✕

“Mamma quanto sei cringe”

Le Blackpink sono un gruppo K-pop sudcoreano composto dalle cantanti e rapper Jisoo, Jennie, Rosé e Lisa, molto amate dalle giovanissime. Getty Images 

Ascolta l'audio

Me lo hanno detto i miei figli al concerto delle Blackpink. Ma va benissimo anche così
2 minuti di lettura

E’ stata un’estate di concerti genitori-figli. Mi raccontano di quelli di Achille Lauro o Cesare Cremonini in cui madri svenevoli venivano rimproverate da figlie severe. O di quelli di Bruce Springsteen, in cui padri innamorati del mito della frontiera spiegavano ai più giovani che ai loro tempi sì, che esisteva la musica. O la primavera del PalaJova, in cui Lorenzo Cherubini ha fatto cantare e ballare famiglie intere, genitori che si sono innamorati cantandosi Bella o Mi fido di te, figli che “squarciagolano” Estate o Gli immortali, magari con accanto il primo amore.

Il fatto che la musica sia diventata una dimensione più familiare che generazionale, non credo sia una cattiva notizia. Che non esista più solo la nostra musica, quella dei nostri sedici anni, e la loro musica, quella che a noi non s…

E’ stata un’estate di concerti genitori-figli. Mi raccontano di quelli di Achille Lauro o Cesare Cremonini in cui madri svenevoli venivano rimproverate da figlie severe. O di quelli di Bruce Springsteen, in cui padri innamorati del mito della frontiera spiegavano ai più giovani che ai loro tempi sì, che esisteva la musica. O la primavera del PalaJova, in cui Lorenzo Cherubini ha fatto cantare e ballare famiglie intere, genitori che si sono innamorati cantandosi Bella o Mi fido di te, figli che “squarciagolano” Estate o Gli immortali, magari con accanto il primo amore.

Il fatto che la musica sia diventata una dimensione più familiare che generazionale, non credo sia una cattiva notizia. Che non esista più solo la nostra musica, quella dei nostri sedici anni, e la loro musica, quella che a noi non sembra nemmeno tale. Che ci sia un punto di incontro e che venga celebrato in una sera di metropolitana, file, gadget, magliette, dovrebbe farci felici.

Non ho mai condiviso un concerto con i miei genitori, ne ho condivisi un’infinità con i miei figli: da quelli sinfonici a quelli rock, sapendo bene che le occasioni saranno sempre di meno. Che presto vorranno andarci da soli. E che se oso ballare, mi guardano con uno sguardo che dice: “Mamma, che cringe”: intraducibile espressione inglese che mette insieme vergogna e imbarazzo.

Ci sono anche i concerti che io chiamo sacrificali. Quando madri e padri con figli troppo piccoli per andarci da soli sono costretti a scoprire le meraviglie plastificate del pop coreano. Restandone assolutamente immuni, anzi pensando che perfino i Take That e le Spice Girls risultavano – ai loro tempi! – molto più autentici di così.

A quello delle Blackpink, a Milano qualche giorno fa, su un pratone poco adatto all’occasione, ho visto padri tenere sulle spalle bambine di 9 anni che sapevano a memoria tutte le canzoni. Ed altri interrogati: “Allora le riconosci? Lei chi è?”. “Rosé”. “No, Jisoo! E lei?”. “Jennie?”. “No, Lisa”.

Il mio innato istinto bacchettone mi ha fatto chiedere cosa ho fatto di male, di fronte a un’estetica decisamente lolitesca e perfettamente irraggiungibile, con la musica – orecchiabile, divertente, energica – diventata quasi un contorno. Mi sono consolata pensando: “Sono piccole, cresceranno e ribalteranno il modello. Ce le ritroveremo in un attimo dark, contestatrici, ribelli o appassionate di fisica”.

Poi un’amica che era lì, costretta a vestirsi di rosa e di nero, convinta come me che la felicità delle nostre figlie valesse l’impresa, mi ha detto: «Non lo so se ce la facciamo, francamente. Noi siamo troppo noiose, vuoi mettere quella leggerezza?».

E in effetti non lo so nemmeno io, se il modello è un problema o solo un rito di passaggio. So che la musica è sempre stata accusata di fornire modelli sbagliati, e invece – al fondo – è solo un modo di sentire scorrere dentro, con tutte le sue contraddizioni, la vita.

Sul Venerdì del 22 agosto 2025

Leggi i commenti