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Scott Walker e la sua guerra dall’interno al sistema del pop

La copertina del 45 giri Deadlier than the Male/Archangel (1966) dei Walker Brothers. Nonostante il nome non erano neanche parenti 

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La canzone della settimana è “Archangel” dei Walker Brothers
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Questi erano una sorta di tritatutto della canzone. Nel repertorio dei Walker Brothers,il trio di Los Angeles attivo negli anni Sessanta e Settanta, c’è di tutto: pop, country, soul, folk, rock, psichedelia, canzone d’autore, standard. Non c’era molto spazio per la musica americana nelle classifiche, durante la British Invasion, così i discografici tentarono una serie di “furbate” per raggirare gli ascoltatori: fecero credere che fossero fratelli (in realtà non erano neanche parenti) e, vista la reazione positiva del pubblico britannico, che fossero inglesi.

Fecero anche sforzi enormi per dividere equamente le responsabilità dei tre, ben sapendo che l’unico genio era Scott Walker (1943-2019), neo-crooner dal timbro tenebroso che ha trascinato un gruppo di canzonettari nell’Olimpo delle…

Questi erano una sorta di tritatutto della canzone. Nel repertorio dei Walker Brothers,il trio di Los Angeles attivo negli anni Sessanta e Settanta, c’è di tutto: pop, country, soul, folk, rock, psichedelia, canzone d’autore, standard. Non c’era molto spazio per la musica americana nelle classifiche, durante la British Invasion, così i discografici tentarono una serie di “furbate” per raggirare gli ascoltatori: fecero credere che fossero fratelli (in realtà non erano neanche parenti) e, vista la reazione positiva del pubblico britannico, che fossero inglesi.

Fecero anche sforzi enormi per dividere equamente le responsabilità dei tre, ben sapendo che l’unico genio era Scott Walker (1943-2019), neo-crooner dal timbro tenebroso che ha trascinato un gruppo di canzonettari nell’Olimpo delle cult-band (grazie anche alla credibilità della successiva carriera solistica, ispirata da Jacques Brel, ma anche parecchio dark e avant-garde; il regista Brady Corbet ha dedicato il suo The Brutalist alla memoria di Scott Walker). Di lui abbiamo già parlato in questa rubrica: come crooner, il trait d’union tra Frank Sinatra e il David Bowie di Wild Is The Wind (in realtà, già all’epoca di Ziggy Stardust, Bowie cantava My Death e Amsterdam, cover di Brel che Walker aveva interpretato in inglese; anche Leonard Cohen, Morrissey e Thom Yorke si sono inchinati alla sua voce maestosa).

All’epoca, i discografici erano incantati dalla voce di Scott ma anche spaventati dalle sue smanie di compositore e interprete inquietante. Così, una canzone meravigliosa come Archangel fu confinata come B-Side del singolo Deadlier than the Male – siamo all’epoca di Portrait,il secondo album dei Walker Brothers, 1966. È un brano solenne, introdotto da un organo di chiesa e suggestivamente sovrastato dal baritono dark e imponente di Scott che già, dall’interno,stava dichiarando guerra alle banalità del pop.

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