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Natalia Aspesi: Che sorpresa, Buttafuoco!

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QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE Ogni settimana le risposte alle lettere dei lettori
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Ho appena letto la lunghissima intervista di Aldo Cazzullo a Pietrangelo Buttafuoco sul Corriere della Sera e sono rimasto – diciamo così – colpito dalla decisa sicurezza di alcune sue lapidarie e inconfutabili risposte, alcune delle quali anche sibilline, inquietanti, comunque saccenti. Le riporto qui di seguito.Roma: «Una città irrisolta. Patisce il complesso di non essere Napoli e di non riuscire a diventare Torino». Venezia: «Non esagero: la Serenissima, per l’Oriente, è quel che fu New York per l’Occidente». Il fascismo: «Già il fascismo non fu fascista per come lo racconta la pubblicistica di oggi...». Giorgia Meloni: «È il mattatore in una prova d’orchestra prossima al debutto». È vero che lei è musulmano? «No, saraceno». Allora (forse gli andava chiesto), caro Buttafuoco, se il fascismo non fu come lo racconta la pubblicistica di oggi, mi dice come cavolo fu per lei? A cui aggiungere, eventualmente, la fatidica domanda: «Lei è antifascista?».

Michele De Luca

Ho avuto il permes…

Ho appena letto la lunghissima intervista di Aldo Cazzullo a Pietrangelo Buttafuoco sul Corriere della Sera e sono rimasto – diciamo così – colpito dalla decisa sicurezza di alcune sue lapidarie e inconfutabili risposte, alcune delle quali anche sibilline, inquietanti, comunque saccenti. Le riporto qui di seguito.Roma: «Una città irrisolta. Patisce il complesso di non essere Napoli e di non riuscire a diventare Torino». Venezia: «Non esagero: la Serenissima, per l’Oriente, è quel che fu New York per l’Occidente». Il fascismo: «Già il fascismo non fu fascista per come lo racconta la pubblicistica di oggi...». Giorgia Meloni: «È il mattatore in una prova d’orchestra prossima al debutto». È vero che lei è musulmano? «No, saraceno». Allora (forse gli andava chiesto), caro Buttafuoco, se il fascismo non fu come lo racconta la pubblicistica di oggi, mi dice come cavolo fu per lei? A cui aggiungere, eventualmente, la fatidica domanda: «Lei è antifascista?».

Michele De Luca

Ho avuto il permesso dal signor De Luca, che ha mandato anche a me la sua lettera, e spero anche dal geniale Cazzullo, che di questi bei dialoghi sa farne un documento imperdibile, di dedicare qualche buona parola all’attuale presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che dal 2024 ricopre quella davvero prestigiosa carica, messo lì dall’ex ministro della Cultura Sangiuliano (Gennaro), poi fatto dimettere dal governo a causa dei languori della Boccia. Si sapeva che Buttafuoco non aspettava altro, e infatti subito arrivò la sua nomina. Tra gli addetti alla grande macchina un bel po’ di spavento. E io, scema, pronta a prenderlo un po’ un giro. Che gaffe! Infatti, il Buttafuoco era prontissimo a dimenticarsi del fascismo e a dare a tutti una enorme quantità di cose quasi belle che io, ignorantissima, avevo trascurato – immaginandolo parecchio fascista. E tutti noi restammo fregati: infatti il nuovo presidente della Biennale, gentilissimo, buonista, pronto a spronare persino i carcerati a recitare, è subito apparso quasi non legato alla antica cronaca dell’era fascista. E la mia brava, superintelligente, amabile amica architetto, che mi aveva sempre aiutato a capire sia l’architettura che l’arte, per fedeltà, o anche convinta di essere nel giusto, ha smesso di chiamarmi, lasciandomi sola. Un vero dispiacere. Poi sono uscite quelle due paginone del Corriere, che – mi scusi Cazzullo, secondo me e dico secondo me, e magari non è vero – dopo essere state scritte sono state viste e riviste da chi concedeva finalmente una esclusiva. Ripensando alla Meloni viene anche una grande malinconia perché proprio la Meloni sembra invincibile, e chi le è attorno, anche se travestito da ministro, non ne fa una giusta. Comunque, tornando al paginone. A me ha fatto impressione la domanda e risposta: «Lei è musulmano?» «No, saraceno». Eppure, mi pare, che i saraceni erano molto più cattivi, nel gran casino di quell’epoca antica, tipo il Medioevo. Gente che rapiva del poveretti per farne degli schiavi.

