Belli quei grattacieli, ma non sono per noi
di Natalia AspesiGentile Signora, se si utilizza denaro pubblico in operazioni il cui ritorno in benefici alla collettività appare secondario rispetto ad altre finalità, è lecito che i più svegli ne fiutino l’illecito? Se si fanno passare per rigenerazioni urbanistiche interventi di cementificazione e bitumazione di terreni naturalistici, con aggiunta di cubature e rigenerazione del valore dei suoli. Se si strombazza per riqualificazione di aree dismesse e quartieri sciatti e dormienti il loro stravolgimento secondo omologata modernizzazione hi-tech. Se si evidenziano questi nuovi poli nello skyline delle città con torri avveniristiche che a gara ostentano glamour, segno riconoscibile di archistar e potenza economica dei proprietari. Se si procede in tutto questo in deroga agli strumenti urbanistici, in virtù di poteri speciali che si attribuiscono gli stessi amministratori, e si bypassano i rituali iter approvativi facendo passare, ad esempio, per ristrutturazioni palesi demolizioni e ricostruzioni e…
Gentile Signora, se si utilizza denaro pubblico in operazioni il cui ritorno in benefici alla collettività appare secondario rispetto ad altre finalità, è lecito che i più svegli ne fiutino l’illecito? Se si fanno passare per rigenerazioni urbanistiche interventi di cementificazione e bitumazione di terreni naturalistici, con aggiunta di cubature e rigenerazione del valore dei suoli. Se si strombazza per riqualificazione di aree dismesse e quartieri sciatti e dormienti il loro stravolgimento secondo omologata modernizzazione hi-tech. Se si evidenziano questi nuovi poli nello skyline delle città con torri avveniristiche che a gara ostentano glamour, segno riconoscibile di archistar e potenza economica dei proprietari. Se si procede in tutto questo in deroga agli strumenti urbanistici, in virtù di poteri speciali che si attribuiscono gli stessi amministratori, e si bypassano i rituali iter approvativi facendo passare, ad esempio, per ristrutturazioni palesi demolizioni e ricostruzioni ex novo di edifici che levitano nello spazio e crescono in altezza. Se si costruisce a ridosso di edifici preesistenti oscurandoli, togliendo loro visuali di affaccio e soleggiamento. Se si rimuove l’obbligo di applicare gli standard urbanistici minimi da garantire per legge a ciascun insediato: in tutti questi casi si potrà gridare allo scandalo? Come pure per i tentativi di scoraggiare i vecchi residenti, socialmente depressi, e spingerli a sloggiare ed a lasciare il posto ai nuovi ricchi che sono i veri destinatari delle opere degli archistar, celebrate nelle patinate riviste specialistiche? Lì non potranno stare, per i costi fuori portata, gli studenti e i giovani lavoratori fuori sede, né le giovani coppie che vorrebbero metter su famiglia, men che meno i pensionati.
Adriano Sicari
Si, è vero i nuovi, nuovissimi ricchi sono tanti a Milano. Come lo siano diventati non è difficile saperlo, basta capire da dove viene il denaro. Io so che anche le persone che conosco e che possono anche essere bravi professionisti, oggi il denaro per acquistare la casa magari anche carina non lo hanno più. Il signor Sicari ha ragione, e senza accusare nessuno spiega come è facile cambiare la città. Basta conoscerne i difetti e costruire le nuove case con la grazia delle archistar. In quei grattacieli che a guardarli piacciono molto e ci si dice guarda che belli, ma non sono fatti per noi, non per gli studenti, né per le giovani coppie. A meno che qualcuno ci trovi dei vistosi difetti che possono interessare i magistrati.
