Nei primi giorni di vacanze che mi è riuscito di prendermi da molto tempo, ho aperto un romanzo uscito da poche settimane, che per qualche motivo ha scavalcato tutti gli altri libri in lista d’attesa da mesi. È il primo romanzo dello scrittore e libraio inglese Oliver Darkshire, s’intitola Isabella Nagg e il vaso di basilico, (Mercurio, 300 pagine, 20 euro, trad. di Marta Olivi). Non leggevo letteratura fantastica da molti anni, ma per qualche motivo sentivo un bisogno irrefrenabile di avere a che fare con stregoni e incantesimi. Soltanto nelle prime pagine si incontra uno stregone dall’età indefinita di nome Bagdemagus che parla col suo gatto, vorrebbe andare in pensione, e cerca ricordi e incantesimi nel suo caotico palazzo della memoria; ma anche un coltivatore di mandragore, piante velenose vendute una volta all’anno allo stregone di cui sopra. E poi Isabella, la moglie del coltivatore di mandragore, che “collezionava talee e margotte di qualsiasi pianta e, determinata a trovare a…
Nei primi giorni di vacanze che mi è riuscito di prendermi da molto tempo, ho aperto un romanzo uscito da poche settimane, che per qualche motivo ha scavalcato tutti gli altri libri in lista d’attesa da mesi. È il primo romanzo dello scrittore e libraio inglese Oliver Darkshire, s’intitola Isabella Nagg e il vaso di basilico, (Mercurio, 300 pagine, 20 euro, trad. di Marta Olivi). Non leggevo letteratura fantastica da molti anni, ma per qualche motivo sentivo un bisogno irrefrenabile di avere a che fare con stregoni e incantesimi. Soltanto nelle prime pagine si incontra uno stregone dall’età indefinita di nome Bagdemagus che parla col suo gatto, vorrebbe andare in pensione, e cerca ricordi e incantesimi nel suo caotico palazzo della memoria; ma anche un coltivatore di mandragore, piante velenose vendute una volta all’anno allo stregone di cui sopra. E poi Isabella, la moglie del coltivatore di mandragore, che “collezionava talee e margotte di qualsiasi pianta e, determinata a trovare a ciascuna un posto, le alloggiava in tutta una serie di sconvenienti contenitori, quali la vasca da bagno e i vasi da notte. La maggior parte di questi esperimenti sopravviveva per qualche settimana appena, poiché la signora Nagg tendeva ad accessi di un affetto soffocante e affogante che le avrebbe garantito una brillante carriera come inquisitrice. L’unica eccezione era costituita dalla sua pianta di basilico, che invece prosperava in condizioni così ostili che avrebbero dovuto ucciderla più e più volte. (…) Il signor Nagg odiava quella pianta quasi quanto odiava lo stufato che sua moglie preparava ogni sera”.
Che cosa serve
Per due persone: come contorno 1 mazzetto di basilico (meglio se porpora), a foglie piccole; 80g di un’insalata a foglie piccole (rucola, valeriana, songino); olio, sale e succo di limone
Come procedere
Per tutta una serie di motivi ci serviamo del basilico per due soli scopi: come decorazione e per fare il pesto. D’estate il basilico è straordinario, ed è a tutti gli effetti un ingrediente. Sfogliate il basilico con le mani scartando i rametti. Lavatelo velocemente, lavate anche l’insalata e asciugate entrambi con un panno pulito.