Quei bravi borghesi dei Mapplethorpe
di Daria GalateriaJoan Mapplethorpe, la madre di Robert, l’artista della scena sado-maso gay, ha creduto per anni che il figlio fosse sposato con Patti Smith, la cantante rock; ma, quando ormai sapeva che lui era omosessuale, fu comunque sconcertata vedendo, alla grande retrospettiva che gli dedicò nel 1988 il Whitney Museum di New York, che si ritraeva in intima fusione con una frusta. Il padre, Harry, come lavoro verificava la conformità degli elettrodomestici alle norme di sicurezza, e aveva informato alla prudenza anche la sua vita privata: si era fidanzato con Joan che era una vicina di casa di sedici anni, cattolica e con princìpi piccolo-borghesi (si assomigliavano anche, esili, chiari, li prendevano per fratello e sorella); da sposato, riponeva gli alimenti in frigo in base alla forma, e come hobby collezionava monete e francobolli, e costruiva orologi a cucù. Così come già suo padre, tutta la vita funzionario di banca – la moglie, Adelphine Zang, la nonna tedesca di Mapplethorpe, non leggeva m…
Joan Mapplethorpe, la madre di Robert, l’artista della scena sado-maso gay, ha creduto per anni che il figlio fosse sposato con Patti Smith, la cantante rock; ma, quando ormai sapeva che lui era omosessuale, fu comunque sconcertata vedendo, alla grande retrospettiva che gli dedicò nel 1988 il Whitney Museum di New York, che si ritraeva in intima fusione con una frusta. Il padre, Harry, come lavoro verificava la conformità degli elettrodomestici alle norme di sicurezza, e aveva informato alla prudenza anche la sua vita privata: si era fidanzato con Joan che era una vicina di casa di sedici anni, cattolica e con princìpi piccolo-borghesi (si assomigliavano anche, esili, chiari, li prendevano per fratello e sorella); da sposato, riponeva gli alimenti in frigo in base alla forma, e come hobby collezionava monete e francobolli, e costruiva orologi a cucù. Così come già suo padre, tutta la vita funzionario di banca – la moglie, Adelphine Zang, la nonna tedesca di Mapplethorpe, non leggeva mai il giornale senza infilarsi i guanti e proteggere la gonna con uno strofinaccio, “una casalinga impeccabile”.
Anche Joan era maniacale nelle faccende domestiche; ma era estroversa, e i suoi Natali erano ineguagliati – preparava due diverse torte con i canditi, perché la mamma e la suocera avevano due ricette differenti,e lei non voleva scontentarle. In visita, trovavano i suoi figli (ce ne furono sei) tutti lindi e seduti “composti” sul divano; Robert però era indisciplinato, e il cibo lo annoiava; col coltello lo catapultava sul fratello maggiore; “Basta, diamine!” protestava il padre. Ma Joan, nel raccontare l’infanzia di Robert, ricordava la volta in cui “uccise la sua tartaruga, Greenie, impalandosela sull’indice”. Adolescente, Robert si preoccupò di mostrarsi virile, tanto da scegliere a scuola lo spagnolo, perché il francese era considerato “da froci”. Al corso di dottrina cattolica, Robert imparava il senso di colpa e i peccati (i mortali e i veniali); il rapporto di attrazione e repulsione tra sacro e profano darà alle sue opere il loro “taglio”:così raccontava a Patricia Morrisroe, nell’impagabile Mapplethorpe, una vita, ora pubblicato da Marsilio (a Venezia, fino alla Befana, la mostra fotografica raccontata sul Venerdì da Chiara Gatti e su Robinson da Michele Smargiassi).
Il padre faceva foto di grande nitore (Robert le presentò come sue a un esame), e gli aveva regalato una piccola Brownie per Natale. Un giorno, sulla 42ma strada, Robert vide una rivista pornografica gay: era avvolta nel cellophane; minorenne,non potendo comperarla,la rubò. Lì decise che doveva inserire quell’elemento, e quella “sensazione allo stomaco”, nella sua arte.
Sul Venerdì del 5 settembre 2025