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I gialli dell’estate/4: Tutto il mondo è thriller

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Le recensioni dallo Speciale del Venerdì
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Gli assassini dell’alba di Michel Bussi, Edizioni e/o, 384 pagine, 18,50 euro, traduzione di Alberto Bracci Testasecca

Jacob Santamaria si è immerso nelle profondità del Grand Cul-de-sac tra mangrovie che sembrano camminare sull’acqua, cernie e pesci pagliaccio. Nuota sereno e immagina i bungalow che potrà costruire tra gli alberi della riserva naturale, ma una fiocinata interrompe per sempre i sogni immobiliari del ricco costruttore. Inizia con un omicidio subacqueo alla Guadalupa l’ultimo romanzo di Michel Bussi, vendutissimo autore di gialli francese. Bussi però non si limita a paesaggi da cartolina, spiagge da paradiso tropicale, fondali variopinti e fitte foreste: omicidio dopo omicidio fa scoprire luoghi e monumenti densi di una storia spesso ignorata dai turisti di passaggio nell’isola francese delle Antille. Una terra ancora segnata da schiavismo e colonizzazione, traumi del passato poco metabolizzati che si ripercuotono nelle tensioni sociali del presente. Sfaccettature di un…

Gli assassini dell’alba di Michel Bussi, Edizioni e/o, 384 pagine, 18,50 euro, traduzione di Alberto Bracci Testasecca

Jacob Santamaria si è immerso nelle profondità del Grand Cul-de-sac tra mangrovie che sembrano camminare sull’acqua, cernie e pesci pagliaccio. Nuota sereno e immagina i bungalow che potrà costruire tra gli alberi della riserva naturale, ma una fiocinata interrompe per sempre i sogni immobiliari del ricco costruttore. Inizia con un omicidio subacqueo alla Guadalupa l’ultimo romanzo di Michel Bussi, vendutissimo autore di gialli francese. Bussi però non si limita a paesaggi da cartolina, spiagge da paradiso tropicale, fondali variopinti e fitte foreste: omicidio dopo omicidio fa scoprire luoghi e monumenti densi di una storia spesso ignorata dai turisti di passaggio nell’isola francese delle Antille. Una terra ancora segnata da schiavismo e colonizzazione, traumi del passato poco metabolizzati che si ripercuotono nelle tensioni sociali del presente. Sfaccettature di una società sull’orlo della rivolta che lo scrittore esplora attraverso la personalità di ogni personaggio: il sottoprefetto delle élite catapultato in un luogo di cui non capisce le dinamiche, il biondo comandante Valéric Kancel, figlio di genitori meticci, il capitano di polizia di colore e gay fidanzato con un pompiere della minoranza bianca discendente dai piantatori di canna da zucchero, la giornalista engagée e le predizioni magiche del vecchio Evariste (legge davvero nel futuro?). Mentre la scrittura di Bussi incalza, a tratti ironica, ci si interroga su chi sia l’omicida seriale, si sospetta, ma le teorie cascano una dopo l’altra fino all’epilogo. (Silvia Luperini)

Il capro espiatorio di Daphne du Maurier, il Saggiatore, 480 pagine, 19 euro, traduzione di Bruno Oddera

Non capita tutti i giorni di trovarsi faccia a faccia con il proprio io. A John, professore inglese, succede nel bar della stazione di Le Mans, sulla strada di ritorno dalle vacanze, in un momento della vita in cui un senso di vuoto e di sconforto lo pervade. Incastrato da una somiglianza fisica stupefacente, si spoglia della sua identità per assumere i panni del nobile francese Jean de Gué. Entra nella sua dimora di Saint-Gilles, prende il suo posto nelle relazioni e negli affari di famiglia. Si muove tra bluff e intuizioni felici rendendosi così credibile che solo il cane sospetta di lui. È consapevole, fin da subito, del ruolo che gli spetta nella recita: quello del capro espiatorio. Ci sono un castello, una vetreria sull’orlo del fallimento, un omicidio del passato e una morte misteriosa in questo thriller psicologico firmato nel 1957 da Daphne du Maurier e ora ripubblicato dal Saggiatore. Entriamo nella storia insieme al protagonista ed è proprio questo il congegno narrativo che tiene incollati alle pagine: ricomponiamo insieme i tasselli di una nuova vita, ci troviamo con lui ad affrontare situazioni inattese, ne condividiamo stupore e sconcerto, e mentre ragioniamo su come reagire siamo messi a conoscenza della soluzione da lui individuata. “Pensi che sarebbe più facile essere qualcun altro?” gli chiede la figlia acquisita nella sua nuova identità di Monsieur le Comte, bambina dalle doti visionarie. “È proprio quello che vorrei scoprire”, le risponde John/Jean. E noi con lui. (Cinzia Lucchelli)

Mimica di Sebastian Fitzek, Fazi, 348 pagine,19 euro, traduzione di Elisa Ronchi

Nella mutevole luce dei nostri occhi c’è tutto il teatro delle nostre emozioni: amore, terrore, follia, malizia, disperazione, umorismo, desiderio, odio… Ma i sentimenti, si sa, nella vita non sono tutto, come i killer che spopolano nella fiction, pur se ormai un po’ sbiaditi al cospetto dei tanti, efferati capi di Stato di questo mondo, non si stancano di ricordarci: e così, oltre ai romantici, c’è chi legge le espressioni e i movimenti per lavoro, magari per scoprire se qualcuno mente. Sebastian Fitzek si immerge in questa agenzia di informazioni a nastro continuo che è il volto umano, e con esso il corpo tutto, nel quale si possono trovare le notizie come su un giornale, se solo se ne possiede la chiave d’accesso: il suo nuovo romanzo è scritto con la consulenza di Dirk Eilert, studioso di mimica facciale, una scienza che ha già offerto diversi spunti al filone del thriller. Il “caso” (spaventoso) viene disteso sulle pagine per frammenti, come un puzzle: una madre ha sterminato la famiglia, e dopo essere evasa dal carcere cerca l’unico figlio sopravvissuto: per ucciderlo e completare con zelo la sua opera? Forse. La protagonista è appunto un’esperta di mimica, e si trova coinvolta nella vicenda su cui indaga fino a diventarne improvvisamente il centro. Questo slittamento (verso l’abisso) trascina con sé il lettore al ritmo sincopato di capitoli brevissimi e volitanti, fino alla scoperta che a essere sotto la lente d’ingrandimento, qui, non era un pazzo assassino. Era proprio lui, il lettore. E Fitzek vorrebbe vedere che faccia ha, arrivato all’ultima pagina. (Gennaro Serio)

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