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Massimo Giannini: detenuti e rider, quelli senza l’aria condizionata

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PER POSTA La lettera dal carcere di Alemanno e il primato del cinismo conquistato dagli aguzzini di Glovo
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Caro Giannini, la lettera scritta dal carcere dall’ex sindaco Gianni Alemanno, mi ha commosso… La mia solidarietà va a lui e a tutti i detenuti… Vivo in un appartamento abbastanza grande, con aria condizionata. Con questo caldo la nottata è per me abbastanza pesante, figuriamoci per loro… Non si possono ammassare esseri umani in pochi metri quadrati e, come spesso sento dire, “buttare la chiave”... Se questo governo, invece di fare la guerra ai magistrati, affrontasse insieme a loro le criticità delle carceri, forse, con un briciolo di “compassione” verso le sofferenze altrui, i problemi si potrebbero alleviare e spesso anche risolvere.

Pasquale Regano (Andria)

Caro Pasquale, mai nella vita avrei immaginato di apprezzare le Lettere dal carcere non di Gramsci, ma di Alemanno. Il suo accorato j’accuse “ai politici con l’aria condizionata” scuote le coscienze, intorpidite dal cattivismo di una destra che concepisce la galera solo come vendetta, senza possibilità di riscatto. Ma a proposi…

Caro Giannini, la lettera scritta dal carcere dall’ex sindaco Gianni Alemanno, mi ha commosso… La mia solidarietà va a lui e a tutti i detenuti… Vivo in un appartamento abbastanza grande, con aria condizionata. Con questo caldo la nottata è per me abbastanza pesante, figuriamoci per loro… Non si possono ammassare esseri umani in pochi metri quadrati e, come spesso sento dire, “buttare la chiave”... Se questo governo, invece di fare la guerra ai magistrati, affrontasse insieme a loro le criticità delle carceri, forse, con un briciolo di “compassione” verso le sofferenze altrui, i problemi si potrebbero alleviare e spesso anche risolvere.

Pasquale Regano (Andria)

Caro Pasquale, mai nella vita avrei immaginato di apprezzare le Lettere dal carcere non di Gramsci, ma di Alemanno. Il suo accorato j’accuse “ai politici con l’aria condizionata” scuote le coscienze, intorpidite dal cattivismo di una destra che concepisce la galera solo come vendetta, senza possibilità di riscatto. Ma a proposito di caldo, il primato del cinismo spetta agli aguzzini di Glovo, che con pochi centesimi a consegna incentivano a lavorare nell’inferno dei 40 gradi i nuovi schiavi del food a domicilio (salvo poi fare una goffa retromarcia). “Mosche del Capitale”, come le chiamava il grande Paolo Volponi.

Quando Guccini cantava la Venezia venduta ai turisti

Caro Massimo, si è fatto un gran parlare del faraonico matrimonio di Bezos celebrato a Venezia, con relative prese di posizione tra i pro e i contro. “Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare, la dolce ossessione dei suoi giorni tristi, Venezia la vende ai turisti …”. Così recita la canzone cantata da Francesco Guccini tratta dall’album Metropolis del 1981, una visione profetica proprio se accostata all’evento di questi giorni, in cui Venezia affonda nella sua ottusità oltre che nell’acqua alta e nel sovraffollamento turistico.

Stefano Mazzanti Casalguidi (Pistoia)

Caro Stefano, anch’io leggendo delle nozze da 30 milioni del Crapulone di Amazon ho pensato al capolavoro di Guccini. Quel grottesco matrimonio mi ha disturbato, ma Venezia non morirà per colpa di Jeff e Signora. Venezia muore ogni giorno un po’, ma a chi importa? Torno a Guccini: “Venezia è un imbroglio/ che riempie soltanto la testa di fatalità/ del resto del mondo non sai più una sega/ Venezia è la gente che se ne frega”.

