A Ferragosto si gironzola sulle piattaforme alla ricerca di film mancati durante l’anno. Su MYmovies sono contento di trovare (era uscito in aprile) La gazza ladra di Robert Guédiguian, che ci delizia sempre con commedie sociali tra Éric Rohmer e Ken Loach.
Ritrovare i suoi attori di sempre e il sorriso della moglie Ariane Ascaride mi fa sentire a casa, anzi nel suo quartiere, L’Estaq di Marsiglia, tra il mare e la ferrovia. Dove aveva ambientato il mitico Marius e Jeannette (era il 1997) e questa volta fa vivere Maria, il marito Bruno dal cuore buono, la figlia cassiera, il genero camionista, il promettente Nicolas, nipotino pianista.
I soldi non bastano, la pensione è ridicola e Bruno non fa che debiti al tavolo da gioco. Maria s’inventa domestica e badante nelle case di un giro di anziani: chi è svanito, chi è malato, chi è solo. Lei li aiuta davvero, li ascolta, li nutre, li sostiene. E li deruba. Non tanto, giusto per arrotondare. E senza sentirsi in colpa. Loro non se ne accorgo…
A Ferragosto si gironzola sulle piattaforme alla ricerca di film mancati durante l’anno. Su MYmovies sono contento di trovare (era uscito in aprile) La gazza ladra di Robert Guédiguian, che ci delizia sempre con commedie sociali tra Éric Rohmer e Ken Loach.
Ritrovare i suoi attori di sempre e il sorriso della moglie Ariane Ascaride mi fa sentire a casa, anzi nel suo quartiere, L’Estaq di Marsiglia, tra il mare e la ferrovia. Dove aveva ambientato il mitico Marius e Jeannette (era il 1997) e questa volta fa vivere Maria, il marito Bruno dal cuore buono, la figlia cassiera, il genero camionista, il promettente Nicolas, nipotino pianista.
I soldi non bastano, la pensione è ridicola e Bruno non fa che debiti al tavolo da gioco. Maria s’inventa domestica e badante nelle case di un giro di anziani: chi è svanito, chi è malato, chi è solo. Lei li aiuta davvero, li ascolta, li nutre, li sostiene. E li deruba. Non tanto, giusto per arrotondare. E senza sentirsi in colpa. Loro non se ne accorgono e le vogliono bene.
È che Maria non vuole rassegnarsi al grigiore e ancor meno rinunciare al piacere: un piatto di ostriche, una camicetta colorata. Ma soprattutto deve provvedere all’affitto del pianoforte e al costo delle lezioni per Nicolas. Negli auricolari ascolta il suo mito, Arthur Rubinstein.
Maria è così, vive il presente e l’appagamento. Scrupolosamente, come tutto quel che fa. Proprio come Guédiguian, che gira una favola avventurosa e lieve sul diritto al piacere, istantanee di socialismo francese con la vista sul mare.
La gazza ladra è un concertino rossiniano di innamoramenti e sconfitte che ci lascia incantati di fronte alla necessità e alla grazia di cose altrimenti riprovevoli: il furto e i tradimenti. Un film leggero e luminoso, rotondo e prezioso come le perle che non si trovano nelle ostriche marsigliesi.