Non si possono ignorare le risoluzioni dell’Onu

Gentile signora Aspesi, ho letto la risposta che lei ha dato al signor Zucchini sul Venerdì dell’11 agosto A un certo punto lei dice: «Io poi nulla so dell’Onu e di altre decisioni». Ma è proprio dalle tante risoluzioni dell’Onu sui territori indebitamente occupati da Israele, e da Israele sempre disattese, che nasce gran parte della questione. Come fa una giornalista di vecchio corso come lei ad ignorarle? Lei parla poi del diritto degli ebrei di avere una loro terra. Benissimo. Ma lo stesso diritto non lo hanno anche i palestinesi che sono lì da tremila anni? Saluti cordiali.
Stefano Manferlotti

Questa mia risposta ha giustamente suscitato attorno a me un gran vespaio, compresa la lettera un pochino arrabbiata del signor Zucchini. Sono avvilita per aver scritto delle stupidaggini. Ciò che mi ha colpito è sentirmi dire che non posso “non sapere nulla dell’Onu e di altre decisioni: come fa una giornalista di vecchio corso come lei ad ignorarlo?”. In realtà non è che lo ignoravo, ma, mi scusi, ormai tutto ciò mi si confonde in testa, sarà per l’età, sarà anche per la paura di non ricordare nell’infinito mondo di tutte le cose che dovremmo sapere. Poi, però, mi chiedo anche: io sono una sempliciotta, perché dovrei ricordarmi quello che ha detto l’Onu?

La madre di Giogiò con Salvini: rispetto lei, non lui

La madre di Giovan Battista Cutolo, il giovane musicista ucciso a Napoli due anni fa da uno spavaldo minorenne malavitoso per il futile motivo di un motorino parcheggiato male, si candida alla Regione Campania con la Lega di Salvini. La notizia, c’era da aspettarselo, ha suscitato un mare di polemiche. Addirittura c’è stato chi, storcendo il naso, ha ricordato la vivacità dell’abito indossato dalla signora Daniela Di Maggio a Sanremo in occasione dell’omaggio conferito alla memoria del figlio. L’unica cosa che non condivido è il partito scelto, non potrò mai dimenticare quanto Salvini sia stato volgare nei confronti dei meridionali – e di noi napoletani in particolare – arrivando addirittura a dileggiare, offendere e mortificare il nostro Tricolore. Però non voglio assolutamente entrare nel merito di queste polemiche e mi inchino rispettosamente al dolore della famiglia Cutolo.
R.P.

Non le chiedo perché “lo spavaldo minorenne malavitoso” sia ancora a casa sua e non in prigione. Lei lo saprà e ce lo dirà un’altra volta. Io credo che la Lega sia il male peggiore per il solo fatto che ha Salvini come capo: non Luca Zaia, che ormai ha il secondo mandato, e i suoi fan lo vorrebbero ancora. Appena c’è una cosa che fa paura, dopo aver perso tanti voti, ecco che appare lui, il Salvini, e subito chiede che licenzino il povero Schillaci, il ministro della Salute che ha revocato la commissione sui vaccini per via di due esperti No Vax. Tutto ciò che Salvini ha fatto nella sua carriera è mostrarsi mentre cammina con il tremendo telefono all’orecchio, con i giornalisti ansiosi di stargli vicino per raccogliere stupidaggini, tipo il ponte sullo Stretto – mai si vide cosa più scema: e non saranno certo le mafie a brontolare. A tal proposito: un Paese come il nostro non ne caverà nulla, se non eventuali disastri, perché già se ne parlava alla fine dell’Ottocento e fu sempre scartato per l’inutilità della spesa. E poi il ponte all’altro capo dello Stretto si troverà schiacciato dalle attuali vecchie ferrovie.

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