Balle spaziali e Una pallottola spuntata: a Hollywood è tutto un remake
di Emiliano MorrealeQualche settimana fa, sui social è comparso un filmato di un paio di minuti molto divertente che lanciava una notizia inedita. Sul classico sfondo dello spazio profondo le lettere scorrono al suono di una fanfara, mimando Star Wars. In basso sullo schermo cominciano a scorrere delle frasi:
“38 anni fa, c’era una sola trilogia di Star Wars. Ma da allora ci sono state…
Una trilogia di prequel.
Una trilogia di sequel.
Un sequel del prequel. Un prequel del sequel. Imprecisati spin off tv.
Uno spinoff cinematografico dello spinoff televisivo che è un prequel ma anche un sequel”.
L’elenco continua: “2 Avatar più 3 imminenti Avatar che fanno in totale 5 Avatar. 36 film sull’universo Marvel con due diversi Robert Downey jr. 1 Re Leone animato. 1 Re Leone dal vero. 1 Re Leone animato dal vero. 8 film di Harry Potter. Una serie tv che è il remake degli 8 film di Harry Potter. Un servizio streaming di Star Trek, 7 film di Alien (due dei quali sono anche dei Predator, da non confondere con altri …
Qualche settimana fa, sui social è comparso un filmato di un paio di minuti molto divertente che lanciava una notizia inedita. Sul classico sfondo dello spazio profondo le lettere scorrono al suono di una fanfara, mimando Star Wars. In basso sullo schermo cominciano a scorrere delle frasi:
“38 anni fa, c’era una sola trilogia di Star Wars. Ma da allora ci sono state…
Una trilogia di prequel.
Una trilogia di sequel.
Un sequel del prequel. Un prequel del sequel. Imprecisati spin off tv.
Uno spinoff cinematografico dello spinoff televisivo che è un prequel ma anche un sequel”.
L’elenco continua: “2 Avatar più 3 imminenti Avatar che fanno in totale 5 Avatar. 36 film sull’universo Marvel con due diversi Robert Downey jr. 1 Re Leone animato. 1 Re Leone dal vero. 1 Re Leone animato dal vero. 8 film di Harry Potter. Una serie tv che è il remake degli 8 film di Harry Potter. Un servizio streaming di Star Trek, 7 film di Alien (due dei quali sono anche dei Predator, da non confondere con altri 6 Predator che non sono degli Alien). Prometheus (che è una specie di Alien)” eccetera. E conclude così: “Ma in 38 anni c’è stato sempre un solo Spaceballs.
Fino a ora…”.
A questo punto compare Mel Brooks, annunciando appunto il seguito di Spaceballs ovvero Balle spaziali (1987), parodia dei film di Lucas, che dovrebbe uscire a quarant’anni di distanza dal primo episodio. Il testo folgorante ci dice molto della situazione ormai impazzita e paradossale di Hollywood. Che, per carità, è sempre ricorsa a remake e a remake di remake, ma quella che Brooks prende in giro è l’epoca del franchise che raschia il fondo del barile. E, sembra dirsi lui stesso, che gusto c’è a fare la parodia di qualcosa che è già la parodia di se stesso e che fa ridere solo a elencarne i titoli?
L’annuncio di Spaceballs 2 precede di qualche settimana l’uscita nelle sale di un altro progetto che al suo annuncio ha destato una certa sorpresa: il nuovo episodio della serie di Una pallottola spuntata, le avventure demenziali del detective Frank Drebin che sono state al centro di una serie tv e poi di tre film tra il 1988 e il 1994. Non un remake ma un seguito con un nuovo protagonista, Liam Neeson, nei panni del figlio di Drebin; e in più l’ex Baywatch Pamela Anderson, altro nome che evoca un’epoca passata e che è da poco tornata sugli schermi in versione drammatica in The Last Showgirl. Il film viene presentato come un reboot, cioè un remake che però azzera tutto e riparte da capo. Ma anche come un legacy sequel (cioè un seguito che si svolge molto tempo dopo l’ultimo episodio della serie), con nuovi personaggi.
