Gentile signora Aspesi, Le scrivo a penna libera, spero mi scusi.È una questione antica, quasi arcaica. Freud parlerebbe di angoscia di castrazione, di narcisismo ferito; ma potrebbe anche essere qualcosa di stampo ontologico: il terrore dei maschi di esserne, del loro sesso, deficitari, vuoi in toto o dimensionalmente o funzionalmente. Quelle robe di cui adesso si parla tanto (il sito phica.eu, il gruppo Facebook “Mia moglie”) servono ai maschi per rassicurarsi. Basta andare in una spiaggia. Mentre i maschi (ragazzini giovani adulti) indossano braconi tali che sotto puoi avere tutto o nulla e che per nuotare devono essere molto spiacevoli, le femmine al contrario no, “nihil impedire poterit…”, ai limiti dell’abuso di libertà. Purtroppo, per il problema dei ?maschi, ci sono poche speranze di risoluzione, poiché le femmine sono sempre più potenti e migliori di loro.? Mi creda: se non avessi accettato i no di mia moglie avrei combinato – mi consenta, da romano – parecchie e irrimediabil…
Gentile signora Aspesi, Le scrivo a penna libera, spero mi scusi.È una questione antica, quasi arcaica. Freud parlerebbe di angoscia di castrazione, di narcisismo ferito; ma potrebbe anche essere qualcosa di stampo ontologico: il terrore dei maschi di esserne, del loro sesso, deficitari, vuoi in toto o dimensionalmente o funzionalmente. Quelle robe di cui adesso si parla tanto (il sito phica.eu, il gruppo Facebook “Mia moglie”) servono ai maschi per rassicurarsi. Basta andare in una spiaggia. Mentre i maschi (ragazzini giovani adulti) indossano braconi tali che sotto puoi avere tutto o nulla e che per nuotare devono essere molto spiacevoli, le femmine al contrario no, “nihil impedire poterit…”, ai limiti dell’abuso di libertà. Purtroppo, per il problema dei ?maschi, ci sono poche speranze di risoluzione, poiché le femmine sono sempre più potenti e migliori di loro.? Mi creda: se non avessi accettato i no di mia moglie avrei combinato – mi consenta, da romano – parecchie e irrimediabili frescacce. Mi scusi per le superficialità. Suo,
Roberto Tatarelli
La scuso? Finalmente. Ecco una cara persona, lei, dalle “irrimediabili frescacce” che senza sgridarmi anche con cattiveria (non sempre) è disposto a non ferirmi per la mia ignoranza su milioni di temi che non conosco: dandomi poi di quelle legnate da non dimenticarle più. Adesso che mi sento da lei “protetta”, posso anche dire che non giurerei che proprio nessuna gentile signora abbia partecipato al gioco da lei citato senza saperne nulla. Anzi penso che qualcuna di loro si sia molto divertita a giocare coi pornolettori. Mi fa anche molto piacere che lei abbia “accettato” i no di sua moglie, il che mi fa capire quanto sia legato (o spaventato) da lei. Quanto a mostrarsi un po’ nuda, anche quando sarebbe meglio per gli altri di no, è però vero che soprattutto se ricchi gli uomini anche vecchissimi hanno mogli poco più che ventenni. Io ne conosco un paio e soprattutto gli uomini mi paiono felici. Le giovani signore non so.
