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Natalia Aspesi: io complice degli aguzzini?

Illustrazione di Mojmir Jezek 
QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE Ogni settimana la risposta alle lettere dei lettori
4 minuti di lettura

Non che abbia una qualche importanza, sono soltanto una lettrice del giornale, ma ho deciso di non rinnovare (dopo oltre 10 anni) il mio abbonamento alla Repubblica, per le scandalose posizioni di voi tutti redattori e degli altri di un certo peso, filoisraeliane e filoamericane. Anche chi tace, o chi tratta con ridicoli distinguo la tragedia umana più grande di questo sciagurato secolo è complice degli aguzzini. Non entrerò nei dettagli, siete tutti abbastanza intelligenti e acculturati da comprendere le mie accuse. Sono scandalizzata, questo è quanto e non voglio contribuire nemmeno con un centesimo a questa testata.Tiziana de Novellis, medico, Napoli

Gentile signora, deve esserci un po’di confusione nel suo editto nei confronti de la Repubblica, l’unico quotidiano di centrosinistra che può trovare in edicola. Lei ha deciso di non acquistarlo più per “voi tutti redattori filoisraeliani e filoamericani”. Secondo lei anche io sono complice degli aguzzini? Questo è un giornale, mai con Netanyahu e con Trump, ma essendo un quotidiano deve dare tutte le notizie, comprese quelle che per lei appaiono addirittura orribili. E per esempio non ha letto l’ultimo Serra che parla di Trump come di un pazzo? Questo giornale avrebbe bisogno di lei, ma con dolore ne farà a meno perché qui c’è proprio la voglia di non capire. Certo, mi piacerebbe sapere quale abbecedario lei ha trovato tipico degli aguzzini. Poi mi chiedo: ma la gentile signora forse non si è accorta che esiste una autentica guerra in Ucraina, dove muoiono migliaia di giovani soldati e senza sapere il perché, visto che l’orribile Putin ha dichiarato la guerra senza ragione, senza chiedere il permesso ad altri stupidari, tipo il Trump?

Che schiavitù per le donne apparire sempre perfette

Gentile Natalia, viviamo in una società nella quale il mercato della cosmesi ci vende il claim che noi valiamo, ci sprona a tirare fuori il nostro potenziale con il trucco, con la cura dei capelli e della pelle, con la nostra immagine estetica. La bellezza è un grande bacino per il business. E per noi donne, purtroppo, una grande schiavitù. Non siamo tutte belle, purtroppo,ma tutte ugualmente schiave di una società che ci vuole con i capelli in ordine con la tinta sempre fresca, con una forma fisica adeguata, con la pelle e le mani curate, il trucco al viso, un look adeguato. Posso dire che è una fatica? Non trova che questa ossessione nei confronti della bellezza non sia affatto richiesta all’uomo? L’uomo la mattina si alza, va in doccia, si mette l’abito ed è pronto per andare in ufficio. Io non posso fare altrettanto e la cosa mi infastidisce. Lei mi dirà che posso sicuramente farlo,e in effetti ci sono donne che fanno esattamente così, ma qual è il prezzo da pagare? Meno considerazione, più giudizi, maggiore distanza sociale. Non trova? Un cordiale saluto.
Giuliana Ranaldi

Prima cosa: i capelli, oggi, devono essere lunghi e soprattutto molto lunghi. In più, lo vedo dalla pubblicità,ci sono veri e propri “artisti del pettine” che con grande severità acconciano i lunghi capelli in modo che siano molto spettinati. Se le capita di guardare per esempio il vociferante Parlamento, vedrà le nostre bravissime onorevoli, anche talvolta stupidine, che gridano come pazze, contro questo e quello, riuscendo purtroppo a far approvare, per via della maggioranza, anche orrende cose che piacciono a tutti, soprattutto alla gentile signora Meloni. Quanto poi agli uomini, mi spiace signora, persino i non gay vanno nelle palestre e si affollano nelle più sofisticate. Quale è il prezzo da pagare si chiede lei: non lo so esattamente, ma credo che nel Pleistocene le donne già si truccavano. Magari con il carbone.

Mai pensato di dormire separato da mia moglie

Sono un suo fedele lettore da molti anni e le auguro di cuore di trascorrere in salute e lucidità di mente gli anni che la separano da quel termine che a tutti noi è imposto dalla Natura. Ho 82 anni: mia moglie ed io abbiamo felicemente vissuto insieme 52 anni di matrimonio dopo nove di fidanzamento. Purtroppo la compagna di una vita mi ha lasciato a settembre dello scorso anno e il vuoto in cui sono costretto a vivere è incolmabile, nonostante l’affetto di figli, nipoti, consuoceri e amici. L’immagine di mia moglie è costantemente presente ai miei occhi e soprattutto al mio cuore in tutti i momenti della giornata, soprattutto la sera e di notte. Ho letto sempre con particolare attenzione le lettere riguardanti il sesso fra anziani e l’uso del “lettone”. Posso assicurare che, per mia esperienza, la passione non si estingue con gli anni se ci sono autentico affetto e comprensione reciproci e che io e mia moglie abbiamo continuato ad amarci, anche fisicamente, fino alla sua improvvisa scomparsa. Quanto al dormire separati, non ci ha mai sfiorato l’idea, neanche lontanamente, perché anzi era nostra abitudine addormentarci abbracciati, e mi rispecchio pienamente nelle parole conclusive della lettera della signora Lontani, pubblicata sul Venerdì del 25 luglio, che mi ha commosso perché vi ho ritrovato quell’affetto per il coniuge che ha sempre contraddistinto l’unione con mia moglie, pur nelle alterne vicende della vita. La saluto cordialmente,
Franco Fiamberti

Provo una grande dolcezza nel sentirmi parte anche io delle vostre vite, di quell’essere diventati grandi, quasi vecchi o vecchi. Le nostre vite sono fuggite e di voi ex ragazzi non sono rimasti che i ricordi. Eppure lei e tanti altri uomini hanno la vita magari importante, ma non dimenticano il “lettone”, il bel luogo dove vivere con lei, sempre abbracciati, sino alla fine. Poi capita che chi riempiva il nostro letto se ne è andato e ci lascia soli, senza avere più il conforto, o l’amore, di chi per tanti anni ha condiviso con noi la gioia e le difficoltà di vivere insieme. Sua moglie e lei avete vissuto, amandovi sino alla sua scomparsa, e lei pensando al vostro lettone ha il ricordo del vostro dormire sempre abbracciati. Lei si è ritrovato nella bella lettera della signora che ha perduto il compagno di una vita da poco e ha voluto parlarmi del suo uomo e del piacere di ricordare proprio il gran lettone dove dormiva con lui, sempre abbracciati. Quando io ho cominciato a scrivere questa rubrica tanti anni fa, ricordo che le lettere, le più belle, erano di donne che si lamentavano della fuga degli uomini che rincorrevano fanciulle e poi si innamoravano e in un baleno cambiavano moglie. Poi le mogli rimaste sole ne scoprivano i vantaggi, e più avanti invecchiando si ritrovavano sempre più forti e capaci, pronte a essere tutto, compresa la premier. Devo dire che ormai anche le signore che scrivono alla rubrica sono soprattutto nonne e bisnonne, impegnate nel loro lavoro importante. Credo che al lettone e ai suoi abbracci non ci pensino più.

Sul Venerdì dell’8 agosto 2025

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