Se le distinzioni suonano strane ai non appassionati, addentrandoci tra le varie forme in cui il cinema si copia e si prolunga entriamo in un mondo che neanche Mel Brooks avrebbe potuto immaginare: lo stand-alone sequel, il plot reset, il prequel, midquel e il sidequel (prima, durante o a fianco dei precedenti)… La scelta del film da rifare, proseguire, rifondare segue logiche tutte sue. Balle spaziali è considerato in realtà l’ultima parodia più o meno riuscita di Mel Brooks, e già in netta decadenza rispetto ai tempi di Frankenstein Junior o Mezzogiorno e mezzo di fuoco. Oltretutto, il suo oggetto parodistico era passato da qualche anno (nel ’77 il primo episodio della saga di Lucas, nell’83 Il ritorno dello Jedi). Però negli anni ha retto ed è diventato quasi un cult movie. Il nuovo Una pallottola spuntata pare fosse in progettazione già dodici anni fa, e nei decenni l’opera dei suoi autori (produttore e sceneggiatore era il trio Zucker-Abrahams-Zucker, lo stesso di L’aereo più pazzo del mondo e Top Secret!) è stata pensosamente riletta dalla critica. Il regista David Zucker, dal canto suo, ha disconosciuto il nuovo film e ha detto che non andrà nemmeno a vederlo.
A che pubblico si rivolgono i remake reboot eccetera di ogni genere (particolarmente attivo l’horror) che escono ogni settimana? A coloro che ricordano gli originali. Ai più giovani che li hanno conosciuti magari sulle piattaforme o sui social. A coloro che non li hanno mai sentiti nominare. E, a volte, a nessuno. Ci sono seguiti prevedibili di film di recente successo, rifacimenti di vecchi film che forse sono cult e forse no, o saghe che si trascinano magari da trent’anni. Tutte queste ipotesi coprono in pratica l’intero spettro dei film che davvero incassano nel mondo. A inizio anno Imdb, il più importante database cinematografico del mondo, ha pubblicato la lista dei dieci film più attesi dai suoi utenti. Nei primi dieci, che andavano da Superman e Dragon Trainer, l’unico a non essere un seguito o un remake era la versione cinematografica del videogioco Minecraft.
In Italia ovviamente la cosa è infattibile. E infatti, dalla serie Django al remake di Altrimenti ci arrabbiamo!, non funziona quasi mai. Però ricordiamo come per decenni, ostinatamente, i fratelli Vanzina avessero fatto qualcosa del genere, in una logica, in fondo, più “d’autore” che industriale. Campioni di cinema nostalgico dai tempi di Sapore di mare, negli ultimi vent’anni hanno cercato periodicamente rifugio nel cinema dei padri, in un eterno remake o seguito: Febbre da cavallo - La mandrakata, Il ritorno del Monnezza, Eccezzziunale veramente - Capitolo secondo... me, 2061 - Un anno eccezionale, Sotto il vestito niente - L’ultima sfilata. Quel che negli Stati Uniti è una questione di marketing, in Italia è il rimpianto per un’epoca d’oro del cinema, alto o basso.
E per restare all’Italia, il povero Mel Brooks, 99 anni, forse non sa che il nostro Paese è l’unico in cui il suo spot tecnicamente è sbagliato. Perché pochi se ne ricordano ma un Balle spaziali 2 era già uscito nelle sale italiane a ridosso del primo, nel 1989. In originale si chiamava Martians, Go Home!, era tratto da un romanzo di Fredric Brown, e col film di Brooks non aveva niente a che vedere. Il titolo italiano era semplicemente un disinvolto trucchetto dei distributori. Ma chissà: Mel, maestro di parodie assurde e demenziali, magari apprezzerebbe.