Voglio poter pagare senza usare la carta

Gentile Giannini, in merito alla lotta all’evasione, non ritengo giusto costringerci ad usare le carte di credito anche per le piccole spese, magari soltanto per il caffè. Anzitutto esistono ancora persone che forse non hanno le carte o addirittura neanche un conto corrente, poveri, migranti, anziani che vivono in piccoli centri dove non c’è neanche la banca. In secondo luogo, penso che sia un mio diritto scegliere di pagare come preferisco. L’evasione si combatte prima di tutto consentendo di detrarre dalla dichiarazione dei redditi, ad esempio, il 5 per cento di tutte le spese, dal computer alle zucchine. Poi semplificando le procedure ed eliminando l’Iva.

Emanuela La Torre

Gentile Emanuela, il problema italiano è diverso. Pagare con carta di credito non deve essere un obbligo, ma un diritto: se da consumatore lo desidero, devo essere libero di poterlo fare. Senza incappare nell’ira funesta del barista o del tassista, come invece succede. Libero Pos in libero Stato!

La democrazia americana sempre più ostaggio di Trump

Caro Giannini, l’America è ancora una democrazia? Le Costituzioni degli Stati democratici specificano che uno dei fondamenti della democrazia è la divisione dei poteri, distinti e indipendenti l’uno dall’altro. È evidente che negli Usa non è più così; da quando è stato rieletto Trump, il potere esecutivo domina e prevarica gli altri due: il potere legislativo del Congresso è a servizio del presidente e il potere giudiziario, l’unico che tenti di operare in modo indipendente, viene indebolito e in certi casi, sempre più numerosi, neutralizzato dalla Corte suprema, anch’essa asservita a Trump… Reggerà la democrazia americana, sotto il peso di un presidente narcisista, megalomane, instabile e così ebbro di potere da sentirsi un monarca assoluto?

Donatella Lumini (Firenze)

Cara Donatella, non so se reggerà. Le spallate al sistema democratico sono poderose. L’ultima è la più preoccupante: la Corte Suprema a maggioranza repubblicana – grazie ai tre giudici “amici” nominati da Trump nel primo mandato – ha stabilito che le Corti federali non possono bloccare i decreti presidenziali. Così il presidente ha i pieni poteri, senza più controlli del legislativo e del giudiziario. Nel 249esimo anniversario dell’Indipendenza, auguri agli Stati Uniti. E auguri anche a noi europei, che gli andiamo dietro. Nel 2016 l’allora segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon definì The Donald “un incidente stradale grave, ma non mortale”. Oggi non so se lo ripeterebbe.

Dai romani a Eisenhower per dire no alla guerra

Citata dalla Presidente del Consiglio, la locuzione “Si vis pacem para bellum” viene fatta risalire a Cicerone che però diceva anche: “Pax, vel iniusta, utilior est quam iustissimum bellum”, una pace ingiusta è più utile di una guerra giusta. Dunque, anche gli antichi – che vivevano tempi in cui i conflitti armati erano usati come (spesso unica) risoluzione delle controversie – avevano dei dubbi. Figurarsi ora che siamo in epoca nucleare. Forse la citazione più attuale sarebbe: “Ogni arma da fuoco prodotta, ogni nave da guerra varata, ogni missile lanciato significa un furto ai danni di coloro che sono affamati e non

sono nutriti. Questo mondo in armi non sta solo spendendo denaro. Sta spendendo il sudore dei suoi operai, il genio dei suoi scienziati, le speranze dei suoi giovani”: lo diceva non un pericoloso bolscevico ma il presidente Usa Eisenhower nell’aprile del 1953…

Daniele Piccinini

Caro Daniele, Eisenhower inventò anche la formula “complesso militare-industriale”, per definire il blocco di interessi geo-politici ed economici che spinge verso la guerra come “strumento” di risoluzione dei conflitti internazionali. E in uno storico discorso invitò il popolo a non cadere in questa trappola. Era il 17 gennaio 1961. Sessantaquattro anni fa, ma è come se fosse il Pleistocene.

Sul Venerdì dell’11 luglio 2025

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