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La famiglia al microscopio

Nel film di Jianjie Lin, Zu Feng e Guo Keyu sono i genitori di Wei (Lin Muran) (wei) 

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C’è una fantascienza del quotidiano in Breve storia di una famiglia, opera prima di Jianjie Lin, enigmatico psycho thriller con protagonisti due adolescenti non fratelli, Shuo e Wei,e i genitori di Wei. Oggi del resto le adolescenze sono sempre più fantascientifiche e le famiglie sempre più thriller. Il regista è nato in Cina, ha studiato biologia(lo si evince anche dal film) e poi si è diplomato alla Tisch School of the Arts di New York. Prima di tratteggiare la storia, voglio raccomandarvi lo stile visivo di Lin: immagini lucenti che coltivano il mistero, ma ci obbligano al dettaglio. Si produce così una suspense morbosa che ci controlla e ci contagia fino alla fine del film.E oltre. Shuo è un sedicenne elusivo, perspicace, studioso. Non ha una famiglia felice. Wei è un ragazzo estroverso, studia la scherma ma si dedica poco alla scuola. Ha una famiglia benestante che sembra irrigidita da un trauma ridotto al silenzio. Tra Shuo e Wei passa un’inquieta energia: si attraggono, resping…

C’è una fantascienza del quotidiano in Breve storia di una famiglia, opera prima di Jianjie Lin, enigmatico psycho thriller con protagonisti due adolescenti non fratelli, Shuo e Wei,e i genitori di Wei. Oggi del resto le adolescenze sono sempre più fantascientifiche e le famiglie sempre più thriller. Il regista è nato in Cina, ha studiato biologia(lo si evince anche dal film) e poi si è diplomato alla Tisch School of the Arts di New York. Prima di tratteggiare la storia, voglio raccomandarvi lo stile visivo di Lin: immagini lucenti che coltivano il mistero, ma ci obbligano al dettaglio. Si produce così una suspense morbosa che ci controlla e ci contagia fino alla fine del film.E oltre. Shuo è un sedicenne elusivo, perspicace, studioso. Non ha una famiglia felice. Wei è un ragazzo estroverso, studia la scherma ma si dedica poco alla scuola. Ha una famiglia benestante che sembra irrigidita da un trauma ridotto al silenzio. Tra Shuo e Wei passa un’inquieta energia: si attraggono, respingono, rispecchiano, invidiano. Shuo è spesso a casa di Wei,dove germogliano affinità elettive e galleggiano ritorni del rimosso. L’atmosfera si infiamma e si congela, qualcuno mente o forse ha la sua verità. I corpi non si toccano e gli abiti sono immacolati (attenzione al percorso cromatico di Shuo), ma sulla glassa bianca della torta finirà uno schizzo di sangue. È una Cina silenziosa, fatta di non luoghi: scuole, ospedali, uffici. Solo la casa sembra avere una storia, molto privata eppure collettiva. Una storia talmente sospesa nel tempo da apparire una fiaba orientale che viene dall’impero del ghiaccio. Nella casa ogni tanto risuonano le note di Bach. La famiglia è guardata al microscopio, come dentro un vetrino: è un liquido inerte, una cellula che si trasforma, l’intreccio vermiglio di vasi sanguigni. Mentre microcosmo e macrocosmo si riflettono.

Sul Venerdì dell’8 agosto 2025

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