Francesco Vantin ha deciso, a 23 anni, dopo aver lavorato nel settore della moda di lusso, che il futuro non era solo questione di stile, ma anche di coerenza. Così è nato Gimmi Jeans: un brand artigianale e sostenibile che parte da un campo di canapa coltivato a mano nella campagna vicentina. Lì, tra i racconti della nonna e il desiderio di cambiare rotta, Francesco ha piantato la prima fibra di un progetto che oggi unisce filiera corta, sperimentazione e cura. Il cuore è la canapa: una pianta che cresce senza pesticidi e con pochissima acqua, con cui si producono tessuti denim a basso impatto, tinti naturalmente con scarti vegetali e trattati con enzimi al posto della pietra pomice. Il risultato? Una collezione genderless, interamente confezionata in Veneto, che rispetta la materia prima e chi la lavora. “Abbraccia la materia” è il nome della sua nuova capsule collection presentata a Roma al Phygital Sustainable Expo, ma è anche un approccio fondamentale: scegliere con consapevolezza, senza rinunciare alla bellezza. È questa la libertà che Gimmi, il cane di Francesco che dà il nome al brand, sapeva trasmettere correndo tra le piante di canapa. Ed è questa la strada che l’azienda ha deciso di seguire. Con passo leggero, ma deciso.
Alessandro Gassmann: più che stupefacenti i jeans sono sostenibili
di Alessandro Gassmann