Gentile Giannini, il governo italiano ha sprecato fino ad oggi 75 milioni di euro per il ridicolo, vergognoso progetto “migranti in Albania”. D’altro canto, ci si indigna per le spese di riarmo contro un pericolo reale e incombente. È sacrosanto che abbiamo bisogno di scuole e ospedali più efficienti, collegamenti ferroviari, stipendi decenti e qui mi fermo altrimenti non basterebbe tutto il Venerdì. Purtroppo questa classe dirigente l’abbiamo votata noi, ma adesso che cosa possiamo fare (oltre che imprecare e sperare che siano tutti inghiottiti dalla Geenna)?
Stefania Cavallucci (Casale Monferrato)
Cara Cavallucci, è agosto, tempo di sbarchi. E - al di là dell’incalcolabile prezzo etico pagato dall’Italia - il costo economico del folle Progetto Albania ce l’ha illustrato il rapporto ActionAid-Università di Bari: 114 mila euro al giorno, per tenere in gabbia (per soli 5 giorni) 20 migranti tra ottobre e dicembre 2024. Il più caro, inumano e inutile strumento nella storia delle politic…
Gentile Giannini, il governo italiano ha sprecato fino ad oggi 75 milioni di euro per il ridicolo, vergognoso progetto “migranti in Albania”. D’altro canto, ci si indigna per le spese di riarmo contro un pericolo reale e incombente. È sacrosanto che abbiamo bisogno di scuole e ospedali più efficienti, collegamenti ferroviari, stipendi decenti e qui mi fermo altrimenti non basterebbe tutto il Venerdì. Purtroppo questa classe dirigente l’abbiamo votata noi, ma adesso che cosa possiamo fare (oltre che imprecare e sperare che siano tutti inghiottiti dalla Geenna)?
Stefania Cavallucci (Casale Monferrato)
Cara Cavallucci, è agosto, tempo di sbarchi. E - al di là dell’incalcolabile prezzo etico pagato dall’Italia - il costo economico del folle Progetto Albania ce l’ha illustrato il rapporto ActionAid-Università di Bari: 114 mila euro al giorno, per tenere in gabbia (per soli 5 giorni) 20 migranti tra ottobre e dicembre 2024. Il più caro, inumano e inutile strumento nella storia delle politiche migratorie di questo Paese. Sulle spese militari, stessa follia. Per far felice Paparino Trump compreremo armi americane per 40 miliardi l’anno, e chiameremo questa spesa allegra “difesa europea”: ma quello che mi indigna di più è che - dopo aver rifiutato testardamente da tre anni i 36 miliardi di prestito del Mes sanitario – ora il governo senza colpo ferire dice sì al prestito Safe da 15 miliardi per gli armamenti. Ospedali no, cannoni sì. Questione di priorità. Lei dice: “Che possiamo fare? Li abbiamo votati noi…”. Mi consenta (come diceva la buonanima del Cav): noi chi?
Il cerchiobottismo di Meloni
sullo Stato palestinese
Caro Massimo, il presidente francese Macron ha annunciato che riconoscerà lo Stato palestinese, come già fatto precedentemente da altri Paesi europei. Meloni si discosta, dicendo che non è il tempo e che farlo ora è controproducente. Su questo tema si leggono opinioni discordanti, c’è chi lo ritiene un passo in avanti necessario, anche se non porterà subito alla pace, e chi lo classifica come un puro atto simbolico (anche se tanto simbolico non mi sembra viste le immediate prese di posizione e reazioni di Trump e Netanyahu nei confronti di Macron). Forse avere una posizione di cerchiobottismo serve a non infastidire Israele tutelando interessi e scambi commerciali (forniture di armamenti) ed anche per tacitare quanto di illecito è venuto a galla sul caso Paragon? Parafrasando Andreotti: a pensare male si pecca, ma spesso ci si azzecca.
Stefano Mazzanti Casalguidi (Pistoia)
Caro Stefano, ormai quasi tutte le nazioni più importanti stanno procedendo al riconoscimento dello Stato palestinese. Dopo la Francia, si accodano anche Gran Bretagna e Germania, che si aggiungono ai Paesi europei che già l’avevano fatto nei mesi scorsi, a partire dalla Spagna fino ad arrivare all’Irlanda. L’Italia resiste, per le ragioni che lei ricorda, e che io stesso avevo scritto su Repubblica il 26 luglio scorso: vassallaggio diplomatico verso Trump e Netanyahu, vantaggio economico nell’interscambio commerciale su difesa e tecnologia. Non so se c’entra anche lo scandalo Paragon: so però che l’8 marzo 2023 il governo ha dato in appalto la cybersecurity italiana a Israele. Nel silenzio generale. Penso troppo male?
L’orribile riforma
che taglia i senatori a vita
Caro Massimo, la riforma costituzionale del premierato prevede l’abolizione dei senatori a vita. A 45 anni dalla tragedia di Ustica credo invece che i senatori a vita dovrebbero avere una presenza in più: quella di Daria Bonfietti, che ha perso il fratello quel 27 giugno del 1980, ed è presidente dell’Associazione parenti delle vittime. È stata sempre guidata da una stella polare: il ripristino della giustizia e dello Stato di diritto… Scriveva Eschilo che la verità è la prima vittima della guerra: purtroppo sappiamo che può esserlo anche in tempo di pace.
Daniele Piccinini
Caro Daniele, il premierato è un orribile Frankenstein, inventato dal governo Meloni per blindare il suo potere e manomettere il patto costituzionale. Non so se quella pseudo-riforma, varata dal Senato e ora all’esame della Camera, vedrà mai la luce. Mancano altri tre passaggi in Parlamento e un referendum confermativo. Ma so che sarebbe uno stravolgimento della nostra democrazia, e da cittadino sarei felice se finisse sommersa dai no, come accadde a Berlusconi nel 2006 e a Renzi nel 2016. Tra le tante nefandezze di quel testo c’è l’abolizione dei senatori a vita. Anche quella risponde a un obiettivo preciso: militarizzare il Parlamento, evitando che vi entrino figure al servizio del Paese e non della maggioranza di turno. Oggi, per Costituzione, sono senatori a vita di diritto gli ex presidenti della Repubblica, ma il Capo dello Stato può nominarne cinque tra i “cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti”. In passato, furono senatori a vita Carlo Bo e Norberto Bobbio. Oggi lo sono Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia e Liliana Segre. Per ora il Quirinale non può nominarne altri. Per il futuro, caro Daniele, non speri nella sua “candidata”: non so chi verrà dopo Mattarella, ma se il suo successore fosse espressione dell’attuale coalizione (dio non voglia), non credo che sceglierebbe Daria Bonfietti. Questa destra, con le stragi del passato, ha ancora troppi scheletri nell’armadio.
Bocchino parla in tv?
E io tolgo l’audio
Caro Massimo, io ho risolto il problema di Italo Bocchino ospite dalla Gruber: semplicemente, quando parla lui, io tolgo l’audio!
Marina Crepas
Cara Marina, la presenza a Otto e mezzo di Bocchino, volto e voce della destra al comando, è ormai quasi un tormentone estivo. Capisco che per l’elettorato progressista risulti sgradito, ma trovo sbagliato “silenziarlo”. Intanto – benché a volte risulti sprezzante, come quando ha offeso la memoria di Michela Murgia – è assai più preparato della media (penosa e ignominiosa) dei Fratelli d’Italia. E poi, per me, vale sempre la lezione erroneamente attribuita a Voltaire: non condivido niente di quello che dici, ma mi batterò fino alla morte perché tu possa dirlo.