Mancano poche ore all'incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin in una base militare di Anchorage, in Alaska. La scelta della location non poteva essere più simbolica: l'Alaska fu colonizzata dai russi e poi venduta agli Stati Uniti nel 1867; è il punto in cui i due imperi sono più vicini; e soprattutto è lontana, lontanissima dall'Ucraina, dall'Europa e dal resto del mondo, come quei casolari di campagna che i boss scelgono per poter trattare, finalmente, tra gente che conta davvero. Insomma a Anchorage Donald gioca in casa, ma in un certo senso pure Vlad, visto che l'americano tra Alaska e Russia si confonde spesso.
Il vertice poteva essere ancora più spettacolare se i due avessero scelto di vedersi alle Isole Diomede, proprio in mezzo allo Stretto di Bering. A sinistra (ovest) l'estremo oriente russo e la Grande Diomede; a destra (est) la Piccola Diomede e l'Alaska; in mezzo un braccio di mare di meno di quattro chilometri, dove passa la frontiera tra i due Paesi, quella tra Asia e America, e anche la linea del cambiamento di data, per cui mentre ad Anchorage (e sulla Piccola Diomede) sarà ancora venerdì, sulla Grande Diomede (e nelle zone più orientali della Russia) sarà già sabato.
Certo sarebbe stato un incontro un po' difficile dal punto di vista logistico, perché l'unico centro abitato dell'arcipelago è un villaggio di circa 80 abitanti sulla Piccola Diomede (quindi in territorio americano). Si chiama, con poca fantasia, Diomede, e si trova sulla costa ovest dell'isola, ma la foto satellitare mostrata da Google Maps lo ritrae presumibilmente in pieno inverno, quando anche il mare è imprigionato dai ghiacci, un'immagine molto suggestiva e molto inquietante. La Grande Diomede invece è disabitata, salvo una stazione meteorologica e una base delle guardie di frontiera russe; la popolazione nativa fu deportata sulla terraferma durante la Guerra Fredda. All'epoca il braccio di mare tra le due isole era detto "la cortina di ghiaccio"; solo nell'agosto 1987 un'atleta americana, Lynne Cox, lo attraversò per la prima volta, nuotando per più di due ore nell'acqua gelida (6-7 gradi). Pochi mesi dopo, firmando alla Casa Bianca un trattato sulla limitazione delle armi nucleari, Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov si congratularono con lei. Ma erano altri tempi, quando gli incontri cordiali tra il presidente americano e quello russo suscitavano solo speranze, e non brividi lungo la schiena.
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