Le vittorie degli israeliani e la fame dei palestinesi
Come al solito lei è molto coraggiosa quando alla solita affermazione secondo cui Israele occupa da più di mezzo secolo territori non suoi (che detta così sembra si parli di case abusive della camorra) risponde che gli ebrei si meritano la loro terra perché hanno vinto e trionfato. Che io la pensi esattamente come lei non importa a nessuno(io combatto perfino con mia moglie su questo argomento), ma essendo lei una vera giornalista fa bene a prendere le difese anche dell’indifendibile Netanyahu. La verità è che quella terra, la Palestina, è in guerra da millenni contro gli ebrei e i capi terroristi dei palestinesi hanno facile gioco da sempre a uccidere e minacciare. Il primo problema da porsi è se esiste ancora un popolo palestinese che oggi sembra una massa informe di diseredati ovvero, parafrasando Manzoni, “un volgo sconfitto che nome non ha”. Se no, come hanno fatto i nostri avi, espatrierebbero, come del resto fanno da sempre i più ricchi tra loro. Quando vedo quelle donne, quei bambini e quei ragazzi in tivù con le scodelle in mano io penso “È come in Africa”. Qui in Palestina c’è Hitler/Netanyahu che uccide e affama un intero popolo. E se non vogliono andarci di persona, politici, giornalisti e gente comune,ci mandino i loro eserciti per vedere come Hitler se la spasserà ?anche con loro. Grazie
Luigi Lamberti
No, Hitler/Netanyahu, diciamo,non è tra i miei preferiti. Anzi lo trovo orribile, con i suoi scatenati sostenitori. Mi stupisce che ogni giorno si assista a una carneficina di palestinesi, e qui da noi, si fanno stanche marce in difesa di questi civili che già vivono poveramente, affamati e rifugiati in tende, anche perché non sanno dove andare. Addirittura le barche europee dirette verso Gaza sono considerate cariche di terroristi. Insomma tutti protestano e fanno continuamente marce di sostegno: ma, diciamolo, questo marciare non aiuta nessuno, soprattutto i palestinesi.Credo che ormai le marce in difesa di qualcuno non servano più.
Quella bandiera sull’altare è davvero una dimenticanza?
Cara Natalia, il parroco di un paesino mette sull’altare la bandiera palestinese dimenticando che Gesù era ebreo.
Margherita Smeraldi, Venezia
Gentile Margherita, non so se davvero il parroco di un paesino che mettela bandiera palestinese sull’altare si è dimenticato che Gesù era ebreo. Io sono sicura che il parroco sta dalla parte dei palestinesi, perché sono i perseguitati, le vittime, quelli che non sanno dove andare perché non hanno la loro terra, anche se in tanti vorrebbero far di loro uno stato, che però non hanno mai avuto.
Rinnovo l’abbonamento anche se lei mi ha risposto male
Cara Aspesi, sono la “gentile signora” che lei ha messo in ridicolo pubblicando (sul Venerdì del 7 agosto) un’arrogante risposta alla mia onestissima lettera (le ricordo che chi scrive su un giornale come Repubblica ha molte più responsabilità di una semplice lettrice). Tutto ciò mi conferma ciò che ho sempre pensato. Chi ha potere, e un redattore di “grido”ne ha molto, pensa di avere diritto di usarlo senza se e senza ma. Non a caso lei non ha pubblicatola mia lettera su Gaza (quella sì che andava pubblicata), ma quella in cui sente lesa la sua maestà. Accetti le critiche e faccia un bagno di umiltà. Sì, ho rinnovato il mio abbonamento perché Repubblica ha iniziato a mettere in evidenza la situazione a Gaza e a darle il giusto spazio, e anche perché Massimo Giannini mi ha dato, a differenza di lei, una risposta personale attenta ed umana.Le faccio notare ancora che sì, mi sono accorta della guerra in Ucraina, e lei? Non mi sembra di aver letto nulla in merito nella sua rubrica. Lei non mi conosce. Sono un’anziana dottoressa che si fa in quattro in questa sanità malata per far funzionare le cose. Potrei andare in pensione, ma resisto. Purtroppo, non mi è possibile stare lì a Gaza a dare il mio contributo per ragioni di salute, come ho fatto in passato. Ma non accetto la mia impotenza, e non accetto la sua pubblicazione cattiva nella quale mi ha messo in ridicolo nella sua rubrica. Faccia un po’ quello che le pare.
Tiziana De Novellis
Gentile signora, non capisco perché si arrabbi tanto. Io credo di essere stata rispettosa e gentile, ho solo detto che anche per Repubblica era molto triste che lei smettesse di comprarlo per una idea molto sbagliata, che il giornale non sostenesse i palestinesi. Per il resto, sono felice che lei abbia rinnovato l’abbonamento, e non pensi che io sia una villana e che mi dia delle arie. Lei mi giudica male e si sbaglia di molto.