La lotta all’antisemitismo
non giustifica il genocidio
Buonasera sig.ra Aspesi. Sono rari i miei interventi sui media... ma la sua risposta alla lettera del 1° agosto mi ha sbigottito ed enormemente disturbato. Come fa a NON condannare, in nome di un giusto spirito non antisemita, la distruzione di un popolo, la devastazione di un territorio, il genocidio in atto in Palestina, dove la gente viene uccisa, oltre che dalle bombe, dalla fame e dagli attacchi ai centri di distribuzione, con il beneplacito dei governi internazionali? Si può condannare Hamas, giustamente, per gli attacchi del 7 ottobre, ma si DEVE condannare quanto per rappresaglia il governo israeliano sta compiendo. A Gaza non sa più chi è il colpevole? Ma come fa a dire questa eresia? Forse non sa quanti siano i colpevoli, oltre Netanyahu folle criminale ai livelli di Hitler? Mi spiace, stavolta Lei è criticabile. Io non sarò mai antisemita per razza, religione, costumi. Non lo sono mai stata. Io sarò antisemita per ciò che essi stessi perpetrano quotidianamente, con l’avallo di sempre meno popolo nazionale, così come sono stata contro l’ideologia nazista, la cultura della razza ariana ed i crimini orribili della Shoah. Nonostante tutto, cordiali saluti.
Fabiola Bertolai
Gentile signora, senta, non so come dirlo, ma questa volta credo, e me ne vergogno, che lei abbia ragione. Non me ne importa di dirlo. Il suo modo di attaccarmi è fatto con vero dolore, come se io l’avessi orribilmente tradita. Parole crudeli ma vere, sentite, come per una offesa inaspettata. Io forse ho sbagliato pensando all’Islam che tiene le palestinesi prigioniere del loro credo, ma adesso quello che è cruciale per loro è salvarsi, loro e i loro bambini. Sono stata superficiale e le chiedo davvero scusa. Se poi adesso gli israeliani intendono davvero “liberare” Gaza dai palestinesi che hanno ormai le loro case fracassate, niente dove vivere, e persino la Meloni preoccupata per la continua strage di civili, chiedendole di nuovo scusa spero dimentichi questo mio guaio.
Napoli, l’America’s Cupe
gli sfollati del bradisismo
Gentile dottoressa Aspesi, mi riferisco alla lettera del mio concittadino R.P. sul Venerdì del 5 giugno. Sono anch’io napoletano e orgoglioso delle bellezze della mia città che non sono certo state riscoperte adesso con l’America’s Cup. Volevo solo far presente che questa America’ s Cup presenta anche dei lati oscuri. Infatti, si svolgerà anche nelle acque del quartiere Bagnoli, devastato dal bradisismo che va avanti da due anni. Molte famiglie sono sfollate, e il comune non ha ancora provveduto a una sistemazione, finora solo promesse ma aiuti concreti zero. Sembra un po’ uno schiaffo al destino di queste persone andare a fare una manifestazione sportiva di gran lusso proprio davanti a quelle case non più abitabili. Inoltre delle intenzioni del sindaco in quello specchio d’acqua ci sarebbe la costruzione di un collettore fognario, che al momento non è stato nemmeno progettato, figuriamoci se potrà essere realizzato da qui a due anni. Nella malaugurata ipotesi che non dovesse funzionare ci troveremo una chiazza marrone disgustosa mostrata in mondovisione, ma sicuramente funzionerà tutto per quel periodo, salvo poi lasciare i cittadini, a manifestazione terminata, con i loro disagi e i loro problemi non risolti. Tra l’altro non è la prima volta che questo evento si affaccia nel golfo di Napoli: già nel 2013, con una città appena uscita dall’emergenza rifiuti grazie all’opera efficace dell’allora sindaco De Magistris, c’erano state le gare preliminari della stessa coppa America. Quindi l’idea non è nuovissima. È un paradosso che si possa fare una regata velica in un luogo dove non ci si può fare il bagno, dove non si può nuotare.
Lettera firmata
Ci sono stata anche io, a qualche America’s Cup, e ovviamente non ne sapevo nulla, ma allora si usava prendere un incapace e costringerlo a informarsi. Sono andata a Newport negli Usa, poi quattro anni dopo in Nuova Zelanda, e poi anche a Valencia: non mi sono mai divertita tanto, essendo anche andata col mio compagno. Adesso credo che i miei bravi amici di un tempo, a furia di spendere milioni per le loro barche sempre più futuribili, non parteciperanno più. Mentre mi pareche ancora ci saranno i Prada. A lei sembra che, se non cambia tutto, l’America’s Cup non si possa fare. Però ho anche visto che la prossima regata a Napoli è per il 2027. Forse il tempo per sistemare le cose c’è.
Sul Venerdì del 22 agosto 2025