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Ricette. Il melone di Dumas val bene 300 libri

Il melone condito di Alexandre Dumas 

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Durante questi giorni di vacanza ho dedicato un certo numero di ore della mia vita (che non mi verrà mai restituito) a studiare la storia delle biblioteche municipali. Non di una singola biblioteca municipale, e non delle grandi biblioteche delle città, che esistono da secoli, ma dell’idea che portò a costruire piccole riserve di libri accessibili a tutti in città e paesi anche piccoli. In modo non sorprendente, l’idea nacque all’inizio dell’età napoleonica, col fine di educare il popolo. Nella prima metà del XIX secolo nacquero quindi moltissime biblioteche municipali in tutta la Francia, e a seguire nel resto d’Europa e così via. Nel 1864, c’era una città in Provenza, di nome Cavaillon, che era in grave ritardo con la sua biblioteca. Tra le altre cose, non avevano i soldi per comprare i libri. Chiesero quindi ad alcuni scrittori famosi se potevano regalarne. Uno di quelli a cui lo chiesero era Alexandre Dumas.

Il padre dei Tre moschettieri, del Conte di Montecristo, e dell’altro scr…

Durante questi giorni di vacanza ho dedicato un certo numero di ore della mia vita (che non mi verrà mai restituito) a studiare la storia delle biblioteche municipali. Non di una singola biblioteca municipale, e non delle grandi biblioteche delle città, che esistono da secoli, ma dell’idea che portò a costruire piccole riserve di libri accessibili a tutti in città e paesi anche piccoli. In modo non sorprendente, l’idea nacque all’inizio dell’età napoleonica, col fine di educare il popolo. Nella prima metà del XIX secolo nacquero quindi moltissime biblioteche municipali in tutta la Francia, e a seguire nel resto d’Europa e così via. Nel 1864, c’era una città in Provenza, di nome Cavaillon, che era in grave ritardo con la sua biblioteca. Tra le altre cose, non avevano i soldi per comprare i libri. Chiesero quindi ad alcuni scrittori famosi se potevano regalarne. Uno di quelli a cui lo chiesero era Alexandre Dumas.

Il padre dei Tre moschettieri, del Conte di Montecristo, e dell’altro scrittore noto con lo stesso nome, rispose che avrebbe volentieri donato 300 o 400 libri, ma che in cambio voleva una cosa molto precisa. In cambio voleva che gli fossero recapitati, ogni anno e fino alla fine dei suoi giorni, 12 meloni, che erano e sono tutt’ora una specialità di Cavaillon. Cugino francese del prestigioso melone mantovano, Dumas amava mangiarlo condito con un po’ di sale, del pepe, e mezzo bicchiere di vino bianco liquoroso. Il sale aiuta la digestione (soprattutto se mangiato a inizio pasto o a merenda: non mangiate mai melone a fine pasto). Il pepe è la vera rivelazione gustativa.

Ricetta. Il melone condito di Alexandre Dumas

Cosa serve:
Per 5 persone, come antipasto o per merenda:
1 melone mantovano ben maturo
dell’ottimo pepe in grani, macinato
sale in fiocchi
vino liquoroso se piace

Come procedere:
Tagliate il melone a metà, togliete i semi, quindi ricavate 10 fette e sbucciatele una ad una con un piccolo coltello. Disponete le fette in un grande piatto o in 5 piatti, e versateci sopra un po’ di vino, come se fosse olio. Condite ogni fetta con fiocchi di sale e pepe macinato, quanto e come piace.

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