolare unicamente la moneta elettronica (come avviene in molti Paesi d’Europa) togliendo naturalmente il contante.
Gianni Fusaro
Gentile Gianni, lei sfonda non una,ma tutte le porte (in questo caso, dell’inferno). Qualche mese fa, proprio sul Venerdì, ho raccontato una mia esperienza estiva a Bilbao: davanti al Guggenheim Museum c’è un chiosco ambulante che vende caffè, ed espone il cartello “si accettano solo carte di credito”. Uno shock per me, italiano, abituato a litigare con commercianti ed esercenti, tassisti e professionisti, che pretendono ancora i contanti. Il Dipartimento finanze del ministero del Tesoro ci ha appena rivelato che ristoratori, albergatori e baristi dichiarano in media 15 mila euro di reddito l’anno. E il governo, dopo le 21 sanatorie concesse finora, sta già pensando di inserire nella prossima legge di bilancio un’altra “pace fiscale” (cioè il 22esimo condono). Diceva Totò: poi dice che uno si butta a sinistra. Cosa diremo noi, alle prossime elezioni?
Proteggiamo
i nostri ospedali
Caro Giannini, sono un medico in pensione, e non trovo accettabile che si definisca come obsoleto, inefficiente o addirittura sgangherato un Servizio sanitario nazionale che assiste milioni di persone ogni giorno... La sanità pubblica fronteggia problemi come l’invecchiamento della popolazione, la medicalizzazione di massa, la medicina difensiva, l’esplosione degli esami diagnostici. Sfide enormi, spesso aggravate da carenze strutturali e da un cronico sottofinanziamento. Ma mai mi è capitato di vedere procrastinati per mesi interventi chirurgici urgenti o esami diagnostici non differibili. La realtà è che soffia da decenni quel vento ideologico che grida, come fecero Reagan e Thatcher, che “lo Stato è il problema”. Eppure il nostro Ssn, con tutti i suoi difetti, è ancora oggi considerato da molti osservatori internazionali uno dei migliori sistemi sanitari pubblici al mondo, soprattutto per l’universalità dell’accesso alle cure.
Mauro E. Olivari
Caro Olivari, è verissimo: torna a soffiare ovunque il vento del reaganismo-thatcherismo, cioè tagli draconiani alla spesa sociale in base al principio “affama la Bestia” (dove la Bestia è lo Stato). Il nostro Ssn resiste come può, grazie anche a nicchie di eccellenza assoluta che vanno protette ed estese. Ma esistono anche scandali ospedalieri inaccettabili e liste d’attesa insostenibili. Secondo Cittadinanzattiva, in media, ci vogliono 390 giorni per una mammografia, 300 per una visita cardiologica, 159 per un intervento di tumore alla prostata. Così la sanità pubblica per tutti, universale e solidale, non può più reggere.
Non tutti i sindacalisti
ambiscono a una poltrona
Caro Giannini, a proposito della nomina dell’ex segretario della Cisl, Luigi Sbarra, a sottosegretario con delega al Sud… le dico che non tutti i sindacalisti ambiscono alle poltrone. Nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche, nei cantieri e negli uffici, esistono delegati e delegate che lottano, con competenza e passione, accanto ai lavoratori e alle lavoratrici. Senza riflettori, senza rendite di posizione… Chi ha vissuto da dentro l’attività sindacale sa bene che esiste una distanza siderale tra la base e i vertici, quando questi ultimi rompono l’unità sindacale per accordi separati, o peggio, trasformano il dialogo con il governo in complicità politica. La contrattazione, quella vera, è altra cosa: è conflitto, è difesa di diritti, è ascolto degli iscritti. Non è certo un trampolino verso incarichi di governo…
Francesco Vitale, Catania
Caro Francesco, sottoscrivo. Pensavo che il sindacato “cinghia di trasmissione” dei partiti fosse tramontato dai tempi di Lama. Di fronte al caso Sbarra, i grandi della Cisl di una volta, come Giulio Pastore e Pierre Carniti, si rivoltano nella tomba.