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Carlo Lucarelli: l’orrore senza volto

La maschera indossata da Edward Paisnel, che tra il 1957 e il ’70 aggredì e stuprò almeno tredici persone sull’isola di Jersey, nel canale della Manica. Getty Images 

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BRUTTE STORIE Ieri come oggi: l’aggressore sbuca dal nulla indossando una maschera o un casco
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Essere aggrediti da qualcuno di cui non puoi vedere il volto, come successo in questi giorni a Sottomarina alla turista tedesca accoltellata da un uomo con il casco, è uno degli elementi tipici del cinema e della letteratura horror. Una cosa che fa paura, come Slender Man, il mostro creato su internet e ripreso dal cinema che non ha lineamenti, o Jason Voorhees, della saga di Venerdì 13, che indossa una maschera da hockey, il Michael Myers di John Carpenter in quella di Halloween con il suo volto bianco, o ancora Leatherface,della saga Non aprite quella porta, che indossa una maschera di pelle.

Ecco, nel buio di una sala al cinema, o nel salotto di casa davanti alla tv, quei cattivi senza volto fanno paura, ma quando arrivano dalla cronaca nera dei giornali ne fanno ancora di più.

Dal 1957 al 1970, sull’isola di Jersey, che sta nel canale della Manica, c’è un vero e proprio “mostro” che getta i suoi abitanti nel terrore. Uno stupratore seriale che colpisce almeno tredici vittime tra d…

Essere aggrediti da qualcuno di cui non puoi vedere il volto, come successo in questi giorni a Sottomarina alla turista tedesca accoltellata da un uomo con il casco, è uno degli elementi tipici del cinema e della letteratura horror. Una cosa che fa paura, come Slender Man, il mostro creato su internet e ripreso dal cinema che non ha lineamenti, o Jason Voorhees, della saga di Venerdì 13, che indossa una maschera da hockey, il Michael Myers di John Carpenter in quella di Halloween con il suo volto bianco, o ancora Leatherface,della saga Non aprite quella porta, che indossa una maschera di pelle.

Ecco, nel buio di una sala al cinema, o nel salotto di casa davanti alla tv, quei cattivi senza volto fanno paura, ma quando arrivano dalla cronaca nera dei giornali ne fanno ancora di più.

Dal 1957 al 1970, sull’isola di Jersey, che sta nel canale della Manica, c’è un vero e proprio “mostro” che getta i suoi abitanti nel terrore. Uno stupratore seriale che colpisce almeno tredici vittime tra donne, ragazze e bambini,ma si sospetta che il numero possa arrivare fino a trenta. Aggredisce le vittime da dietro, la notte, mentre aspettano l’autobus o attraversano la brughiera per tornare a casa, penetra attraverso le finestre delle camere da letto,le immobilizza con una corda al collo e abusa di loro.

E se all’inizio nasconde il volto dietro una semplice sciarpa,poi colpisce indossando una maschera di pelle fatta in casa,che gli si affloscia sgualcita sul volto, tenuta insieme da legacci di corda, sotto una brutta parrucca di finti capelli biondi.

Puro terrore. E infatti è da lì che prende spunto il regista Tobe Hooper per il suo Leatherface.

Anche se l’isola di Jersey è appunto un’isola, e neanche molto grande – 180 chilometri quadrati e 30 mila abitanti – lo prendono solo nel 1971, quando durante un controllo stradale gli trovano la maschera di pelle nel baule dell’auto. Lui nega e accampa scuse, ma non gli crede nessuno.

Così riescono a dare un volto, e di conseguenza un nome, a quello che la gente e la stampa chiamavano con sgomento “il Mostro di Jersey”. Si chiama Edward John Louis Paisnel, ha quarantacinque anni e come spesso succede in questi casi è un membro conosciuto, rispettato e insospettabile della comunità, tanto che tutti lo chiamano Zio Ted. È quello che a Natale si traveste da Babbo Natale per portare i regali ai bambini.

Zio Ted finisce sotto processo e si prende trent’anni. L’incubo svanisce, ma non si perde il ricordo di quel terrore.

Di qualcuno che senza faccia, sbuca fuori all’improvviso e ti colpisce.

Vale per i film e per i romanzi, ma ancora di più, molto di più, per la cronaca nera.

Quella vera.

Sul Venerdì del 12 settembre 2025

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